30/09/2010
La Bibbia rap
Brani dell'Antico e Nuovo Testamento ora ascoltabili in versione rap
Famiglia cristiana ha lanciato la Bibbia Pocket al modico prezzo di 7,90 euro. La mini Bibbia (570 grammi) si trova anche nei supermercati, negli aeroporti, negli autogrill. Alcuni tra i più famosi brani dell’Antico e Nuovo Testamento si possono sentire anche con file audio via radio o internet in versione rap (il titolo dell’iniziativa è “Paroladidio” scritto tutto attaccato). Meravigliosa la versione rap del versetto «Io sono colui che sono/ Questo è il mio nome per sempre/ e questo è il mio ricordo/ di generazione in generazione».
Dj gesù Frotte di giovani che fino a ieri pensavano che la Chiesa fosse oscurantistacolpevoledell’inquisizioneiocredoinDiomanonnelPapa (scritto tutto attaccato, ma con le maiuscole), dopo l’iniziativa Paroladidio (scritto tutto attaccato e con la “d” minuscola), si sono convertiti alla parola di dj Gesù. La Messa sarà un po’ una Love Parade, il catechismo una versione dance della waka waka, il Vangelo l’ultima canzone di Jovanotti. E anche tu fratello/ con questa nuova evangelizzazione/ se della “compa” eri lo zimbello/ ora sei il più coglione.
12:04 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: follie, giornalai, eresie, tempi, famiglia cristiana | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/02/2010
Basaglia santo subito? Sarebbe una pazzia

La sua fu una utopia generosa costata troppo dolore. Prima di lui ci fu chi inventò una via saggia e dimenticata: i villaggi postmanicomiali
Non è a Franco Basaglia che dovevate dedicare un commosso ricordo televisivo a proposito della città dei matti. Non è a lui e alla sua generosa utopia, costata tante tragedie fra i malati di mente e le loro famiglie, che andava dedicata una fiction celebrativa del servizio pubblico della Rai. Ma ad un dimenticato sacerdote del sud, meridionalista concreto, che edificò dal nulla grandiose Case della divina provvidenza per accogliere i malati di mente e poi pensò, vent’anni prima di Basaglia, alla necessità di superare la triste realtà dei manicomi. E studiò un progetto umano e realistico: il villaggio postmanicomiale.
Prima di raccontarvi di lui, vorrei dirvi qualcosa di Basaglia e del ciclone antimanicomiale che da lui prese piede. Ne parlo per esperienza diretta, non in veste di matto, come forse alcuni di voi sospettano, ma perché sono nato e cresciuto nella città dei pazzi, Bisceglie. Un centro che aveva nel suo cuore un grande manicomio, il più grande del sud e qualcuno - forse malato di megalomania - diceva addirittura d’Europa. Un manicomio, la Casa della divina provvidenza, che accoglieva migliaia di malati, dava lavoro a migliaia di infermieri e medici e aveva diramazioni a Foggia, Potenza, Palestrina e Guidonia. Beh, io ricordo la tragedia prodotta dalla legge 180, cosa volle dire il «liberi tutti» ordinato alla follìa; quali drammi scatenò, quanti abbandoni e solitudini, matti allo sbando, incapacità delle strutture ospedaliere di accogliere i dementi in crisi, tormenti delle famiglie che si trovarono a dover sopportare, spesso in condizioni di povertà e di ignoranza, l’arrivo del famigliare pazzo. Quanti dolori esplosero allora e non trovarono strutture pronte ad aiutarli; leggete Mario Tobino che ebbe analoghe esperienze in manicomio da medico. Sarebbe follìa idealizzare i manicomi, ce n’erano alcuni che erano veri lager. Nessuno rimpiange la segregazione della follìa, che fu un frutto perverso del razionalismo scientista, perché i manicomi sono figli dei lumi e della scienza positivista. Sappiamo quanti maltrattamenti e abusi, anche sessuali, quante speculazioni sulla pelle dei matti. Ma la loro abolizione, insieme all’assurda teoria che la malattia mentale non esiste, ma è frutto dei rapporti di classe e delle condizioni socio-culturali, come sostenevano i seguaci sessantottini di Lang, Basaglia e dell’antipsichiatria, produsse ferite e traumi giganteschi. Di tutto questo non si racconta nella lirica epopea di Basaglia e lo si santifica come un Liberatore. L’idea che si potesse abolire la realtà e con la realtà la pazzia, fu la vera aberrazione ideologica di questa perniciosa filantropia. Fu l’egualitarismo, il comunismo applicato alla psiche; fu il delirio dell’immaginazione al potere che si fece antipsichiatria. Di Basaglia va riconosciuta la buona fede, il fervore ideale, ma non possono essere cancellati i paurosi danni della legge 180 che ancora perdurano. A loro vorrei opporre il sano realismo di quel parroco prima accennato. Si chiamava don Pasquale Uva, veniva dal mio paese e lo chiamavano Zì’ Terrone perché proveniva dalla terra e si definiva «operaio nella vigna del Signore». Mentre i meridionalisti teorizzavano il riscatto del sud negando radici, caratteri e tradizioni meridionali, quel cocciuto prete costruì dal nulla, pietra su pietra, tra collette, anticamere e testarde perorazioni, un grandioso ricovero per i malati di mente del sud. Il suo modello fu Cottolengo. Prima di condannare l’esistenza nefasta dei manicomi dovete pensare cos’era l’Italia e in particolare il sud prima che esistessero quelle strutture ospedaliere. I dementi vagavano per le strade, ridotti alla fame e agli stracci, derisi e aggrediti o a loro volta aggressivi e pericolosi. Ci vollero benemeriti come don Uva, e le suore che lo accompagnarono, le ancelle della divina provvidenza, a raccoglierli dalle strade e a dar loro cure, cibi, assistenza. Fu un progresso il manicomio rispetto alla situazione precedente. Fu un atto di pietà e di umanità, altro che segregazione. Ma don Uva capì quanta sofferenza covava dietro quelle grate e sapeva anche l’aspetto atroce dei manicomi. Così, dopo trent’anni di gestione degli ospedali psichiatrici, don Uva pensò nei primi anni Cinquanta ad una bonifica degli ospedali psichiatrici e progettò i villaggi postmanicomiali, una struttura aperta che immettesse gradualmente i malati nel mondo libero. Progettò così una città per i malati di mente che avesse al suo interno azienda agricola, pascoli, stalle, orti, vigneti e frutteti, laboratori, molini e pastifici, cinema-teatro e caffè, circoli e sale di bigliardi, impianti sportivi. Pensò cioè di accompagnare gradualmente i malati verso la guarigione e l’integrazione attraverso una struttura fondata sull’ergoterapia e la ludoterapia, il lavoro e il gioco. Al loro fianco erano previsti non casermoni cupi e ospedali-carceri ma agili strutture di cura come avrebbero dovuto essere i centri d’igiene mentale. Il progetto, insomma, era di immettere in modo graduale e in un luogo solare, intermedio tra l’ospedale e la strada, i malati di mente curabili nella vita normale, separandoli dai malati più acuti. Aveva previsto nel dettaglio un piano di spesa e individuato il sito per il primo villaggio postmanicomiale, presso il lago di Varano. Ma aveva ormai settant’anni e i primi malanni, non trovò adeguati interlocutori e poco dopo morì. Nessuno fu in grado di raccogliere l’eredità di quel progetto. Fu così che alla degenerazione degli istituti psichiatrici si oppose la follìa di chiuderli e si dichiarò cessata per legge e ideologia la malattia mentale. Oggi ne piangiamo gli effetti e romanziamo epicamente la vita e l’opera di Basaglia, seguendo l’antica etica lottizzatrice delle fiction di Stato: dopo la fiction su un santo, Agostino, una su un laico de sinistra, Basaglia; dopo un papa de sinistra, un papa de destra, per una fiction blando-revisionista tre fiction antifasciste sui partigiani e le vittime del nazismo; se c’è un De Gasperi ci vuole un Di Vittorio... Finiscono le culture e i partiti di riferimento, ma i santini no. Per carità, lo sappiamo, così va il mondo. Ma se la verità conta qualcosa, ha giovato ai dementi più l’opera del beato Pasquale Uva che la generosa ma nociva utopia di Franco Basaglia.
