02/09/2009
Le pentole... ma non i coperchi!

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04/06/2009
UNA MAIL AL "TIMES"
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Profondamente offesa, come italiana, dal modo con cui il Times si è permesso di criticare il Presidente del Consiglio che la maggioranza degli italiani ha eletto, con alcuni amici bloggers abbiamo inviato una mail di protesta di cui trascrivo il testo:
We are a group of Italian bloggers. Not all of us support Berlusconi's politics.
We are surprised and hurt by your article on our Premier.
You offend our Premier with crude insults, on the basis of unproven gossip, which you promoted to factual data.
We think that this is not the journalistic style that brought Times to be the most prestigious English newspaper.
With all due respect
(Siamo un gruppo di bloggers italiani, e non necessariamente pro-Berlusconi.
Siamo sorpresi e feriti dal Vostro articolo sul nostro Premier.
Sulla base di pettegolezzi in nessun modo provati, e che voi avete promosso a dati di fatto, siete passati a offendere il nostro Premier con insulti grossolani.
Non è certamente così, noi crediamo, che Times è diventato il quotidiano più prestigioso in lingua inglese. Con tutto il rispetto)
Seguono sedici firme di bloggers tra i quali c'è anche la mia.
10:33 Scritto da: ritina5 in Giornalai | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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24/03/2009
UN PROBLEMA PLANETARIO

E a leggere le dichiarazioni indignate alle parole del Papa (sconsiglia i preservativi! Ma che novità sconvolgente! Che notizia bomba inaspettata!) da parte dei politici di tutto il mondo, intellettuali, dotti medici e sapienti, insomma, pare proprio che sia fondamentale. Utilissimo per un sacco di cose. Sicuro e infallibile. Impossibile non usarlo, non averlo sempre con sé.
Una mano santa per l’AIDS, innanzitutto: efficacissimo per combattere la pandemia. Una barriera invalicabile che arresta di colpo il contagio, annichilisce il virus. (dovrebbe far pensare il fatto che in occidente, soprattutto nei paesi dove il consumo dei preservativi è più alto, il virus non si è affatto fermato). E d’altra parte l’Africa è inondata dai preservativi, eppure l’AIDS non è certo sparito: tutti sciolti al sole africano?
Infallibile pure per tutte le malattie sessualmente trasmesse, gravidanza compresa.
Se lo usi per coprire le orecchie, previene l’otite. Se invece ci infili le dita, proteggi le unghie. Se lo tieni in tasca ti senti protetto, e non ti viene l’influenza. Se lo porti con te per la spesa, puoi usarlo come sacchetto per le monoporzioni. Puoi metterci i pesci rossi che vinci al luna park, acqua compresa. Oppure le conchiglie che raccogli in riva al mare. O anche i trucioli delle matite dopo che le hai temperate, così non sporchi a terra. In tutto il mondo lo usano per farci i gavettoni e, se sono colorati, si possono gonfiare come piccoli palloncini, e ci si possono fare scritte con i pennarelli.
E se i più volgari critici del Papa se lo infilassero in testa, oltre a ripararsi dalla pioggia, sarebbe pure più semplice, come dicono a Parigi, riconoscere i testa ….. (il resto QUI se vuoi ridere,
e anche QUI,
se ti vuoi scompisciare!
10:20 Scritto da: ritina5 in Giornalai | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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20/11/2008
CONCITA HA STOFFA!

Lo dicevo io che Concita ha stoffa
Mio caro Malacoda, sapevo che prima o poi Concita De Gregorio, la nuova direttrice dell'Unità, ci avrebbe dato soddisfazione, ma non osavo sperare tanto. Contavo sulla sua vena sentimental-reazionaria, ma neanch'io credevo che l'uso emozionale di categorie umanistico-cristiane potesse arrivare a un simile rovesciamento delle posizioni in campo. Le sue due colonne sull'Unità di lunedì 17 novembre (leggi l'articolo), sotto questo aspetto, sono esemplari. L'abilità è tutta nell'usare ogni argomento e il suo contrario a seconda della convenienza. Dopo aver sostenuto con prime pagine, interviste, articoli e fotografie la richiesta del signor Englaro per l'eutanasia di sua figlia, dopo averla trasformata in grido… «adesso su Eluana per favore facciamo silenzio». Dopo anni di campagne politiche e sociali contro la debolezza del pensiero cattolico che non sa lottare per la giustizia, soprattutto quella sociale, perché affetto dai sentimenti di compassione e di carità, ecco d'improvviso un attacco a «tutti coloro che inneggiano ai valori della compassione cattolica senza mostrare, di umanità, neanche l'ombra». Poi, poche righe dopo aver eccitato emozioni e sentimenti, una nuova giravolta: «Non possiamo arretrare davanti a chi abdica sistematicamente alla ragione per invocare miracoli» (il miracolo sarebbe quello del risveglio di Eluana, lasciato intendere come possibile da una fiction sull'uscita dal coma di un ragazzino, trasmessa su RaiUno). Il tempo di tornare freddamente razionali ed ecco rispuntare le lacrime dell'indignazione, perché «è un'indecenza accanirsi su una persona così addolorata, così tremendamente provata, così stanca e così sola». Nel pendolarismo tra ragione e sentimenti la nostra preziosa Concita non deve aver avuto il tempo di guardare i fatti e le sono sfuggiti i vari sondaggi che, con variazioni dal 52 all'83 per cento, schierano la maggioranza degli italiani a fianco del signor Englaro. Ma non stiamo a fare i precisini, rischieremmo di perderci il capolavoro finale: tutta questa battaglia, questo alternarsi di grida e silenzio, di sentimenti e di freddo diritto è fatto «in nome del padre. Suo padre, un padre, nostro padre, padre nostro». Non è meraviglioso, sottoscritto dalla direttrice del giornale delle battaglie per il divorzio contro l'oppressione del maschio sulla donna, del giornale della celebrazione della vittoria nel referendum sull'aborto contro la schiavitù cui maschi violenti obbligavano il corpo delle donne, del giornale di quella sinistra che dal '68 in poi teorizza la rivoluzione contro i padri padroni, oppressori, violenti, possessivi, responsabili di tutte le depressioni e i sensi di frustrazione giovanili? Non è stupendo, dopo quarant'anni di lavoro per cancellare la figura del padre (compresa la dichiarazione della sua inutilità se non ai fini della procreazione, almeno a quelli dell'educazione e della costituzione di una famiglia) vedere la prima pagina del giornale della sinistra italiana intitolata al "Padre nostro"? E il suo editoriale "In nome del padre"? Ti sarebbe mai venuta in mente una bestemmia migliore? C'è sempre da imparare.
Tuo affezionatissimo zio
Berlicche
Da Tempi
00:07 Scritto da: ritina5 in Giornalai | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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