05/12/2009
Era de Maggio
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Era de Maggio, La più bella canzone napoletana.
" De te, bellezza mia, mme 'nnammuraje,
si t'allicuorde, 'nnanz'a la funtana:
Ll'acqua, llá dinto, nun se sécca maje,
e ferita d'ammore nun se sana..."
Le ferite d'amore non guariscono...
Era de maggio e te cadéano 'nzino,
a schiocche a schiocche, li ccerase rosse...
Fresca era ll'aria...e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe...
Era de maggio, io no, nun mme ne scordo,
na canzone cantávamo a doje voce...
Cchiù tiempo passa e cchiù mme n'allicordo,
fresca era ll'aria e la canzona doce...
E diceva: "Core, core!
core mio, luntano vaje,
tu mme lasse, io conto ll'ore...
chisà quanno turnarraje!"
Rispunnev'io: "Turnarraggio
quanno tornano li rrose...
si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá...
Si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá."
E só' turnato e mo, comm'a na vota,
cantammo 'nzieme lu mutivo antico;
passa lu tiempo e lu munno s'avota,
ma 'ammore vero no, nun vota vico...
De te, bellezza mia, mme 'nnammuraje,
si t'allicuorde, 'nnanz'a la funtana:
Ll'acqua, llá dinto, nun se sécca maje,
e ferita d'ammore nun se sana...
Nun se sana: ca sanata,
si se fosse, gioja mia,
'mmiez'a st'aria 'mbarzamata,
a guardarte io nun starría !
E te dico: "Core, core!
core mio, turnato io só...
Torna maggio e torna 'ammore:
fa' de me chello che vuó!
Torna maggio e torna 'ammore:
fa' de me chello che vuó "
Il video ci offre l'opportunità di riascoltare questo brano interpretato dalla struggente voce di Roberto Murolo.
23:30 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/09/2009
La Banda!
Ascoltate e vedete se non vi scoppia il cuore di gioia e allegrezza!

16:06 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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11/09/2009
Angelo o farfalla?
Una straordinaria immagine dal telescoio Hubble: la Farfalla del cosmo. Vola tutto intorno ai confini dell'universo.
Perchè farfalla, non potrebbe essere un Angelo?

20:24 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/06/2009
DA NON PERDERE!
Non perdetevi questo interessantissimo appuntamento!
Sabato 20 giugno
Ore 10.15 circa RaiDue all’interno della trasmissione "La via di Damasco"
![]()
Intervista a Fabio Cavallari e Suor Maria Gloria Riva. Il Monastero, la vita, l’incontro, la strada, i libri. "Mendicanti di bellezza"
Grazie a Fabio Cavallari
16:19 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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04/03/2009
MENDICANTI DI BELLEZZA

