02/11/2010

Nella festa di Tutti i Santi, a Baghdad è strage di nuovi Santi Innocenti

baghdad.jpg“È la risposta dell’islam radicale al sinodo dei vescovi che si è tenuto dieci giorni fa in Vaticano”: questo ha scritto Luigi Geninazzi, editorialista e inviato di “Avvenire” in Iraq, sulla prima pagina del giornale dei vescovi italiani, a commento della strage nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad.

Il messaggio associato dai terroristi musulmani alla strage è implacabilmente mirato contro i cristiani, contro la loro presenza in Iraq e in altri paesi arabi. Contro lo stesso Vaticano, al quale si comanda di “fare pressione sulle Chiese d’Oriente”. I terroristi minacciano anche la Chiesa copta d’Egitto, esigono la liberazione di due donne che dicono prigioniere di un monastero perché convertite all’islam, e ne fanno i nomi: Camila Shehata e Wafa Constantine, mogli di due preti copti allontanatesi da casa per disaccordi familiari.

Avvenire” del 2 novembre dedica alla strage e agli obiettivi dei terroristi tre intere pagine ricche d’informazioni, più l’editoriale e il titolo di testa in prima. Dà rilievo alle parole di Benedetto XVI all’Angelus e cita un passaggio dell’omelia del vescovo di San marino e Montefeltro, Luigi Negri:

“Si vede chiaro ogni giorno che passa, in barba a tutti gli irenismi e a tutte le ricerche di moderazione, che il terrorismo internazionale ha un obiettivo esplicito: la conquista islamica del mondo e, all’interno di questo obiettivo che certamente sarà a più lunga scadenza, un obiettivo più immediato, cioè la distruzione del cristianesimo in Terra Santa, nel Medio Oriente e poi in tutti i paesi di antica tradizione cristiana. I caduti sono martiri che hanno offerto la loro vita quasi senza saperlo, senza aspettarselo, senza deciderlo, una sorta di nuovi santi innocenti”.

I due giovani sacerdoti abbattuti dai terroristi nella cattedrale assieme a molte decine di loro fedeli tra cui otto bambini si aggiungono a una sequela di altri sacerdoti e vescovi uccisi, in Iraq. Nella sola Baghdad, su 65 chiese e monasteri cristiani, ne sono stati finora assaliti più di 40. Il riserbo del sinodo su questa realtà terribile è stato anch’esso un effetto di questo assedio ad opera dell’islam radicale. Un riserbo più comprensibile della loquacità accusatoria dimostrata dallo stesso sinodo contro Israele, come fosse questo il nemico.

Grazie a Settimo Cielo

31/08/2010

Caro Berlusconi, non "vendiamo" al patto Italia-Libia la libertà religiosa...

gheddafisalutaR375.jpgRenato Farina

Gheddafi in Italia è stato Gheddafi, nient’altro che Gheddafi, con le sue amazzoni e i suoi cavalli berberi. Però, com’è noto, è andato oltre il suo simpatico circo. Cioè si è fatto missionario dell’Islam, offrendo il Corano a uno stuolo di ragazze ingaggiate da un’agenzia per hostess e proponendo loro la conversione. Non si è fermato a questo appello semi-pubblico.
Da Roma, che lui sa di certo essere la sede del Papa, ha scandito: «L’Europa scelga l’Islam». Francamente a me paiono, nel breve periodo, più pericolosi i predicatori del nichilismo, per cui tutto è uguale. Ma quella frase, nella sua semplicità, appare insieme una profezia e un invito alla resa. A questo punto molte considerazioni si impongono.
Se sia giusto che a un capo di Stato si possa consentire senza risposte adeguate simili contenuti sovversivi della tradizione di un popolo, di una nazione e di un continente. Se come capo religioso (un leader politico musulmano è sempre statutariamente anche un’autorità islamica) Gheddafi non si accorga che questo modo di fare e di parlare noccia alla pace e alimenti lo scontro tra civiltà. O forse è convinto che sia così debole il cattolicesimo da noi da potersi permettere questa imposizione del suo verbo senza il minimo rispetto di un certo altro capo religioso che qui risiede da millenni… Eccetera.

