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30/09/2010

La Bibbia rap

buddy.jpgBrani dell'Antico e Nuovo Testamento ora ascoltabili in versione rap


Famiglia cristiana ha lanciato la Bibbia Pocket al modico prezzo di 7,90 euro. La mini Bibbia (570 grammi) si trova anche nei supermercati, negli aeroporti, negli autogrill. Alcuni tra i più famosi brani dell’Antico e Nuovo Testamento si possono sentire anche con file audio via radio o internet in versione rap (il titolo dell’iniziativa è “Paroladidio” scritto tutto attaccato). Meravigliosa la versione rap del versetto «Io sono colui che sono/ Questo è il mio nome per sempre/ e questo è il mio ricordo/ di generazione in generazione».

Dj gesù Frotte di giovani che fino a ieri pensavano che la Chiesa fosse oscurantistacolpevoledell’inquisizioneiocredoinDiomanonnelPapa (scritto tutto attaccato, ma con le maiuscole), dopo l’iniziativa Paroladidio (scritto tutto attaccato e con la “d” minuscola), si sono convertiti alla parola di dj Gesù. La Messa sarà un po’ una Love Parade, il catechismo una versione dance della waka waka, il Vangelo l’ultima canzone di Jovanotti. E anche tu fratello/ con questa nuova evangelizzazione/ se della “compa” eri lo zimbello/ ora sei il più coglione.

27/09/2010

Il dramma di Federica

Su segnalazione della mia amica AnnaVercors, pubblico questo accorato appello che sfida la nostra umanità.


E' per me intollerabile leggere i resoconti minuziosi su facebook del dramma che sta vivendo Federica Cannas, affetta da una rara malattia che si chiama MCS e che da mesi sta cercando di raccogliere i fondi necessari per potersi curare in una clinica londinese , l'unica che potrebbe salvare la sua giovane vita di mamma che non può contare sull'aiuto della sanità italiana perché la malattia non è ancora ufficialmente riconosciuta.

A me sembra proprio impossibile che in tutti questi mesi non sia riusciti a raccogliere la somma necessaria.Lo dico con un grande dolore perché mi rendo conto di non poter fare granché per aiutarla. Già una volta, appena conosciuta la sua situazione pubblicai un post. Ed ora ritento nella speranza che gli amici del blog facciano qualcosa per Federica.
Basta andare al link suindicato e avrete tutte le notizie necessarie, oltre alle indicazioni concrete per sostenerla finanziariamente: credo che se ognuno fa il poco che gli è consentito forse possiamo aiutarla.

Chi proprio non può contribuire con un'offerta aiuti con la preghiera, quella preghiera che è davvero onnipotente se fatta con il cuore.

Grazie a tutti coloro che prenderanno in considerazione questo appello.

11:19 Scritto da: ritina5 in APPELLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: salute, cultura, carità | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