Da Il Giornale
11:04 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: basaglia, fiction, televisione, mammarai, manicomi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
17/09/2009
Dieci cose Dieci

L’amico Maturin mi ha segnalato per una “catena” virtuale;
dire dieci cose che mi caratterizzano. Non è facile; come “ridurmi” a dieci cose? Ognuno di noi meriterebbe un romanzo a puntate oppure una soap-opera, con l’Ego spropositato che ci affligge! Bho, mo’ ce provo…
1) Mi nutro di gelato al cioccolato e di libri. Ne leggo almeno tre in contemporanea e non perdo neanche il filo!
2) Sono una simpatica rompipalle (dicono); comprensiva, non tengo il broncio, mi piace ascoltare… ma rompo le palle. Non mi piace dare consigli ne riceverne; odio le “istruzioni per l’uso”; preferisco adottare il metodo che mi viene suggerito dalla circostanza che accade. Non mi sento “programmata per…”
3) Amo la solitudine, ma resta un pio desiderio; tanti, tanti, tanti amici. Amici vicini e amici lontani, reali e virtuali; vecchi e nuovi, in poca o molta sintonia, ma sempre amici.
4) L’occupazione che preferisco e pensare (ma non mi faccio venire il mal di testa); il massimo della goduria? Un cestino di frutta secca, un buon bicchiere di vino rosso (ma buono, eh!), le mie sigarette e il caminetto acceso, con sottofondo musicale di Lucio Battisti o guardando il mio Milan che vince la Champion!
5) Mi piace cucinare, strimpellare con la chitarra, scrivere poesie, racconti… e cantare. Quando mi piace cantare! Mi piacerebbe anche danzare, oh, se mi piacerebbe!
6) Odio i film d’amore, i romanzi d’amore, le scene d’amore, le fiction; cioè odio tutto il romanticume. Il libro più bello sull’amore? Annuncio a Maria di Claudel.
7) Mi piacciono i films in bianco e nero, le foto in bianco e nero, ma la vita mi piace a colori.
8) Da giovanissima sognavo di essere un grande medico alla “E le stelle stanno a guardare”, un grande pugile come Cassius Clay, un caw-boy alla Tex Willer, una grande missionaria come Francesca Cabrini… Niente di tutto ciò si è realizzato. Che dite, è preoccupante che sognavo di essere un maschio?
9) Amo i fiori, le piante… ma non possiedo il pollice, e neppure il mignolo verde; si seccano subito. Solo il basilico resiste imperterrito!
10) Non ho paura di niente, neanche delle malattie; ma una fobia ce l’ho: I PENNUTI!!!
11) Tutto qui? Nooooo, c’è di tutto e di più!
Ora passiamo ai blog a cui consegnare il “testimone” (spero non mi maledicano…).
Un luogo virtuale in cui si viene contagiati dalla serenità.
La Verità vi farà liberi
Un Amicus intelligente, colto, ironico. Di grande spessore, colmo di musica bella!
Alza Lo Sguardo
Una possibilità di viaggiare nel Paese dell’Anima.
Ciellino
Mi piace, mi piace, mi piace. E’ un po’ il mio pane quotidiano!
Cogitor
La saggezza della fede che da forma alle cose quotiane.
Diario Fenomenologico
Uno spazio in cui ci si sente “a casa”, dove l’umano non è mortificato.
La Roccia Splendente
E’ la mia “enciclopedia”; la Bellezza fatta scrittura.
Sivan
Un giudizio cristiano sulla realtà; “politicamente scorretto”ma dice il vero!
StellaNuova
Dolcissima amica, giovane e battagliera come Giovanna D’Arco.
Racconti Quotidiani
La bellezza e la profondità delle piccole cose che nutrono il cuore.
Tutto è compiuto; ho sudato le proverbiali sette camice ma ho assolto il mio compito. Non importa l’esito, importa … l’Obbedienza!
Ciao Maturin, grazie!
01:38 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: curiosità, spettacoli, società, follie, bestiario | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/04/2009
COME PEZZI DI RICAMBIO

Semplicemente allucinante!
Davvero la vita finisce quando ha “perso significato”, come affermano certi politici e mass-media? E cosa fare di questa vita che “finisce” e ciononostante continua? Un’allarmante risposta indiretta viene dalla letteratura medica: un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM), spiega come stia entrando nell’uso per i trapianti l’asportazione di organi nei pazienti con gravissimi danni neurologici dopo il solo arresto cardiaco. “Nei protocolli per questo tipo di donazione di organi” spiega l’editoriale del NEJM “i pazienti che non sono in morte cerebrale ma su cui è in corso una sospensione dei trattamenti di supporto vitale, vengono monitorizzati per cogliere l’insorgenza di arresto cardiaco” e “sono dichiarati morti dopo 2-5 minuti dall’arresto cardiaco e gli organi vengono rimossi”. Continua così l’editoriale: ”Sebbene tutti concordino che molti pazienti possano essere ancora rianimati dopo 2-5 minuti di arresto cardiaco, i sostenitori di questi protocolli dicono che possono essere considerati morti perché è stata presa la decisione di non rianimarli”. Per i neonati, avverte James Bernat, sempre sul NEJM, il periodo scenderebbe a 75 secondi. Addirittura, si scrive, esistono protocolli in cui una volta dichiarata la morte cardiaca, viene garantita l’ossigenazione artificiale solo agli organi addominali da trapiantare occludendo l’aorta che porterebbe sangue a cuore e cervello, cosicché non si infici la dichiarazione di morte. D’altronde, lasciando passare del tempo dopo l’arresto cardiaco, gli organi iniziano a deteriorarsi ed essere inservibili per un trapianto e inoltre qui si parla di persone con danni cerebrali gravissimi; ciononostante, dei problemi etici sono presenti. “Molti obietteranno che non si dovrebbero togliere gli organi e provocare così la morte.” Ma, si risponde, “nelle moderne rianimazioni le decisioni etiche sono già la causa terminale di morte”. E “sia che la morte avvenga come risultato di sospensione della ventilazione o di espianto di organi, la condizione perché sia etica è il consenso valido del paziente o del tutore. Col consenso non c’è danno o errore nel togliere gli organi prima della morte, sempre che si somministri anestesia. Con le giuste garanzie, per l’asportazione di organi non morirà nessuno che non sarebbe morto come risultato della sospensione delle cure vitali”.
E’ bene rileggere con calma queste parole, per vedere dove arriva la distanza tra la realtà clinica e quella dettata dalle condizioni di un’etica “utilitarista” oggi molto diffusa. D’altronde, sul sito Practical Ethics dell’Università di Oxford, eminenti filosofi così descrivono la situazione-trapianti: “C’è un altro modo più radicale per aumentare la raccolta di organi. Potremmo abbandonare il principio del donatore-morto. Potremmo per esempio permettere che gli organi vengano presi da persone che non sono in morte cerebrale, ma che hanno un danno cerebrale talmente grave che resteranno permanentemente incoscienti, come Terry Schiavo, che sarebbe stata lasciata comunque morire rimuovendo il trattamento medico”. Ecco allora che arriviamo al nocciolo della questione: l’utilitarismo etico che ingaggia la lotta col rispetto dell’integrità della persona. E ritornano in ballo i casi di Terry Schiavo e simili, su cui non ci si attarda a domandare le prove di una morte cerebrale, che vengono considerati socialmente morti quando morti non sono ancora; il tutto, magari per il bene di terzi.
01:52 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: bioetica, medicina, testamento biologico | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/03/2009
VOGLIO LA LUNA!