La mia risposta è che no, non va bene per nulla, e non è il caso di nascondere la testa tra le gobbe del cammello. Non è folklore il modo di agire del Colonnello: la forma di una visita fa parte dell’essenza dell’incontro. Ed è davvero paradossale voler giustificare con la ragion di Stato l’offesa alla costituente morale di questo Stato, che lo si voglia o no è il riferimento giudaico-cristiano. Questo non significa rinunciare ad accordi o all’amicizia, ma l’amicizia o è franca oppure è una finzione.
Un uomo come Andreotti, che più amico del Papa non ce n’è, ha avallato le stranezze di Gheddafi durante la sua recente visita sostenendo che non si possono non avere rapporti di amicizia con un popolo vicino, secondo lo schema degasperiano “dell’inclusione”. Sono d’accordo. Ma un po’ di schiena diritta non farebbe male. Continua Qui

05/01/2009

SILENZIO COLPEVOLE

http://www.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=444274&X=800&Y=800

Guardate la foto qui sopra: è di sabato pomeriggio. Mille, forse duemila musulmani hanno occupato piazza Duomo a Milano per protestare contro i raid israeliani a Gaza, hanno bruciato bandiere con la stella di David e poi hanno pregato rivolti verso la Mecca. Anche il sagrato è stato occupato. Il Duomo ha dovuto chiudere. Se un cristiano, ammesso che ce ne sia ancora qualcuno in circolazione, avesse voluto entrare nella cattedrale per pregare, o per partecipare alla messa, avrebbe dovuto rinunciarvi. La stessa cosa è successa a Bologna in piazza Maggiore, davanti a San Petronio: la foto è a pagina 5. Anche in altre città d'Italia e d'Europa molte piazze e molti sagrati si sono trasformati in improvvisate moschee all'aperto. Guardate e tenete presente un dato: è la prima volta che succede.
Ma perché i musulmani, per protestare contro la guerra in Palestina, hanno scelto i luoghi simbolo della cristianità? Perché non davanti a un consolato israeliano? O americano? Perché per la preghiera, invece che in una moschea - ce ne sono ormai parecchie - hanno scelto le cattedrali, come a Milano, o la basilica più importante come a Bologna?

Domande alle quali si possono dare due risposte. La prima sgombrerebbe il campo da qualsiasi dietrologia: sono andati davanti al Duomo e davanti a San Petronio perché quelle sono le piazze principali di Milano e di Bologna. Secondo un'interpretazione ancor più benevola, hanno addirittura voluto cercare un'ideale solidarietà con i cristiani, pregando l'unico Dio: in fondo, ha osservato qualcuno, sulla facciata del Duomo sta scritto Mariae Nascenti, e se c'è un culto che accomuna cattolici e musulmani questo è proprio quello mariano. La preghiera di massa sarebbe dunque un atto di pietà, una richiesta di carità in un momento di sofferenza per il popolo arabo.

Ma c'è un'altra possibile chiave interpretativa, che è quella di una simbolica occupazione. Di un atto di arroganza e perfino di violenza: a Milano i dimostranti - guidati dall'imam di viale Jenner, già condannato per terrorismo - sono arrivati di corsa, seminando paura, sgomberando di forza la piazza, occupandola senza alcun permesso, costringendo appunto il Duomo a chiudere. Dove sarebbero, visti i modi e i fatti, il rispetto e la solidarietà con i cristiani?

Sembra quasi che, con questa azione forse coordinata nelle varie città, il mondo islamico abbia voluto lanciare un segnale: i vostri tradizionali luoghi di preghiera adesso diventano nostri. Dove prima pregavate voi, adesso preghiamo noi. Per il devoto musulmano i luoghi, i segni, i simboli hanno un valore ben più profondo di quanto ne attribuiamo noi occidentali, ormai largamente secolarizzati.
Può darsi che quest'ipotesi di un'occupazione simbolica sia un allarmismo esagerato. Resta il fatto che non si vede che cosa c'entrino il Duomo e San Petronio con i raid israeliani; e che mai la preghiera collettiva si era tenuta sui sagrati delle chiese cattoliche. (Non vogliamo neanche immaginare che cosa avrebbe scritto Oriana Fallaci. Avrebbe parlato come minimo di sfregio, di oltraggio. Quando cominciò a sostenere quelle sue tesi, fu fatta passare per un'invasata. Adesso sono molti, invece, a temere che avesse ragione).