Il mendicante è l’uomo assetato di desiderio, che riconosce di non potersi fare da sé, e per questo si affida e si lascia abbracciare dalla realtà del Tutto che lo precede, di cui si sente ospite inadeguato, sproporzionato, eppure irresistibilmente voluto bene. La sproporzione si spalanca proprio perché la povertà dell’uomo che vive nel bisogno è un dialogo aperto con un Tu da cui si scopre di dipendere: io sono “Tu che mi fai”, come tante volte abbiamo sentito ripetere. In effetti, è il senso di una oggettività che incombe quello che domina tutta la più genuina mistica cristiana, dalle sue prime scaturigini, neotestamentarie e patristiche, fino alle vette degli “spirituali” dei nostri tempi moderni. E un Tu oggettivo che suscita, accoglie e fa muovere l’io dell’uomo alla ricerca della sua pienezza(…)L’accento è posto sulla logica inesorabile di questa Vita che emerge dagli abissi del mistero di Dio, facendosi incontro al cuore dell’uomo, prima e anche al di là della piena lucidità della sua domanda lanciata verso gli orizzonti sconfinati del destino ultimo che salva la vita. Siamo resi spettatori del dispiegarsi di una storia di salvezza che non ci siamo creati da soli, che ci raggiunge nella terra di Betlemme della nostra condizione di uomini, e di cui l’avvenimento dell’incarnazione è il sussulto già trionfale che, dalla notte dei secoli, attraversa lo spazio del nostro universo(…).L’incarnazione di Cristo non è altro che il venire prepotentemente alla luce del movimento della grazia di Dio. È ciò in cui si riversa, per il suo interno dinamismo, senza che noi lo abbiamo voluto e tantomeno meritato, l’«amore gratuito di Dio», «invincibile e infinito», l’«amore misericordioso del Signore». Nel segno assolutamente fragile ed equivocabile del Bambino adorato dai pastori nella grotta del presepio, dentro il germe a prima vista insignificante di una realtà umana investita dal divino, si addensa la «manifestazione suprema della misericordia di Dio(…).
La bellezza di questa «relazione» coinvolgente sta nella positività umana che trascina con sé come promessa. Al fluire della grazia che raggiunge l’uomo attraverso l’offerta di Cristo per la nostra salvezza corrisponde l’eco perfettamente consonante del registro affettivo della «gioia»: la sobria e composta letizia cristiana. Lo sfondo su cui muove la dinamica del rapporto tra l’uomo e Dio è sempre e soltanto la «gioia di essere salvati»: la «salvezza è la nostra vera gioia». Leggi tutto Qui
( p. Mauro-Giuseppe Lepori: La vita si è manifestata. Omelie sull’attesa, l’avvenimento e la manifestazione dell’Incarnazione del Signore. Illustrate da acquerelli dell’autore, Genova-Milano, Marietti, 2008 )
11:12 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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28/02/2009
RIPARTENZA
C'è una brutta aria in giro. La crisi, Eluana, gli attacchi sempre più frequenti a qualsiasi sicurezza, e il grande bisogno che si vede intorno a noi. Come affrontere tutto questo? Come superare questa tristezza che ti preme?
Poi .. uno parla con degli amici della montagna e del bello che vedono, poi .. uno legge un articolo di giornale che parla della bellezza e si riparte, si ricomincia: dal bello
Factum socio di SamizdatOnLine
IL NOSTRO ENORME BISOGNO DEL BELLO
Marina Corradi, Tempi
È quasi scandalosa la risposta di don Giussani a quella missionaria che si sentiva impotente di fronte a tutta la sofferenza dei suoi bambini: non dimenticarti di ciò che ci meraviglia e commuove, è memoria di Dio
22:41 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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13/12/2008
IL FASCINO DI GESU'
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00:57 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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24/10/2008
LA BELLEZZA CHE RISOLLEVA
Mi ha colpito positivamente leggere questa riflessione di Pupi Avati su Il Giornale di stamattina. Parla della bellezza. Si cita spesso la celebre frase di Dostojevski "La bellezza salverà il mondo", ma ci si dimentica che detta così è monca; perchè, prosegue con; è la Bellezza di Cristo che salverà il mondo. La bellezza della "cometa nello spazio siderale" di Avati, è nient'altro che un'icona del Mistero che si mostra agli uomini, che sottente la realtà tutta. Ma questo Pupi lo sa.
"Ogni essere umano ha sperimentato la sconfitta nei suoi multiformi aspetti. C'è chi l'ha usata, con la nefanda complicità dei media, come alibi per imboccare la strada della resa, chi invece l'ha saputa sublimare, trasformandola in strumento di crescita. È comunque consigliabile non attribuire sistematicamente agli altri la responsabilità dei nostri fallimenti.
Cercherò di riassumere come io reagisca ai non pochi insuccessi che contrassegnano la mia lunga carriera essendo il mio mestiere ad altissima visibilità e quindi ad altissimo rischio. Un mestiere che ti costringe ad accattonare continuamente il consenso dei più. Queste le ragioni per le quali l'insuccesso nel nostro campo è difficilissimo da metabolizzare. L'età e quindi l'esperienza, anziché dotarti di quegli strumenti utili ad affrontare una sconfitta, ti hanno reso più fragile, più vulnerabile, più suscettibile.
La negazione di apprezzamento a un tuo film si estende così a tutta la tua carriera riverberandosi addirittura sull'intero contesto familiare. A ridosso di un insuccesso si cancellano viaggi, cene, acquisti. Ci si rende indisponibili alle effusioni così come non si cambia più la tappezzeria del salotto, si disdice la settimana bianca, non si risponde alla corrispondenza e ai fattorini non viene più data la mancia. L'insuccesso ammorba di sé tutto il tuo presente. Ti incattivisce. Sai bene che così esplicitamente sconfitto ti sarà difficile uscire per strada, sfigurato dai tanti cazzotti che ti hanno mandato al tappeto. Così malconcio ti sarà impossibile chiedere di essere messo nuovamente alla prova.
E allora cosa fare? Il mio metodo, da considerarsi del tutto personale, consiste nell'esporre il mio disappunto all'abbacinante bellezza del mondo in cui abbiamo lo straordinario privilegio di vivere. Riempirmi di quella profonda misteriosa serenità, che riesco a ritrovare nell'accedere a una situazione dove il tempo è più grande. Nel film «Ma quando arrivano le ragazze?» so di aver sufficientemente esemplificato cosa intendo con tempo più grande. In quel racconto la dolorosissima scoperta del giovane protagonista di essere privo del talento necessario per diventare grande musicista coincide con l'appalesarsi e con lo scomparire nella notte siderale di una cometa.
L'amara esperienza di quel ragazzo, esacerbato dal senso di fallimento, si compara con il manifestarsi di questo immenso asteroide, in un cielo più sconfinato di tutti i cieli. È nell'accadere di questi due eventi, assolutamente incommensurabili e tuttavia simultanei, che lo smacco riservato a quel giovane si riduce a un nonnulla, stemperandosi. E così si placa il suo rancore. Di queste contiguità così speciali a cui ricorrere ognuno di noi dovrebbe aver fatto provvista, per le giornate difficili.
Il Foro Romano è un luogo fra i tanti capace di esercitare su di me questo straordinario effetto terapeutico. È lì, nel sacrale silenzio di quelle rovine, di quei templi, di quei palazzi in cui la storia si perde nella leggenda, che ho trascinato più volte a viva forza le mie piccole, squallide, imbarazzanti sconfitte professionali. E lì, nel confrontarsi con la commovente bellezza della classicità, con quel tempo più grande, che le ragioni del mio risentimento divengono insostenibili. È quella stessa bellezza a travolgermi fiaccando ogni astiosità. E allora nel vagone della metro che mi riconduce a casa guardo le persone che lo affollano, che non mi sono più estranee e delle quali più non diffido."
13:16 Scritto da: ritina5 in Bellezza | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (1) | Segnala
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