Che potenza di desiderio, in questo dialogo tratto dall'opera "Caligola" di Camus è stato descritto l'anelito infinito del cuore dell'uomo.
Elicone: Buon giorno Caligola.
Caligola: Buon giorno Elicone. Elicone: Sembri affaticato.
Caligola: Ho camminato molto.
Elicone: Sì, la tua assenza è durata a lungo.
Caligola: Era difficile da trovare.
Elicone: Che cosa?
Caligola: Ciò che volevo.
Elicone: E che volevi?
Caligola: La luna.
Elicone: Che?
Caligola: La luna. Sì, volevo la luna.
Elicone: Ah, e per fare cosa?
Caligola: E' una delle cose che non ho.
Elicone: Sicuramente. E adesso È tutto a posto?
Caligola: No, non ho potuto averla. Sì, ed è per questo che sono stanco. Tu pensi che io sia pazzo.
Elicone: Sai bene che io non penso mai. Sono troppo intelligente per pensare.
Caligola: Sì, d'accordo. Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti.
Elicone: E' un opinione abbastanza diffusa.
Caligola: E' vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità , di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.
Elicone: E' un ragionamento che sta in piedi. Ma, in generale, non lo si può sostenere fino in fondo, non lo sai?
Caligola: E' perchè non lo si sostiene mai fino in fondo che non lo si sostiene fino in fondo. E non si ottiene nulla. Ma basta forse restare logici fino alla fine.
Elicone: Io so ciò che pensi. Quante storie, per esempio per la morte di una donna.
Caligola: No, Elicone, non È questo. Mi sembra di ricordare, È vero, che alcuni giorni fa È morta una donna che io amavo. Ma cos'è l'amore? Poca cosa. Questa morte non è niente, te lo giuro. Essa è solo il segno di una verità che mi rende la luna necessaria. E' una verità molto semplice e perfettamente chiara, un pò stupida forse, ma difficile da scoprire e pesante da portare.
Elicone: Ma, in fin dei conti, qual è la verità , Gaio?
Caligola: Gli uomini muoiono e non sono felici.
Elicone: Andiamo, Gaio, questa è una verità con la quale ci si può benissimo arrangiare! Guardati attorno; non è questa una verità che impedisca loro di mangiare, per esempio.
Caligola: Allora è che tutto attorno a me è menzogna. E uno che mangia carne così è un mentitore. E io voglio che si viva nella verità . Da imperatore voglio che si viva nella verità , e io ho proprio i mezzi per farli vivere nella verità , poichè io so ciò che manca loro, Elicone. Sono privi di conoscenza e manca loro un professore che sappia ciò di cui si parla.
Elicone: Non offenderti, Gaio, di ciò che ti sto per dire, ma dovresti prima riposarti un po'..
Caligola: Non È possibile. Non sarà mai più possibile: dopo aver viste queste cose non è più possibile.
Elicone: Perché dunque?
Caligola: Ascolta, Elicone, sento dei passi e un rumore di voci. Non parlare e dimentica di avermi appena visto.
Elicone: Ho capito.
Caligola: E, ti prego, aiutami ormai.
Elicone: Non ho ragioni per non farlo, Gaio, ma non so molte cose e poche mi interessano. In che cosa ti posso aiutare?
Caligola: Nell' impossibile.
Elicone: Farò del mio meglio.
(Tratto dal Caligola di Camus: I atto, IV scena.
I personaggi sono Caligola, imperatore romano, ed Elicone, servo e confidente dell'imperatore)
18:01 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (5) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cultura, storie, racconti, vita, morte | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/01/2009
UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA
Giornata di ordinaria follia, oggi.
La notizia è sparata in tarda mattinata: il Ministro Maurizio Sacconi è indagato per violenza privata aggravata. Il reato sarebbe nella presunta intimidazione nei confronti della Casa di Cura Città di Udine, che – dopo l’atto di indirizzo emanato dal Ministro ed alcune sue dichiarazioni – ha ritirato la disponibilità ad accogliere Eluana
La denuncia è stata presentata da alcuni dirigenti radicali: Antonella Casu, di Radicali Italiani, Marco Cappato, della Luca Coscioni, e pure Sergio D’Elia, dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, che d’ora in poi potremmo pure chiamare “però tutti addosso a Sacconi”. per farla morire di fame e di sete.
Ieri il rifiuto della Casa di Cura. Oggi, con un tempismo esemplare (considerando che è pure sabato) si è saputo che la Procura di Roma, ricevuta la denuncia, ha deciso di non archiviare il caso (avrebbero potuto farlo) e di iscrivere il Ministro Sacconi nel registro degli indagati. Evidentemente in Procura hanno il dubbio che Sacconi possa avere effettivamente usato violenza privata aggravata (ripeto: violenza privata aggravata).
Siamo al puro delirio.
Un Ministro emana un atto di indirizzo per ricordare che, secondo una Convenzione internazionale che l’Italia sta ratificando, non è lecito sottrarre alimentazione ed idratazione ad un disabile, e che succede? Viene denunciato per violenza privata aggravata, e c’è pure qualcuno che prende sul serio la denuncia.
Nel frattempo, invece, Franca Alessio, la cosiddetta “curatrice speciale” di Eluana – quella che dovrebbe fare da contraddittorio a Beppino Englaro, ma piuttosto ne fa l’eco – dichiara che, se non si trova un altro posto dove far morire Eluana, allora bisognerà obbligare qualcuno a sospenderle nutrimento e idratazione, magari nella stessa clinica dove è adesso.
Chissà, magari diranno che devono essere proprio le suore a fare morire Eluana di fame e di sete.
E’ ovvio che una pretesa del genere non ha alcun fondamento. La sentenza autorizza a sospendere nutrizione e idratazione ad Eluana, non obbliga nessuno a farlo. E d’altra parte: ve li immaginate, i carabinieri che costringono le suore a staccare il sondino? Roba da matti.
Decine e decine le dichiarazioni di solidarietà al Ministro Maurizio Sacconi, soprattutto da esponenti del PdL. Con Beppino Englaro, i radicali e il solito Ignazio Marino. Dal Pd – a parte Paola Binetti, solidale con Sacconi, e Maria Pia Garavaglia – un silenzio totale. Colmo di imbarazzo ...
Stranocristiano socio di SamizdatOnLine
Argomenti correlati:
Lettera aperta al ministro Sacconi - Rimini in dies
17 gennaio 2009
20:53 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: eluana, eutanasia, testamento biologico, politica | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
13/01/2009
AH, QUESTI ATEI NOSTRANI...

Di solito si sente dire che i cattolici non rispettano le idee altrui, che impongono con forza il proprio modo di pensare indottrinando le masse, che limitano la libertà altrui, etc...
Invece, se c'è qualcuno che sta facendo propaganda guidato solamente all'odio, questi sono i fanatici dell'UAAR.
In tempi come questi, dove creatività ed ingegno sono bestie quasi estinte, l'unione degli atei ha deciso di copiare una campagna "made in UK"[1], successivamente copiata dagli spagnoli, che prevede l'affissione sui mezzi pubblici di trasporto di uno slogan per l'ateismo.
In inghilterra lo slogan mostrato sugli autobus era:
(Probabilmente non c'è nessun Dio. Smetti di preoccuparti e goditi la vita)
Che nonostante correlasse, a torto, il "preoccuparsi" con l'esistenza di Dio, lasciava spazio alla possibilità che invece Dio possa esistere.
Gli atei nostrani, nel pieno di una crisi creativa, hanno dato fondo a tutte le loro facoltà mentali per generare lo slogan[2]:
Che stavolta è un asserto privo di dubbio, quindi sono pronti a presentare la prova definitiva e schiacciante della non esistenza di Dio. Wow! Nemmeno Eegon Spencler dei "Ghostbuster" con il suo "squinternometro" poteva riuscire in una tale impresa...
Inutile dire che, ancora una volta, gli adepti della setta "UAAR" sono scaduti nel ridicolo.
Ovviamente il loro motivo è nobile ed altruistico: «La nostra sfida al card. Bagnasco nella sua città». Dunque, non lo fanno perché per loro è una verità, non lo fanno perché pensano che la gente vivrebbe realmente "meglio" leggendo quello slogan; vogliono vendicarsi del "Cardinale Cattivo" che gli ha fatto la bua!
Fanno tenerezza.
Non sempre però questi "slogan" sortiscono l'effetto desiderato...
Mi hanno raccontato:
Il sacerdote gli dice di calmarsi, e gli chiede un favore: per un mese, ogni sera prima di addormentarsi dica: "Dio non esiste, il Paradiso e l'Inferno li hanno inventati i preti". Lui si stupisce di questa richiesta, e comunque la esegue....
Dopo qualche settimana il prete se lo vede ritornare pieno di dubbi... ed alla fine si è convertito!!!
Il fatto è che non basta uno slogan o un discorsetto da cinque minuti per "sedare" l'irrequietezza dell'animo umano. Fosse stato così semplice saremmo stati, fin dall'età della pietra, tutti atei e privi di dubbi. Invece c'è chi si interroga tutta la vita e, riflettendo, osserva che Qualcosa di diverso dalla mera dimensione tangibile c'è.
Grazie all'amico Seraphim per l'ironico e intelligente contributo.
--
12:23 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (29) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: atei, chiesa cattolica, follie, ironia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
17/12/2008
PASTORI OBSOLETI

Le due notizie non sono nuove ed apparentemente non legate tra loro.
La prima riguarda la proposta choc dei Vescovi inglesi di creare sale di preghiera islamiche nelle scuole cattoliche, e modificare i bagni in modo che i musulmani possano lavarsi prima della preghiera quotidiana.
La seconda riguarda invece il dizionario per i bambini dal cui elenco sono state eliminate parole giudicate ormai obsolete, quali bishop (vescovo) aisle (navata) abbey (abbazia) e via dicendo. Anche se non viene esplicitamente detto, tutto ciò perchè i bambini che dovessero usarle non turbino il loro vicino di banco musulmano o induista.
Questo è il solo e vero motivo per cui Vineeta Gupta, responsabile dell'infazia, ha dato una siffatta sforbiciata a questi vocaboli giudicati obsoleti e politicamente scorretti dal nuovo Junior Dictionary.
La scusa della multiculturalità dell'Inghilterra e che ormai la gente non va più in chiesa appare ovviamente pretestuosa ed infantile. I motivi sono ben altri!
Allora agli amci vescovi inglesi ormai obsoleti nel nome e di fatto, visto le decisioni che riguardano le sale parrocchiali ed annesse toilettes, verrebbe da chiedere di eliminare anche altari, monasteri, suore, parrocchie, salmi, pulpiti, vicari e tutto ciò che riguarda la tradizione cristiana e lasciare che i ragazzi invcece imparino le paroile più "moderne" e di uso comune come don't fuch me, fairy, ass, whore, bitch, dick e, la più usata di tutti, shithead, e non certo, come pensa e spera Vineeta, concetti laici come mp3, voicemail, database: ci mancherebbe!
Qualche autorevole voce si è alzata ad esprimere dissenso, se non altro per suggerire che i tempi sono mutati anche per altri aspetti, per esempio l'ambiente naturale in cui stanno crescendo le nuove generazioni: ed allora via muschio, felce, erica e ranuncolo, castoro, aragosta e pellicano tanto ormai quasi tutti i bambini li vedono o ne sentono parlare solo in qualche documentario "obsoleto".
L'idea di concentrarsi su cose molto più attuali è stupida (parola ancora attuale): vandalismo? OK, bungee-jumping? OK, dislessia? OK, prodotti biodegradabili? OK ed ok anche a tutte le turpiloquianti parole dei films e dei cartoni.
Ma la stranezza è che anche in Italia è successo che nel Dizionario di base della lingua italiana , Dib, (Paravia) sono stati tolti ben 7000 lemmi tra cui, ovviamente, abbazia, vicario, sermone, navata, abside, tabernacolo sostituiti da e-mail, sms, blog e chat.
Nel blog di Riccardo Chiaberge c'è una conclusione quanto mai interessante: come faranno i nostri futuri a capire l'arte di Michelangelo e di Caravaggio?´nessun problema: partecipando a Chi vuol essere milionario azzeccheranno tutte le risposte concernenti il tupiloquio della Talpa, dell'Isola dei famosi, di Bulli & pupe, e spereranno che anche gli autori si siano dimenticati della Cappella Sistina.
E gli obsoleti vescovi inglesi? forse nella aule parrocchiali, dove i musulmani inizierannoi nei loro privati bagni a fare le abluzioni (sapete anche voi ben dove) prima della preghiera, spereranno che almeno loro sappiano cos'è moschea, minareto, janna e chi sono Munkar e Nakir.
00:02 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: chiesa, cultura, società, personalità | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/12/2008
LA FOLLIA DEI SAPIENTI

"E poi ci sono i filosofi, venerandi per barba e mantello: affermano di essere i soli sapienti; tutti
gli altri sono soltanto ombre inquiete. Ma com'è bello il loro delirio quando costruiscono mondi innumerevoli;
quando misurano, quasi col pollice e il filo, il sole, la luna, le stelle, le sfere; quando
rendono ragione dei fulmini, dei venti, delle eclissi e degli altri fenomeni inesplicabili, senza la minima
esitazione, come se fossero a parte dei segreti della natura artefice delle cose, come se venissero
a noi dal consiglio degli Dèi! La natura, intanto, si fa le grandi risate su di loro e sulle loro ipotesi.
A dimostrare che nulla sanno con certezza, basterebbe quel loro polemizzare sulla spiegazione di
ogni singolo fenomeno. Loro, pur non sapendo nulla, affermano di sapere tutto; non conoscendo se
stessi e non accorgendosi, a volte, della buca o del sasso che hanno sotto il naso, o perché in molti
casi ci vedono poco, o perché sono altrove con la testa, sostengono di vedere idee, universali, forme
separate, materie prime, quiddità, ecceità, e cose tanto sottili da sfuggire, credo, persino agli occhi
di Linceo. Disprezzano in particolare il profano volgo, quando confondono le idee agli ignoranti
con triangoli, quadrati, circoli, e figure geometriche siffatte, disposte le une sulle altre a formare una
specie di labirinto, e poi con lettere collocate quasi in ordine di battaglia e variamente manovrate. né
mancano, fra loro, quelli che, consultando gli astri, predicono l'avvenire promettendo miracoli che
vanno al di là della magia; e, beati loro, trovano anche chi ci crede."
Erasmo da Rotterdam - Elogio della Follia
10:02 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cultura, politica, società, ironia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
13/11/2008
ELUANA "DEVE" MORIRE!
''E' la conferma che viviamo in uno stato di diritto''. Cosi' Beppino Englaro, il padre di Eluana, ha commentato la decisione della Cassazione; già, il diritto di uccidere la figlia facendola morire di fame e di sete! L'eutanasia è entrata di "diritto" nel nostro Paese.

20:56 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: eutanasia, vita, morte, cultura, società, politica | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
01/10/2008
MATRIMONIO SCOSTUMATO

Ho notizie di prima mano - al pari di sua eminenza, immagino - su ciò che accade in giro per l’Italia durante le nozze, tanto che con alcuni fotografi sto pensando a un libro per immagini sull’argomento. Per rispetto della privacy e per carità cristiana manterrò una certa vaghezza su nomi e località. Nell’ultima predica, udita con le mie orecchie in una chiesa di montagna, il miracolo delle nozze di Cana («nozze di Canna», nella lettura di una testimone, salita all’ambone probabilmente dopo essersi fumata uno spinello) è stato così rievocato dal celebrante: «A un certo punto Maria si accorge che è finito il vino per i commensali. Allora si rivolge a suo Figlio e gli dice: “Gesù, qui siamo nei casini, non c’è più niente da bere”». Era la Madonna dei camalli, e noi non lo sapevamo.