19/09/2010

Manconi-Morresi a scuola

Dal verbale delle Regie Scuole Il Foglio, inizio d’anno scolastico 2010, classi speciali elementari per geni multitasking. In classe terza l’alunno Manconi s’è rifiutato come al solito di fare il compito di Bioetica Tecnologico- Razionale sul confronto (con dati) tra ricerca su staminali embrionali e staminali adulte. Appena la maestra ha dato il compito, ha sputazzato con una cerbottana fatta con la bic contro una compagna che subito l’ha aggredito spingendolo a terra: “Aaaahhh maeeeeeestra!!!! L’Assuntina m’ha dato una spintaaaaaa!!!!! E io non lo faccio il compito!” Maestra: “Assuntina va’ fuori!!! Manconi fai il compito!” Manconi: “No! sono indignato! E poi io so tutto, non ho bisogno di fare i compiti, non ho niente da mostrare.” Maestra: “Ma l’hai studiato il capitolo delle staminali o fai come sempre?” Assuntina (cantilenante): “Tanto non sa niente, Manconi non sa mai niente, Manconi non sa mai niente!” Maestra: “Assuntina va’ fuori t’ho detto! Dai Manconi, è un compito facile questo, è solo l’inizio anno… Non ti ricordi cos’è venuto fuori dalle ricerche? Dai è facile…” L’Assuntina (strillando trionfante): “…un cazzo di nulla!!!” Maestra: “Assuntina! Dal preside!” L’Assuntina: “No il preside no! mi fa paura il preside!” Manconi: “Ecco! brava maestra! Non si dicono le parolacce, brutt’Assuntina! (sottovoce) stronzina!” Assuntina: “Sei solo chiacchiere e distintivo, polletto, chiacchiere e distintivo!” Maestra: “Manconi, t’ho sentito! Anche tu dal preside! vi faccio sospendere tutt’e due!” Sono stati convocati immediatamente entrambi i genitori degli alunni dal preside Ferrara, che con la nuova riforma scolastica delibererà secondo coscienza ma solo dopo il viaggio di Benedetto XVI in Inghilterra, ma chiede a codesto ministero, tempestivamente e in conformità alla nuova riforma scolastica, indicazioni ulteriori sulle norme disciplinari inerenti alle scuole con classi speciali quale la scrivente. Corretti saluti.

Emmanuel Exitu, Roma

diavoletto

15/09/2010

Il nemico di Oriana? Non l'islam ma i vili intellettuali d'Occidente

fallaci_orianaR37523ago08.jpgRenato Farina


Nonostante tutto non riesco a ricordare Oriana Fallaci mettendogli in bocca e negli occhi la rabbia contro l’islam. Anche se per reazione all’ipocrisia verrebbe proprio voglia, perché le celebrazioni che la riguardano vogliono isolare o trattare come folle e vecchia la Fallaci degli ultimi anni, quella dove aveva assunto la parte di Cassandra e gridava Troia-brucia-Troia-brucia.


Oriana è stata di più, infinitamente di più che antislamica. Uso non a caso la parola “infinitamente”. Perché guardarla in faccia com’è nel ricordo di chi l’ha conosciuta, significa attingere all’essenza stessa dell’essere uomini: un amore alla vita fuori di ogni misura, dunque smisurato, infinito perché di meno dell’infinito c’è solo il nulla e la morte.


Oriana ha odiato la morte, le sue catene ingiuriose. Per questo ha detestato e maledetto l’Islam nella forma in cui le si è palesato dinanzi agli occhi e le è entrato nel naso con la polvere da sparo di Beirut e con il cemento dissolto insieme alle ossa degli americani assassinati da Al Qaeda l’11 settembre del 2001. Ha odiato e combattuto il culto della morte dei kamikaze e dei loro cantori, il nocciolo di violenza inestirpabile che lei ha visto dentro il Corano, dove la fede si afferma con la spada.


Non importa qui stare a sostenere che esiste un altro Islam. Lei lo ha vissuto così e ha fornito prove per questa sua tesi e questo suo dolore. È stata ingiusta, ma il suo allarme non era e non è campato per aria. Soprattutto su un punto: la furia omicida dei terroristi ispirati all’islam non è derivata dalle colpe dell’Occidente. Non è una reazione esasperata a un’ingiustizia subita. È una violenza sorgiva, è una volontà di sopraffazione che non deriva dall’umiliazione sofferta, ma è dentro il basamento stesso del Corano così come l’ala purtroppo egemonica dell’Islam militante lo intende. Magari per ragioni tattiche e di furbizia non lo dice apertamente, ma quest’idea di metterci sotto i tacchi esiste eccome nei militanti anche italiani del partito delle moschee sempre e dovunque. Continua QUI

10/09/2010

La purezza del diavolo

anticristo1.jpgIl primo avversario della Chiesa non è l’ateo», perché Satana non dubita di Dio né della sua dottrina. Intervista a Fabrice Hadjadj


di Rodolfo Casadei

Conosce alla perfezione le verità della dottrina cristiana e non ne dubita. È perfettamente casto e non ha mai commesso un peccato di lussuria in vita sua. Dona gratuitamente del suo senza esigere contropartite materiali. Eppure è il nemico assoluto di Dio e dell’uomo, menzognero, omicida e tessitore di inganni. È il diavolo, l’angelo ribelle. Questo ritratto geniale e sconcertante di Satana si trova nelle pagine di La fede dei demoni, l’ultimo libro di Fabrice Hadjadj tradotto in italiano (da Marietti).
Lo scrittore francese parte di qui per sviluppare una tesi suggestiva: l’ateismo e i peccati della carne, frutto dell’ignoranza e della debolezza umana, non sono i mali peggiori. Molto più gravi per le loro conseguenze sono gli spiritualissimi peccati propri del diavolo, soprattutto quando vengono compiuti dai cristiani: superbia, invidia, odio e disprezzo, vizi dello spirito, sono la base delle più grandi sciagure e di permanenti divisioni fra gli uomini. Per questo il diavolo li ispira continuamente. Dopo l’estate italiana dei giudizi sprezzanti distillati da tribune cristiane, delle gare di purezza e di sputtanamenti fra politici, difficile dare torto ad Hadjadj. Il quale indica anche la strategia per respingere l’assalto diabolico: affidarsi all’incarnazione, cioè alla carne di Cristo e alla carne di Maria, prefigurata nel Genesi come la donna che senza sforzo o paura schiaccia il serpente demoniaco sotto il proprio tallone. Contro ogni superbia, imparare da Maria l’apertura alla Grazia. Perché Maria è accoglienza della Parola di Dio che si fa carne, mentre il diavolo è il contrario dell’accoglienza. È orgoglioso, trae tutto da sé e non vuole ricevere.


Fabrice Hadjadj, il diavolo non è ateo, e perciò, lei dice, l’antitesi fondamentale non è quella fra teismo e ateismo, ma quella fra conoscenza e riconoscimento di Dio. Cosa vuol dire?
Anzitutto va notato che il primo riconoscimento di Gesù Cristo come figlio di Dio nel Vangelo non è quello di san Pietro o degli altri apostoli, ma dell’indemoniato di Cafarnao. Nella sinagoga di quella città un indemoniato incontra Gesù e il diavolo che possiede quell’uomo dice: «Io so chi sei tu, il Santo di Dio». Notare questo ci obbliga a rimetterci in discussione, perché forse non abbiamo le idee chiare sull’identità del nemico radicale e della natura della vera lotta: che non è quella contro l’ateo o il libertino, ma contro un’intelligentissima creatura spirituale. Un puro spirito, ovvero uno spirito impuro che è puro spirito. Pertanto non sarà appellandosi alla mera spiritualità che lo si potrà affrontare: quella è una specialità del demonio, che ha per progetto di ridurre il cristianesimo a uno spiritualismo. Lo scopo del mio libro non è soltanto di ricordare che la fede non è mera conoscenza, ma è riconoscimento che anima il cuore; è anche ricordare che la fede non è evasione in un mondo etereo, ma incarnazione. Dio ha voluto donarci la sua Grazia attraverso la carne, ed è nella carne e attraverso la carne che noi lo raggiungiamo. I grandi teologi ce l’hanno spiegato: il primo peccato del diavolo è stata l’invidia, scaturita dal fatto di sapere che il Verbo si sarebbe incarnato. Satana è inorridito all’idea che Colui che era spirito, e dunque aveva una connivenza speciale con gli angeli come lui, potesse farsi carne, e che gli angeli, puri spiriti, avrebbero dovuto adorare la carne, una carne umana.