Ma la vera notizia, quella che ci ha indotti - a distanza ormai di due giorni - ad «aprire» il giornale con la foto che avete visto in prima pagina, è la distrazione, il disinteresse, il deprimente silenzio che ha accompagnato le invasioni di piazza Duomo e piazza Maggiore. I saldi e le code agli outlet valgono ben di più, nel nostro media-system, di un Duomo trasformato in moschea.

Pagina  12  Michele Brambilla - Il Giornale

11:52 Scritto da: ritina5 in Islamici | Link permanente | Commenti (5) | Trackback (0) | Segnala | Tag: islam, terrorismo, occidente, laicisti | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

27/09/2008

TUTTI PRONI AD ALLAH!

Lo Sheikh Omar Bakri Mohammed
omar bakri.jpg

L’Islam ha le idee chiare e programmi precisi sull’Occidente, ma l’Occidente li ha sull’Islam? Lo sceicco Omar Bakri, originario della Siria, ha istituito e dirige l’Islamic Religious Court a Londra ed è a capo dell’organizzazione islamica Al-Muhajiroun. Tiene lezioni e conferenze in Inghilterra e nel mondo. Queste sono alcune sue tipiche interviste rilasciate recentemente a quotidiani e televisioni. Le sue dichiarazioni e i suoi insegnamenti sono emblematici dei piani islamisti contro le democrazie europee.

Il quotidiano arabo-londinese Al-Hayat, per esempio, in una serie di articoli sulla comunità musulmana in Gran Bretagna, ha raccolto queste sue affermazioni trascritte dal Middle East Media Research Institute. 

Intervistatore: Ho ascoltato la sua lezione sulle fondamenta del credo, e sembra che non siate interessati a portare gli studenti nella società britannica, cioè non li aiutate a essere musulmani britannici.

Bakri: Nel mio metodo di educazione sono contrario all’idea di integrazione. Non crediamo che sia consentito integrarsi nelle società in cui viviamo. Non sono un sostenitore dell’isolamento dalla società e non sono un sostenitore dell’integrazione in essa. Sono un sostenitore di cambiare la società per mezzo della mia religione, non per essere cambiato da essa.

E dove condurrà questa vita di separazione?
La vita di separazione condurrà a un cambiamento nella situazione del paese in cui viviamo, come i musulmani hanno cambiato la situazione in Abissinia e in Indonesia. Trasformeremo l’Occidente in un regime islamico per invasione esterna o culturale. Se Allah vuole, trasformeremo l’Occidente in Dar Al-Islam [cioè, in una regione sotto la regola islamica, ndr] per mezzo di un’invasione dall’esterno. Se uno Stato islamico cresce e invade l’Occidente noi saremo il suo esercito e i suoi soldati dall’interno. Altrimenti cambieremo l’Occidente attraverso un’invasione ideologica da qui, senza guerra e uccisioni. O noi predicheremo a loro ed essi accetteranno l’Islam, o noi vivremo tra loro ed essi saranno influenzati dalle nostre vite e accetteranno l’Islam come una soluzione politica ai loro problemi, non come una soluzione ideologica. Gli occidentali ci hanno imposto una legge artificiale, e il futuro regime islamico imporrà loro regole islamico-religiose. Il musulmano agirà secondo questa legge volontariamente e chiunque non sia musulmano farà questo per forza di legge. Io non obbedisco alla legge artificiale. Anche se non la vìolo, non obbedisco ad essa. Allah ha detto: Non obbedite agli infedeli e agli ipocriti.