La psicopedagogista Patrizia Stella, presente lo scorso 8 giugno alle nozze della figlia di un’amica celebrate all’aperto in un cortile di Milano, mi ha raccontato che il sacerdote ha sostituito le Sacre Scritture con un brano di padre Ernesto Balducci, defunto leader del dissenso cattolico, e al termine dell’unica lettura del Vangelo ha omesso di dire «Parola di Dio» perché, ha specificato il poco reverendo, «non ne abbiamo alcuna certezza». Rampognato al termine del rito, il prete diocesano, tale don Aldo, s’è difeso dicendo che ormai la gente non accetta più «le magie dei sacramenti» (testuale). Del resto è per aderire al linguaggio della gente che un vescovo veneto ha esortato nel seguente modo i ragazzini durante la cresima: «Dovete fare dello Spirito Santo il navigatore Gps che orienta la vostra vita». Non ha specificato se Tom Tom o Garmin.
Sette spose su 10 in procinto di recarsi in chiesa ordinano al fotografo di scattare la sequenza della vestizione, cioè vogliono essere ritratte senza l’abito nuziale. Ogni album che si rispetti deve aprirsi con questo défilé di biancheria intima. Sono addirittura le madri a spalancare le porte della camera: le figlie si limitano alle gambe. Molte si fanno trovare in reggicalze e mutandine di pizzo, senza reggiseno, ma capita pure che la futura signora riceva l’intruso sdraiata dentro la vasca da bagno. I maschietti si adeguano: in slip mentre si fanno la barba.
Stefano Lorenzetto - Il Giornale
11:32 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
29/09/2008
FOLLIA
LA' IN RIVA ALL’ARNO
BUIO MONUMENTO ALL’AMORE TRAMUTATO IN IRA
DAVIDE RONDONI
Come ha fatto Simone, dopo aver posteggiato la sua auto in riva all’Arno, a uccidere a martellate i suoi piccoli di 7 e 5 anni? Erano una bambina e un bambino. Poi si è dato fuoco insieme ai loro corpi. Come avrà fatto, pensiamo, storditi, mentre leggiamo una cronaca fredda e tremenda di liti con la compagna e madre dei due, di annunci fatti per telefono a parenti che, con chissà quale magone e terrore, si sono messi a cercarli, di case popolari a Pisa, proprio nelle zone del conte Ugolino che Dante ritrae divorare i suoi figli...
E viene la tentazione di lasciare lì, fissa e perduta nel suo smalto terribile questa storia. Questa ennesima vicenda di sangue innocente sparso per rancori di amanti, o di sposi sperduti in un delirio. Verrebbe da distogliere lo sguardo, per non voler nemmeno immaginare cosa sia accaduto dentro l’auto parcheggiata come per una gita. Per non pensare ai due innocenti, che avevano diritto a vivere, a non essere sacrificati alla rabbia di un amore andato in malora. Avevano solo 5 e 7 anni.
Cos’è un bambino a quella età, come puoi colpirlo? Verrebbe da lasciare quell’auto parcheggiata tra le nebbie della follia, dire solo: sono cose da pazzi. E distogliere lo sguardo, il cuore, per non morire di pena, e di scandalo contro il cielo che, come l’Arno indifferente lì vicino, sembra esser restato lontano da quei due bambini. Invece no, guardare si deve. Non fare finta che queste cose appartengano a un altro pianeta da quello in cui siamo, non fingere che non c’entrino mai nulla con le cose che viviamo di solito. Lasciare quell’auto tra le nebbie della nostra indifferenza sarebbe come condannare ad un’ultima, estrema inutilità il sacrificio dei due bambini. Perchè chiunque di noi sa che c’è sempre un rischio: di distruggere il bene in nome dell’ira. Di cancellare quel che c’è di buono in un rapporto – d’amore o amicizia – a causa di una rabbia, di un rancore, di un 'aver ragione contro' l’altro. C’è sempre il rischio di 'fare fuori' il bene che c’è stato in nome della difficoltà del dissidio presente. Il rischio di essere violenti contro il bene che c’è o che c’è stato, in nome del dissidio presente.
L’auto di Simone, padre colpevolissimo e tristissimo, padre fattosi carnefice, creatore del proprio inferno e anch’egli, da compatire come si deve compatire chi perde la mente, e i suoi due figli, compongono ai nostri occhi una immagine tremenda di ciò che rischiamo e siamo anche noi, e non di rado. Sono, in quell’auto parcheggiata sull’Arno, il dolente e buio monumento all’amore che si tramuta in ira. All’amore che diviene il suo contrario, quando le prove della vita non sono affrontate con la forza del perdono o della pazienza. Con le forze dell’amore che non cedono alle forze del possesso e dell’egoismo. Il cielo e l’Arno non sono indifferenti a questa tragedia. Il cielo parla sempre, con segni e suggerimenti, nei cuori degli uomini, ma noi possiamo decidere di non ascoltare. Avrà parlato anche a Simone, ma lui ha scelto di ascoltare per mesi, forse per anni l’ira che in lui cresceva. Ha deciso di nutrire quella – fino a divenirne pazzo schiavo – invece che ascoltare il cielo. E l’Arno, dolce fiume di Toscana, ha di certo dato agli occhi dei due piccoli l’ultima bella luce che hanno visto. E ha raccolto le loro lacrime, le ha portate al mare. E al cuore di Dio, mare dei mari, dove il tempo breve e sorridente dei bambini diventa eternità. Quel cuore che è l’unico posto dove la pena immensa di averli persi puo' chiedere di non ammattire.
Fonte Avvenire
19:07 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/09/2008
BLASFEMIA!

Copio e incollo paro paro il post dell'amico Pessano con Bornago . Condivido in toto questo giudizio!
BLASFEMIA INACCETTABILE!
Viviamo tempi di tristezza inaudita!
Sono indignato dalla intollerabile notizia pubblicata ieri 2 settembre 2008 da Corriere.it : (cliccare sulla parola Corriere per leggere la notizia per intero)
"Ha sollevato polemiche e indignazione tra i cristiani in Gran Bretagna l'esposizione, al Centro Baltico d'arte contemporanea di Gateshead, di una scultura realizzata dall'artista cinese Terence Koh, intitolata «Gone, Yet Still», che raffigura Gesù con una erezione."
Faccio mie e le ripubblico le odierne considerazioni di Teocon, pubblicate su Giornalaio.myblog.it oggi 3 settembre 2008 (clicca sulle parole Teocon o Giornalaio per leggere il post originale)
"CRISTO CON L'EREZIONE. Questo è il risultato, bravi, pomposi intellettuali, ignoranti cultori di relativiste idee stoltamente laiciste e traditori usurpatori dei sentimenti e delle tradizioni di un popolo, stupidi custodi di conflitti irrisolti nel vostro subconscio. Questi sono i frutti della vostra cultura.
Avete reso l'Italia di Michelangelo, di Giotto, Raffaello, Tiepolo, di mille altri Artisti, il laboratorio di frustrati e mercanteggianti assemblatori di ferraglie assoldati da direttori di musei figli della sinistra e di qualche altra buona donna.
Questo in Italia e in Europa, la stessa Europa che si china sul membro dei sauditi e degli arabi musulmani tutti.
Vi dico una cosa, non mi va nemmeno di scrivere, per la prima volta faccio copia e incolla, talmente sono incazzato, indignato, potrei mandare in posti non belli tutti i buonisti della terra e per la prima volta prendermela con la Chiesa, la prima buonista di tutti, sempre li con la palma in mano, mentre Gesù spaccava e rivoltava le bancarelle, chiamava vipere e lucertole gli ipocriti e i farisei!
Solo una domanda, perchè per una stupida vignetta innocua su Maometto da noi si è dimesso un ministro della repubblica e ci siamo fatti sodomizzare dopo esserci piegati a chiedere scusa. Di cosa? Di quale blasfemia?
Se avessero raffigurato Maometto con l'uccello eretto? Solo per averlo scritto sono passivo di morte, lo sapete, liberali senza arte ne parte?
Dov'è la vostra libertà?
Siamo schiavi in casa nostra, non valiamo più niente, siamo svuotati di ogni valore, principio e autorevolezza.
Dove siete buonisti? LE GUANCE DA OFFRIRE SONO TERMINATE, PER FAVORE FATEVI AVANTI."
13:34 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (43) | Trackback (1) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/07/2008
FESTE POPOLARI
Madonna delle Grazie, sostieni il povero vescovo di Vallo della Lucania nella tenzone con Anna Tatangelo. Monsignor Favale ha dalla sua soltanto la croce che porta sul petto, ovvero niente agli occhi del mondo, mentre la cantante ha ben altri argomenti in quella zona. E tuona contro colui che non voleva far esibire, alla tua festa, una concubina pubblica e superba: “Trovo anacronistiche queste polemiche. L’amore? Quando ti fa stare bene non bisogna farsi scrupoli”. Madonna, sai quanto ti amo, e quanto mi disgusti che a cantare in tuo onore sia una femmina dichiaratamente senza scrupoli, però una cosa in questa triste faccenda mi ha fatto morire dal ridere: che Anna accusi di anacronismo gli altri, lei che si fa scrivere le canzoni da Gigi D’Alessio.
Il Foglio
10:01 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
05/07/2008
PIPI' E IL MAMMO
Il Padreterno è stato troppo fiducioso, ci ha detto; "Dominate sulla natura, siatene i signori", ma questo mi pare davvero esagerato! Fra maschi che partoriscono, femmine virago, transgenter ( ma chi sono; il terzo sesso?), gay orgogliosi di esserlo, bambini che si devono barcamenare tra genitore "A" e genitore "B", il terzo genitore come lo chiamiamo, "B" + 1 ? Mi pare che stiamo andando tutti SOTTOZERO!
L'uomo è un animale. Ma allo stesso tempo è molto di più degli animali. Lo si capisce, per esempio, da una cosa: che è un mistificatore. Può in qualche modo alterare il programma col quale è venuto al mondo (cosa che gli animali non si sognerebbero mai) e per giunta trovare giustificazioni a questa alterazione. Giustificazioni che si pretendono naturali, ma che non lo sono.
Trovare nella natura la giustificazione a certe posizioni culturali. Se ci pensiamo bene è stato il sogno dei nazisti. Gli scienziati si lanciarono a cercare nella natura un qualche fenomeno che facesse da supporto al loro razzismo precostituito. E fa niente se si sentiva lontano mille miglia il rumore delle unghie sui vetri mentre tentavano di arrampicarsi sugli specchi. Mistificazione. Come altro definirla?
Ma veniamo ai giorni nostri, al caso, per esempio, della signorina Tracy Lagodino che, aiutata dai progressi della ricerca scientifica, si fa tramutare in un uomo, Thomas Beatie, ma evita di farsi ricostruire il pene. In questo modo può realizzare il suo sogno, mettere al mondo un figlio. E diventa così il primo strano essere umano (non ci sono più definizioni adeguate), con barba lunga e fattezze maschili acquisiti, a rimanere "incinto". Ecco un tipico caso "umano", cioè di cambiamento di programma realizzato al di fuori della normale evoluzione naturale, ciò che appunto è impossibile ad un animale che non sia un uomo.
La gente si scandalizza, la gente se ne frega, qualcuno s'interroga. Ho letto con interesse il commento di tale Massimo Piattelli Palmarini sul Corriere della Sera e lo chioso, perché mi sembra un ottimo esempio di mistificazione culturale, degno del manifesto sulla razza vergato dagli scienziati fascisti.
Il Piattelli Palmarini (lo chiameremo d'ora in poi Pipì, per fare prima) parte tagliandosi subito le gambe: il caso in questione, dice, invita "noi laici a porci dei quesiti, non ad approvare o disapprovare". Potremmo definire un laico, a questo punto, come colui che sistematicamente sospende il giudizio sul bene e sul male. Oppure come colui al quale non è concesso mai approvare, ma anche disapprovare. Ma perché? Perché Pipì non ha un criterio per farlo. Veramente nel caso in questione un criterio ci sarebbe: è la dinamica naturale, per la quale l'uomo, appena apparso sulla terra, è stato uomo, ha cercato una femmina con caratteristiche anatomiche diverse, ma complementari alle sue, le si è unito con molto piacere e ha propagato allegramente la propria specie.
L'uomo-animale, l'uomo-natura funziona così, è programmato così. E' un fatto, non un'opinione.
Ma Pipì ha dubbi su questo. Forse che c'è una legge di natura (si chiede)? Qui il discorso si fa interessante. Pipì è disposto (bontà sua) ad ammettere che nei mammiferi il sesso viene determinato dalla struttura dei cromosomi maschili e femminili, "ma - aggiunge - in numerose specie di rettili il sesso viene determinato dalle condizioni esterne, per esempio la temperatura presente durante lo sviluppo embrionale, oppure la densità di popolazione, la scarsità o abbondanza di altri maschi". Dico, lo sentite lo stridore delle unghie sui vetri?
Scusate la volgarità, ma cosa mazza c'entrano i rettili? Spero che Pipì sia ancora disposto ad annoverare l'uomo tra i mammiferi. E allora? Bè, il giochetto è chiaro, com'è chiara la mistificazione. Bisogna trovare un corrispettivo del fenomeno nella natura, così potremo aggirare l'ostacolo. Sentite che delirio: Thomas Beatie avrebbe deciso di seguire "una via anch'essa naturale, ma del tutto insolita nel mondo dei mammiferi. Non innaturale, quindi, ma certamente in-mammifera, cioè una determinazione esterna e non interna del sesso".
Ma è un giochetto che non funziona: se la cosa funziona per i rettili è perché i rettili sono programmati in quel modo. Quella è la loro natura. Ma l'uomo e i mammiferi funzionano diversamente. Allora Beatie ha percorso non una via "in-mammifera", ma innaturale, cioè non adeguata alla sua natura di uomo e mammifero. Solo un idiota che si vuole condannare all'idiozia può dire di non avere ragioni evidenti per esprimere un giudizio chiaro sulla vicenda. Cartesio, davanti a una tale strampalata confutazione di un'idea tanto chiara e distinta, si starà rivoltando nella tomba.
Ma Pipì non è un idiota; è un mistificatore, il che è diverso. E vale la pena vivere la sofferenza di seguirlo fino in fondo. Quando dice che ormai il mondo va così, che la natura viene sottoposta alle leggi dell'interiorità, del soggetto, che "questa tendenza è oggi irreversibile" (come se fosse una nuova legge di natura, necessaria e immutabile, fateci caso). E all'obiezione del semplice uomo della strada (che gli direbbe "sì, ma Beatie ha fatto quel che ha fatto grazie ai medici e alla ricerca scientifica e alle tecniche di laboratorio, di cui normalmente la natura non si serve"), risponde così: "I progressi della biologia, della farmacologia, della chirurgia e della medicina sono anch'essi parte della natura umana" (!). Scorrettezza allo stato puro, mistificazione totale, soprattutto in quel mettere sullo stesso piano l'evoluzione biologica e la medicina o la chirurgia.
Sono sconcertato. La conclusione del ragionamento suona così: "Non si invochino le leggi di natura, perché anche le tartarughe e le lucertole sono creature di Dio e anche loro cambiano sesso a seconda dei fattori esterni". Allora, a questo punto, trasformiamoci tutti nell'uomo lucertola.
Pensavo che si parlasse di uomini, non di rettili. Ma questo Pipì ci è o ci fa? Ci fa, ci fa…!
Gianluca Zappa
Dal blog La Cittadella
14:39 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (7) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
28/06/2008
E' SCOMPARSA LA CROCE DALLA SVIZZERA!
![]() |
| La Federazione Gioco Calcio Svizzera, da qualche anno, si è sbarazzata della vistosa croce bianca dalla maglia rossa della loro nazionale di calcio. Stessa cosa hanno fatto anche i dirigenti catalani del Barcellona di Ronaldinho, togliendo dal loro scudetto la croce rossa di S. Giorgio. Passando nel campo della sanità, sembra che anche la Croce Rossa Internazionale voglia abbandonare il loro famoso simbolo per sostituirlo con una specie di trapezio. Da Sguardo Leale |
14:01 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (5) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/06/2008
CRISTIANESIMO "FAI DA TE"...

Incredibile articolo, visionabile a questo indirizzo, a cura di Ermanno Olmi e pubblicato sul Corriere della Sera e che, non essendo pubblicato sul sito, ho scoperto grazie al blog di Paolo Rodari. Il titolo è inequivocabile: "Amo Gesù, più di Dio, perchè mi ha insegnato ad essere un uomo libero". Fin dall'inizio l'autore specifica che "non si tratta della sua immagine codificata dalla religione, nè del suo significato di uomo divino, di Figlio del Padre [bontà sua, ha avuto il coraggio di scrivere entrambe le Persone col maiuscolo, ndr] quanto piuttosto di un'attrazione istintiva, quasi inconsapevole (sic!) per la sua figura umana...".
Prosegue: "Quando affrontai in solitudine i Vangeli, mi resi conto di come quelle parole assumessero una verità non rimandabile, perdendo il riverbero che, nell'ambito della solennità religiosa, accendeva quegli aspetti che potremmmo definire quasi magici della religione. [...] Il miracolo del vino, per esempio, mi pareva quasi un trucco da maestro prestigiatore".
Lo sproloquio prosegue più avanti con un accenno a Madre Teresa, che "faceva del volontariato con una abnegazione sublime". Oppure, quando parla dell'andare in cerca della fede, come una "conquista da vivere intensamente nel momento in cui ti si offre l'occasione". Insomma, una versione 'bigotta' del carpe diem ateo-laicista.
L'incredibile minestrone di favole e luoghi comuni, frutto di un'evidente ignoranza, prosegue: "Che senso ha preoccuparci di questo [riferito al dogma della Immacolata Concezione della Madonna, ndr]? Che senso ha, qunado Colui che questa giovane donna ha messo al mondo ha abbracciato una strada che comportava la rinuncia a tutti i dogmi della religione di cui era "maestro"? [...] Perchè dovrei pormi l'assillo di dover credere alla verginità della Madonna? Credo invece alla purezza di cuore della Madonna, al suo intimo sentimento". Ed eccoci al titolo: "Amo più Gesù che Dio. Amo più gli uomini che Dio, perchè sono convinto che Lui vuole questo". Poi, ovviamente, un attacco alle 'istituzioni religiose', ree di aver venduto le indulgenze e di altre nefandezze (chissà come mai non si citano mai i milioni di persone salvate e assistite da queste stesse demoniache 'isituzioni religiose').
Eccoci all'apoteosi: "Gesù come Tolstoj, come Ghandi: sono figure che ti segnano per sempre. [...] Il suggerimento cristiano - non uso la parola religione, ma suggerimento, in quanto la religione comporta determinati obblighi, come iscriversi ad un certo partito di Dio - sta nel disporsi a donare, a per-donare".
Infine: una capatina catto-prog: "Cristo vuole che la parola conservi la sua dinamicità [in relazione al fatto che non ha lasciato nulla di scritto, ndr], la possibilità di essere sempre riscritta dagli uomini, di trovare un significato nuovo". Infatti: "basta imparare a rinascere, a recuperare l'innocenza che ci consente di cogliere i segni di vita in tutte le creature. A vedere la realtà che c'è in uttte le cose, a sentirla, a provarne profondamente il sentimento".
Paolo Rodari, che è ben più autorevole di me, ha aggiunto che nulla è più lontano dal cristianesimo di questa visione del cristianesimo, più adatta ai protestanti che non ai cattolici. Da essa scaturisce forse una 'disposizione d'animo', una volontà di sacrificio ma in funzione della sola emulazione di un esempio. E infatti Ermanno Olmi, ammette, Cristo o Gandhi è - agli effetti pratici - la stessa cosa. E invece manco per sogno! Nessuno dedica la propria vita ad un esempio fine a se stesso, se non ha una speranza. Basta provare nella propria vita. Così come la Verginità della Madonna non è un problema di curiosità maniacale di certi esegeti, tutt'altro: essa è la sorpresa del verificarsi dell'Antica Allenza tra Dio e gli uomini, è un attributo messianico chiarissimo. Il Messia doveva nascere da una donna vergine non per capriccio divino ma affinchè il suo essere Messia potesse essere chiaro. Altrimenti, da cosa lo si sarebbe potuto capire? Dal fatto che rovesciasse i tavoli dei cambiavalute al tempio? O dalla sua capacità di coinvolgere la folla? Eppure, ci son stati grandissimi profeti, ma casualemnte solo in Cristo è stato visto 'il Messia', Colui che Israele aspettava sin dall'antichità. Piuttosto strano questo convincimento, se è accaduto senza segno alcuno... Questo, evidentemente, non è molto chiaro ad Olmi. Che, infatti, in accordo col suo pensiero, sin da subito precisa di rifiutare la divinità di Cristo. Senza addurre spiegazione alcuna, s'intende...
Personalmente, preferisco la sequela a Cristo, attraverso la Sua Sposa che è la Santa Chiesa Cattolica al 'buon esempio' di Gandhi. Perchè, se Cristo non è Dio, è solo un impostore. Non è un discorso ben fatto che cambia, ma un incontro nel quale si svela, si rende evidente, presente, la verità, che è Cristo stesso. Altrimenti non cambia nulla, e presto o tardi emerge la solita tristezza, la normale solitudine: quella di chi si costruisce una fede ad hoc, adatta al proprio uso e consumo, una fede davvero fatta - questa si - di dogmi, di moralismo, di sentimentalismo e, in ultima analisi, di falsità. Una fede fatta di una subordinazione alla mentalità comune, la quale afferma proprio, guarda caso,che Cristo non è altro che un grande esempio, nulla più. Ma non si sacrifica tutta la vita per un esempio, e sfido chiunque ad ammettere il contrario.
Grazie a Gaddhura
Dice Chesterton, "il mondo non va ne avanti ne indietro; barcolla"!
Anche Olmi, mio mitico regista, è andato in confusione mentale!
14:28 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
20/06/2008
PATTI SCRITERIATI
A Gloucester, nel Massachusetts, ben 17 minorenni sono rimaste incinte dopo averlo deciso assieme
WASHINGTON – Al liceo di Gloucester nel Massachusetts, che conta 1.200 studenti, quest'anno 17 ragazze, tutte di 15 – 16 anni, sono rimaste incinte, e circa 140 altre si sono sottoposte a un test sulla gravidanza. Un evento senza precedenti per questa città di 30 mila abitanti, in prevalenza bianca e cattolica, all'avanguardia nella istruzione sessuale, che ha insospettito le autorità scolastiche. E a ragione. Le autorità hanno scoperto che le ragazze avevano stretto un patto irresponsabile: fare figli per riceverne l'amore incondizionato e per allevarli insieme, senza sposarsi. Traumatizzato, il preside Joseph Sullivan ha riferito che «le ragazze non incinte sono quelle dimostratesi deluse». E ha aggiunto: «Non ci capacitiamo di questo fenomeno: uno dei padri è un minorenne, un altro è un senza tetto di 24 anni, un altro è un poco di buono».
LE REAZIONI - L'incredibile vicenda ha provocato una profonda spaccatura nel liceo e nella città. Il medico della scuola, il Dottor Brian Orr, e la sua infermiera, Kim Daly, si sono dimessi: «Avevamo capito che cosa stava succedendo, e avevamo chiesto che fossero distribuiti profilattici agli studenti e che intervenissero degli psichiatri» ha protestato il medico. «Ma l'Ospedale Addison Gilbert, da cui noi dipendiamo, ha respinto la nostra richiesta. Questo fenomeno poteva essere contenuto con l'aiuto delle famiglie». Ha aggiunto Sue Todd, una dirigente di "Pathway for children", Sentiero dei bambini, una associazione assistenziale delle ragazze madri: «Ci siamo trovati in difficoltà, di solito le studentesse incinte non sono più di 4 all’anno. Non vorremmo che questa storia si ripetesse».
IL RACCONTO - A gettare luce sull'accaduto è stata una studentessa di 18 anni, Amanda Ireland, che l'anno scorso diede alla luce un maschio, e che tacque il nome del padre. «Al liceo si fa sesso - ha dichiarato alla rivista Time che l’ha intervistata - ma le mie compagne sono state dissennate. Non è facile allevare un bambino da sole, né sentirsi amate quando ogni notte ti sveglia alle tre. Non si finisce più la scuola». La giovane ha attribuito l'evento alla crisi della famiglia in America e in particolare a Gloucester: «Molte di noi si sentono incomprese e trascurate. Ma io so di avere sbagliato, un figlio ha bisogno di un padre e di una casa». Time non ha potuto avvicinare le 17 ragazze incinte né i loro genitori: il sindaco di Gloucester, Carolyn Kirk, ne ha protetto il diritto alla riservatezza. Secondo la signora Kirk, sul patto tra le 17 giovani potrebbe avere influito il film "Juno", che narra appunto della gravidanza di una sedicenne. Il sindaco evidenzia anche che in America le natalità illegittime sono tornate ad aumentare dal 2006, dopo essere calate per 15 anni. Jack Vandras, l’assessore alla sanità, ha promesso che correrà ai ripari: «Abbiamo aperto corsi sull’istruzione sessuale per le famiglie e abbiamo chiesto l'aiuto delle parrocchie. Prenderemo misure per la riapertura dell’anno scolastico». In America la vicenda ha innescato un acceso dibattito sulle responsabilità dei genitori e degli insegnanti nei confronti dei minori.
Ennio Caretto
19 giugno 2008-Corriere della Sera
Cose da pazzi! Si rende sempre più urgente l'educazione ai sentimenti e soprattutto all'umano!
13:48 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
31/05/2008
SCHERZATE COI FANTI E LASCIATE STARE I SANTI
Gesù sbeffeggiato ancora dai "laici di larghe vedute"
Non si sposta per ora la contestata rana crocifissa del tedesco Martin Kippenberger, opera esposta al nuovo Museion di Bolzano. Il governatore Luis Durnwalder ne ha chiesto la rimozione in attesa di promuovere una riflessione, considerandola un'offesa per i valori cattolici. Lo hanno detto i responsabili del Museo, inaugurato appena due giorni fa. I responsabili hanno deciso di corredare l'opera con un'accurato materiale informativo sulla genesi e sul significato della scultura. (Ansa)
Commento: Come al solito la vile canaglia se la prende con Gesù: provino a fare una cosa analoga con la religione islamica (e se ne avrebbe ben donde...) e vediamo che fine faranno questi pseudo artisti cornuti!
don Camillo (sì, sempre io!)
Grazie, caro Don Camillo, per fortuna che ci sei ancora; sanguigno e appassionato Prete, a darci ancora dei pugni sul grugno per ricordarci che non si scherza con le "cose sante"!
Una volta hai detto "che le mani di un prete sono fatte per benedire, ma i piedi no", e io con molto gusto userei dei poderosi numero 45 per assestare, là dove non batte il sole, un paio di bordate a questi figli di ottime signore e a chi li foraggia! Però, hai visto la rana? Tira fuori la lingua per fare una sonora pernacchia ai suoi "espositori"!!!
15:12 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
20/05/2008
ARRIVA FRANKENSTEIN !

Mons. Elio Sgreccia: la legge britannica che permette di creare embrioni ibridi uomo-animale è un orrore per la morale e rischia produrre mostruosità
Via libera del parlamento britannico alla creazione di embrioni ibridi umani-animali. “Un attacco mostruoso ai diritti umani, alla dignità delle persone e alla vita”: il commento del cardinale Keith O’Brien. In base alla nuova Legge sulla fertilità, sulla quale si aspetta in giornata il varo definitivo, gli scienziati potranno trasferire nuclei di cellule umane in ovociti animali da cui è stato rimosso il DNA, per poi arrivare a disporre di cellule staminale embrionali da utilizzare a fini di ricerca. Una notizia di certo sconvolgente per il futuro della specie umana, come sottolinea il vescovo Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nell’intervista di Roberta Gisotti:
D. - Eccellenza, che cosa possiamo temere da questo ulteriore sconfinamento della scienza?
R. - Anzitutto, dobbiamo registrare due gravità di tipo etico, che segnano uno dei più bassi livelli di eticità nel campo della bioetica. Prima di tutto, si unisce attraverso la clonazione il nucleo umano che feconda un ovulo animale. Questa unione è un fatto di fertilizzazione, è un tentativo di generazione fatta attraverso l’elemento maschile che è il nucleo e l’elemento femminile che è l’ovulo, uno dell’uomo e l’altro dell’animale. Ora, questo offende la dignità dell’Uomo, è un tentativo di procreazione interspecie, finora proibito in tutte le leggi sulla procreazione artificiale. L’unione uomo-animale, anche se non è sessuale, rappresenta uno degli orrori che sempre hanno destato il rifiuto della moralità.
D. - Ma quali rischi si corrono? Sappiamo che la legge impone la distruzione degli embrioni entro 14 giorni...
R. - Se lasciassero proseguire questo embrione, noi potremmo registrare delle mostruosità e delle malattie. Ogni volta che si è rotta la barriera uomo-animale, si sono viste conseguenze molto gravi anche involontariamente. Questi embrioni, poi, vengono soppressi, per fare le cellule staminali, quindi, siccome il patrimonio è al 99 per cento umano, nella falsa presupposizione che fino a 15 giorni questi embrioni non valgono niente, il che è un falso, dal punto di vista scientifico.
D. - Se qualcuno decidesse, invece, di tenerli in vita?
R. - Qualora si decidesse di tenerli in vita, potrebbero dar luogo a mostruosità oppure al dilagare di infezioni, perché il passaggio dal DNA umano al DNA animale può creare delle incognite. Poi, io vorrei dire che, dal punto di vista scientifico, il fatto che da queste cellule staminali venga fuori la medicina per curare le malattie come il Parkinson o l’Alzheimer è un’ipotesi che non ha ancora nessun fondamento, quando poi si sa che per altra via, con le cellule staminali somatiche adulte, ci sono migliori prove scientifiche a favore.
D. - A questo proposito, eccellenza, sappiamo che la legge è stata caldeggiata dal premier britannico Gordon Brown che ha un figlio affetto da una grave malattia genetica...
R. - Sì: anche il leader dell’opposizione, dei Conservatori, ha invocato il suo interesse personale in questo, quando invece ci sono ricerche più promettenti usando altre strade. Questo fatto che è diventato popolare è una menzogna mediatica, che viene sparsa in giro senza nessun supporto scientifico.
D. - Dunque, cosa fare, eccellenza? Anche perché forse il dibattito rimane troppo nel chiuso dei parlamenti e della comunità scientifica...
R. - Bisogna invocare una specie di conversione dei mass media che, più che obbedire agli ordini di scuderia o dei gruppi interessati, obbediscano alla verità perché non si creino le illusioni, per fini di compassione umana, su strade che non hanno portato ancora nessun risultato.
© Copyright Radio Vaticana
17:56 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook


