Lei distingue fra la fede come dono di Grazia, che gli uomini sperimentano, e la fede come perspicacia dell’intelligenza naturale, che attribuisce ai demoni. In cosa sono differenti?
Gli angeli, compresi quelli caduti, hanno un’intelligenza più sviluppata della nostra. A loro i segni dell’agire di Cristo e della Chiesa sono sufficienti per ammettere che c’è qualcosa che viene da Dio. Per quanto attiene alla fede come dono di Dio, la fede che opera attraverso la carità, questa passa attraverso motivi di credibilità, perché l’atto di fede non annulla la ragione, non è un salto nell’assurdo. Ma i motivi ragionevoli non sono sufficienti a costringere l’intelligenza umana alla fede. L’uomo entra in essa attraverso una sorta d’umiltà, di abbandono. Al cuore della fede come dono c’è un atto di amore: non c’è semplicemente l’intelligenza che riconosce un fatto oggettivo, come nel caso dei demoni, ma un’intelligenza che chiama in causa il cuore e implica un atto di volontà. La volontà pone un atto di adesione, di fiducia, in una sorta di penombra. La fiducia, come ogni atto di amore, non si colloca né in piena luce né nelle tenebre, ma in una penombra. Nel Credo noi non diciamo: «Credo che Dio è così e cosà, è onnipotente e creatore». Noi diciamo: «Credo in Dio». Ed è l’“in” del modo accusativo del latino: «Credo in unum Deum». Cioè c’è un movimento per andare verso. Invece i demoni dicono: «Credo Deum», credo Dio. Cioè c’è l’intelligenza ma manca il cuore. E siccome è una fede prodotto delle sole forze del soggetto, è automaticamente orgogliosa. Lo si è visto a Cafarnao: il diavolo dice «io so chi se Tu». La prima parola è “io”. Continua
QUI

07/09/2010

Così il Cilento è entrato nelle mire dei clan

golfo da san giov. a piro.jpgDa tempo si temeva quello che è accaduto: i segnali c'erano tutti. La criminalità organizzata è arrivata anche nella mia bellissima e struggente terra, il Cilento... Solo gli amministratori, le cosiddette istituzioni, sembravano non accorgersi del pericolo. Sembravano... O fingevano?

"Il Cilento per anni ha fatto e continua a fare gola alla camorra. Gli appetiti della malavita organizzata erano diventati tangibili, soprattutto con le costruzioni abusive. Il simbolo di questi tentativi mai sopiti resta il Castelsandra, l’hotel del clan camorristico Nuvoletta, aggrappato su in alto alla frazione di San Marco di Castellabate che, dopo anni di aspre polemiche tra suoi fautori e oppositori, resta ancora intatto. Il Comune di Castellabate ha anche pubblicato il bando di gara per la sua demolizione, per un importo di 418.776,25 euro. La ditta che si aggiudicherà i lavori, che dovranno essere ultimati entro 150 giorni dalla consegna, dovrà demolire la parte abusiva, e provvedere al rimboschimento dell’area. La parte abusiva verrà demolita, e l’area recuperata architettonicamente. Resterà da vedere, però, cosa rimarrà dei cinque piani che contengono ben 125 camere, una discoteca (famosa negli anni ’80), due piscine, quattro campi da tennis, spogliatoi e terrazzamenti.

Oltre ad amministratori locali e forze dell’ordine, sentinelle anticamorra sono state anche le associazioni ambientaliste. Il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, per esempio, ricorda che da tempo erano state denunciate infiltrazioni criminali nel territorio cilentano. «Con il sindaco Vassallo – afferma – abbiamo lavorato per oltre un decennio e ogni anno abbiamo premiato il suo impegno con le cinque vele, il massimo riconoscimento di Legambiente alle località che si distinguono per tutela dell’ambiente e l’offerta turistica di qualità. Il suo costante e attento lavoro ha reso nel tempo la piccola realtà di Pollica un gioiello di buona amministrazione e un caso esemplare riconosciuto e apprezzato da cittadini e turisti. Con Vassallo abbiamo condiviso le tante iniziative virtuose, le buone pratiche del suo Comune e battaglie come quella per il Parco del Cilento e contro gli abusi edilizi. Ci mancherà la sua serena determinazione e la sua voglia di lavorare per un Cilento più pulito e più civile».