Come si può vivere in una società in cui si è un estraneo?
L’Islam è una religione della legge della natura. Quando un uomo incontra problemi egli utilizza la legge della natura. In America si è sviluppata recentemente una discussione sulla separazione tra uomini e donne nelle università. Perché? Perché ci sono problemi. Ci sono ragazze che restano incinte a un’età giovane, senza marito. Non c’è alcun motivo di mischiare i sessi all’interno delle università. Io vivo ai margini della legge esistente, finché ciò sia compatibile con la legge naturale e non sia in conflitto con l’Islam. Alcuni paesi hanno cominciato a discutere la questione della punizione dei ladri. Nell’ex Unione Sovietica dicevano che avrebbero tagliato la mano del ladro. Questa è la legge di natura, perché è la legge severa che dissuade il ladro dal commettere il reato.

Lei è accusato di legami con organizzazioni verso le quali la Gran Bretagna è ostile e che essa vede come nemici. Lei predica ai suoi alunni di vedere il movimento talebano e Osama bin Laden come il gruppo che sarà salvato il Giorno del Giudizio.
Finché le mie parole non diventano azioni, non fanno del male! 

La seguente intervista, invece, è stata rilasciata alla Tv libanese OTV e riportata da Memri Tv. 

Intervistatore: Perché lei ce l’ha con l’Inghilterra?
Bakri: I miei problemi con la Gran Bretagna sono causati dal fatto che la sua legge non è la legge di Allah. Io seguo il vero Salafismo: pregare una religione pura e completa, dove noi brandiremo le armi contro chiunque ci combatterà. Se mi s’impedisce di seguire la legge di Allah, allora non mi rimane che emigrare in Libano. In Gran Bretagna, nelle università, l’Islam si sta diffondendo in misura mai vista prima, e i non musulmani vi si stanno convertendo alla media di 21 persone al giorno. Nel giro di vent’anni la società britannica avrà una maggioranza musulmana. È per questo che le istituzioni di questo regime laico stanno combattendo chiunque si avvicini all’Islam.

Come giudica le vittime innocenti di attentati islamisti?
In caso di autodifesa ci sono vittime innocenti. Vengono uccise per sbaglio, come danni collaterali, non intenzionalmente. Quando le bombe americane colpiscono i musulmani hanno il diritto di fare rappresaglie, e possono esserci vittime.

C’è una differenza tra combattere un soldato americano o un militare israeliano impegnato in operazioni belliche?
Forse che quando un soldato americano si toglie la divisa e si mette in pigiama diventa proibito colpirlo?

C’era una base militare nelle Twin Towers?
Non si è trattato di un attentato solo alle Twin Towers ma anche al Dipartimento della Difesa statunitense. L’Undici settembre è stata un’operazione che ognuno giudica a suo modo, c’è chi è contrario e chi favorevole.

E quando gli esplosivi sono messi sui treni o nei bar? Se si è sotto occupazione nemica e si compiono attacchi è una cosa...
Voi potete definire queste operazioni come terrorismo. Ma oggi l’America rappresenta il campo del terrorismo occidentale. Ci sono due tipi di terrorismo: quello benedetto e quello deplorevole. Lo stesso è per la violenza. La violenza può uccidere o salvare vite. La violenza americana uccide, così il suo terrorismo è condannabile, laddove la violenza dei mujahidin è usata per difesa e come rappresaglia per proteggere vite e onore. Il loro terrorismo è benedetto. Non ogni terrorismo è deprecabile.

Quindi perché lei ha preso la cittadinanza inglese?
Io non l’ho presa. Loro me l’hanno data. Io appartengo all’Islam. Non appartengo all’Inghilterra. Io ero un musulmano che viveva in Inghilterra, ora vivo in Libano.

E allora perché non l’ha rifiutata?
Io non uso i loro documenti, non ho il passaporto inglese, ne ho uno libanese.

Ospite in trasmissione: Quello inglese gliel’hanno tolto.

Intervistatore: Perché non l’ha restituito lei prima che glielo requisissero?
Loro mi hanno tolto il mio diritto di cittadinanza. Non mi hanno più dato il passaporto perché mi sono rifiutato di giurare fedeltà alla regina e alla legge inglese. Io obbedisco solo ad Allah e al suo messaggero.

Andrea B. Nardi - L'Occidentale

14:24 Scritto da: ritina5 in Islamici | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (1) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook