01/12/2009
Viva la Svizzera!


Viva la Svizzera! Piccolo Stato libero in una Europa che non ama più la libertà.
Non si vogliono i minareti. Le moschee sì i minareti no. Perfetto; l’urbanistica delle nostre città non li prevede ne li sopporta.
Sono i Campanili, con in cima la Croce, a indicare da dove veniamo, da dove desideriamo attingere il nostro modo di vivere. Attorno cui desideriamo costruire le nostre case, i nostri uffici, le nostre scuole, i nostri negozi.
Una volta, a segnare il tempo, c’erano le campane, sostituite poi da assordanti e fastidiose sirene. Non vorremmo che anche un muezzin strillante, dall’alto di una torre, ci dovesse ricordare di pregare ogni quattro ore, come prendere la tachipirina se abbiamo la febbre. Dice che con questo voto si incacchieranno i musulmani violenti; fondamentalisti, li chiamano… parola chic, moderna, politicamente corretta. Violenti. E basta. Con loro non c’è da aspettarsi niente di buono. O di bello. O di giusto. Basta guardare come trattano le donne.
I Cristiani hanno a cuore la pace, la pacifica convivenza tra Popoli, Culture e Fedi diverse; nessuno come Papa Benedetto desidera e lavora per questo; ma loro, i musil, non intiendono! Grande progetto, il loro; conquistare l’Occidente non più con le armi – battaglia persa prima di cominciare – ma con la “carne”. Carne da macellare, come i kamikaze, o con i figli che sfornano come conigli. Anche loro carne da macello. Li ammazzano peggio di come farebbero coi loro cani, se vogliono davvero integrarsi. Le abbiamo viste le giovanissime donne uccise da padri, zii, fratelli, con l’assoluzione e la giustificazione delle loro mamme e mogli.
Non conosco l’arte della diplomazia ne quella dialettica; il mio è un linguaggio diretto, senza orpelli, scevro da sofismi frigidi, e dico: Attenti! Stiamo all’erta. Vigiliamo. Ora si accontentano di legiferare per sloggiare i Crocifissi, domani faranno leggi per far fuori i veri Crocifissi: Noi. Che siamo i Suoi nella carne e nel sangue, e loro – non solo i musulmani – amano cibarsi di carne e sangue umani. Vampiri! Anche i laicisti stiano attenti: i Cristiani accolgono tutti e tutto, gli integralisti bombaroli no, non permettono…! Ci sarà sharia per tutti e allora non ci saranno più risatine di scherno e supponenti, come vediamo sulle bocche ben pasciute dei vari Scalfari, Odifreddi & company…! Per me, e per i miei fratelli di fede, non temo più di tanto; al massimo verremo martirizzati, e quale morte più onorevole e gloriosa si potrebbe desiderare?
Per adesso ripeto a gran voce, W LA SVIZZERA!
16:56 Scritto da: ritina5 in Crociate | Link permanente | Commenti (13) | Trackback (0) | Segnala
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02/06/2009
EURABIA

Su www.chiesa.espressonline.it del 19 maggio 2009, Sandro Magister titola: «L’Eurabia ha una capitale: Rotterdam». E prosegue: «Qui interi quartieri sembrano Medio Oriente, le donne camminano velate, il sindaco è musulmano, nei tribunali e nei teatri si applica la sharìa». Nel presentare, poi, il lungo articolo (che vale la pena di leggere), aggiunge: «L’Olanda è un test di verifica straordinario. È il paese in cui l’arbitrio individuale è più legittimato ed esteso – fino al punto di consentire l’eutanasia sui bambini –, in cui l’identità cristiana si è più dissolta, in cui la presenza musulmana cresce più spavalda». Eh, a certuni il «giogo di Cristo», pur «leggero e soave», è sembrato insopportabile. Si godano quello di Maometto.
18:07 Scritto da: ritina5 in Crociate | Link permanente | Commenti (9) | Trackback (0) | Segnala
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09/11/2008
CRISTIANI COME CROCIATI?

di Maurizio Bonanni
Tratto da L'opinione del 7 novembre 2008
Non si è cristiani senza essere crociati? A quanto pare, le due cose coinciderebbero, stando all'editoriale di Galli della Loggia "Le spalle al cristianesimo", pubblicato dal Corsera di lunedì 3 novembre. In altri termini: nessuno pare scandalizzarsi più di tanto del fatto che i cristiani, in non poche parti del mondo, siano soggetti a persecuzioni.
Insomma, l'eterno pendolo dell'intolleranza religiosa stavolta oscilla a sfavore degli eredi del Nuovo Testamento, i quali "girano la testa dall'altra parte", per non vedere le sofferenze dei confratelli e per non prendere, di conseguenza, le necessarie contromisure. Della Loggia sostiene che siano proprio le gerarchie cattoliche responsabili di un simile disinteresse, per aver sempre esitato, in passato, a schierarsi con le ragioni dell'Occidente. Forse, per il buon motivo che la pubblicità sia nociva al segreto mercato delle anime.. In terra di dittatura, una "Chiesa del silenzio" è sempre preferibile ad una Chiesa.. defunta! Comunque, rimane il problema di fondo di come contrastare l'intolleranza religiosa, senza scendere sullo stesso piano, ovvero evitando di scivolare in uno sterile, contrapposto fondamentalismo.
Della Loggia non lo dice, ma la sua prosa trasuda del sospetto di "relativismo", che coglie in mezzo al guado tanti di noi battezzati, con la scusa della tolleranza laica. Proprio "ismi" come l'illuminismo, a suo avviso, avrebbero partorito la rappresentazione del cristianesimo come primaria "alienazione" dell'umanità pre-moderna. Oggi, quindi, la religione sarebbe divenuta intellettualmente "impresentabile", aliena dalla cultura dominante. La comunità dei battezzati avrebbe, quindi, perduto nel tempo la sua forza di coesione e la capacità di identificazione nei valori fondanti della religione comune. Complice, a tutti gli effetti, la dilagante diffusione del concetto di fede "fai-da-te", in cui la persona-individuo tende ad avere un dialogo diretto con Dio, rifuggendo dalla pratica di rituali ritenuti sempre più vuoti di significato e privi, quindi, di rappresentanza e rappresentatività sociale. Una volta, i simboli della processione erano ambitissimi da nobili e borghesi, che facevano a gara per mostrare in pubblico la loro devozione viscerale, anche con pratiche di auto-flagellazione corporale, che scadevano non di rado in un masochismo evidente.
Con la vittoria a tutto campo dei valori secolari, effettivamente è venuto a mancare il senso collettivo dell'appartenenza religiosa, con tendenza spiccata al "monadismo" (cioè: ognuno se la canta e se la suona come crede, in tema di spiritualità, attingendo alla sterminata offerta di pratiche alternative religiose esistente nel mondo) che, a sua volta, rende improponibile la progettazione di un fronte comune, per la difesa dei valori e delle comunità cristiane nel mondo. Il problema vero è che, a questo punto, non ci sentiamo "attaccati" da un comune nemico esterno. Un po' come accade per certe malattie infettive endemiche, presenti in delimitate regioni del mondo, ma non in altre. Basta stare alla larga, per non subire il contagio. E noi, da qualche decennio, ci sentiamo costantemente al di qua della barricata. Le lotte ed i conflitti che si svolgono dall'altra parte semplicemente non ci riguardano! I flagelli del resto del mondo li vediamo in tv e su Internet ed, al massimo, mandiamo un sms di solidarietà, per donare qualche euro di mancia alla loro sofferenza ed alleggerirci un po' la coscienza. Quello che dice Galli della Loggia, in fondo, è tremendamente vero: non siamo più abituati a lottare per un ideale e siamo sempre più propensi a delegare qualcuno perché lo faccia per conto nostro. In particolare, puntiamo sull'America, che ancora sa mandare a combattere e morire per un ideale migliaia dei suoi figli, a torto o a ragione, in base ad un profondo convincimento etico delle sue élites. Ergo: siamo già pronti per la sottomissione ai discendenti di Maometto!
Grazie a Il Mascellaro
00:45 Scritto da: ritina5 in Crociate | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
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