E proprio Amilcare Troiano, presidente dell’Ente Parco «auspica che la magistratura e le forze dell’ordine individuino, il più presto possibile, i criminali assassini che hanno stroncato la vita di un uomo che ha dedicato la sua esistenza al bene e alla tutela del nostro territorio».
Più prudente sulla "pista camorristica" sembra essere il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, tenente colonnello dei carabinieri in aspettativa: «Bisogna aspettare l’esito delle indagini. L’agguato è abbastanza anomalo. La camorra non è più quella degli anni ’80 e ’90. Ci sono altre zone più appetibili, come l’Agro nocerino sarnese e la Piana del Sele. È vero che il Cilento è diventato più accessibile, ma ci possono essere esponenti della criminalità organizzata e non veri e propri clan».
Maurizio Carucci"

Fonte

02/09/2010

RF: Diamo l'arrivederci al Meeting

Alcune interviste ai protagonisti del Meeting di Rimini

Il Meeting, segno profetico della realtà quotidiana - intervista a Giorgio Vittadini

Diario del Meeting 2010

Il confronto con la realtà attraverso un "cuore" non sentimentale, il ruolo dei cattolici nell'orizzonte politico italiano, i gesti "profetici" del Meeting 2010, questi gli argomenti trattati in una nostra intervista esclusiva con Giorgio Vittadini, presidente di Fondazione per la Sussidiarietà.


Dall'incontro tra Erdò e Filaret al Giussani "cinese" - intervista a Roberto Fontolan

Diario del Meeting 2010

La sorpresa cordiale tra S. Em. Card. Peter Erdò e il Metropolita Filaret, Esarca Patriarcale di Bielorussia; la presentazione dell'edizione in cinese de "Il Senso Religioso" di don Giussani: due avvenimenti che confermano "l'internazionalità" del Meeting di Rimini, nel segno dell'amicizia "globale".
Ecco alcune riflessioni con Roberto Fontolan, direttore del Centro Internazionale  di Comunione e Liberazione.


Segnali di ripresa - intervista a Corrado Passera

Diario del Meeting 2010

la XXXI edizione del Meeting di Rimini si apre parlando di ripresa e di quei segnali positivi che nell'ultimo anno l'Italia ha dimostrato di poter dare. Segnali che, dal suo osservatorio privilegiato, il consigliere delegato e CEO di Intesa San Paolo, Corrado Passera, ha voluto spiegare e approfondire ai nostri microfoni Domenica 22 agosto, all'uscita dell'incontro dal titolo "Ripresa a quali condizioni?".


Integrazione e immigrazione: l'esperienza di Portofranco - intervista ad Alberto Bonfanti
Diario del Meeting 2010

 

Il dibattito sull'integrazione degli immigrati nel tessuto sociale italiano è spesso svolto in maniera schematica, preda di due opposti moralismi.
Al Meeting, il Governo, rappresentato dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, si è confrontato con esperienze che, sul territorio, quotidianamente, si approcciano concretamente con la realtà. Abbiamo intervistato Alberto Bonfanti, presidente di Portofranco, associazione nata per l'aiuto allo studio degli studenti in difficoltà.



Rispettare la volontà popolare - conferenza stampa di Roberto Maroni
Diario del Meeting 2010


Le sorti della maggioranza di Governo di un paese non devono essere decise da accordi interni ai partiti nei Palazzi romani ma dalla volontà popolare. E' stato questo il concetto principale espresso dal Ministro degli Interni, Roberto Maroni, durante la conferenza stampa di mercoledì 25 agosto. Un intervento, questo, che ha portato la politica nazionale nel vivo della XXXI edizione del Meeting di Rimini e di cui vi riproponiamo le parti salienti.



Il virtuale: una porta per il rapporto umano vero - Intervista a Roberto Formigoni
DSCN1901-_bDiario del Meeting 2010

 

La sfida di mettersi in "rete" è diventata ormai un progetto in continua evoluzione per il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che, dopo l'incontro con gli amici di Facebook, ha spiegato ai microfoni di Radioformigoni, in un'intervista con il direttore, Roberto Vallini, come questa forte presenza sul web diventi un ottimo viatico per la condivisione di una politica indirizzata al bene comune.

L'incontro con gli amici di Facebook
formigoni2010Diario dal Meeting 2010

Amicizia, condivisione e responsabilità. Sono queste le tre parole che hanno animato l'incontro svoltosi il 25 agosto 2010 all'interno della XXXI edizione del Meeting di Rimini tra il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e gli amici di Facebook. Un evento innovativo e coinvolgente che ha visto, in un ora e mezza circa, alternarsi 24 persone che hanno così dialogato per la prima volta dal vivo con il Governatore lombardo.


I miei amici preti, innanzitutto uomini - intervista ad Aldo Cazzullo
Diario dal Meeting 2010

 

Piccola intervista ad un giornalista del Corriere della Sera, che da giorni vive una "full immersion" di questa edizione del Meeting.
Intervistando più volte mons. Massimo Camisasca, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo e dopo aver dialogato con il Patriarca di Venezia, card.Angelo Scola, Aldo Cazzullo si è accorto di un particolare e lo ha voluto rendere partecipe ai lettori dei suoi articoli.



La mostra. Da uno a infinito: al cuore della matematica - presentazione di Raffaella Manara
Diario del Meeting 2010

 

Un viaggio al "cuore" della matematica, abbandonando reminiscenze scolastiche: perchè partendo dai numeri si può arrivare a quell'Uno che è Infinito. Presentazione della mostra relizzata dall' Associazione Euresis per il Meeting 2010


Diamo lustro al Welfare della famiglia - Intervista a Luca Pesenti
Diario del Meeting 2010

 

La famiglia deve diventare l'origine di tutte quelle attività e politiche sociali che si pongono il fine della sussidiarietà. E' questo il forte messaggio che, nell'intervista esclusiva rilasciata a Radioformigoni.it, il Professore di Sociologia all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano, Luca Pesenti, ha voluto esprimere, per spiegare quanto sia importante oggi che lo stato sensibilizzi sempre di più l'opinione pubblica e la cultura italiana alla valorizzazione e all'aiuto di un nucleo fondamentale per la buona crescita della nostra società come quello della famiglia.


Welfare: avete presente il "modello Parma"? - intervista a Pietro Vignali

Diario del Meeting 2010

"C'è bisogno di un fisco a misura di famiglia". E' questa la principale richiesta che il Sindaco di Parma, Pietro Vignali, ha fatto ai microfoni di Radioformigoni.it. Un monito inderogabile ormai, secondo il primo cittadino parmense, per poter sostenere in maniera concreta quel nucleo fondamentale della nostra società che è la famiglia.


La mostra: Danzica 1980 - presentazione di Sandro Chierici

Diario del Meeting 2010

Sono passati esattamente trent'anni dagli scioperi degli operai di Danzica, che con la nascita del sindacato di Solidarnosc e l'imporsi della figura carismatica di Lech Walesa, diedero una spallata decisiva al socialismo reale "made in Mosca".
La mostra del Meeting, qui presentata da uno dei curatori, Sandro Chierici, ripercorre un avvenimento del secolo scorso, che non deve essere dimenticato dalle generazioni più giovani. Un avvenimento che iniziò proprio in contemporanea, in quell'agosto 1980, alla nascita del Meeting di Rimini.


Caterina, faro nella tempesta dell'imprevisto - intervista a Elena Ugolini

Diario dal Meeting 2010

Il libro è diventato un evento editoriale e naturalmente la presentazione al Caffè Letterario al Meeting di Rimini ha visto la presenza di  una grande folla di attenti ascoltatori.
"Caterina", questo il titolo del libro, edito da Rizzoli, i cui proventi delle vendite andranno ad opere no-profit, è il dipanarsi del percorso drammatico di malattia che ha colpito la famiglia di Antonio Socci, storico e giornalista, che racconta in prima persona la tempesta improvvisa di una nuova quotidianità.
Con la prof.ssa Elena Ugolini, preside di liceo a Bologna, che ha partecipato alla presentazione del volume, abbiamo fatto alcune riflessioni.

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