11/04/2010
Cade aereo vicino a Katyn Muore il presidente polacco
Il corpo di Kaczynski ritrovato presso il luogo in cui si è schiantato il Tupolev-154 su cui viaggiava insieme ad altre 96 persone. Nessuno dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio è sopravvissuto allo schianto: tra di loro la moglie di Kaczynski, il governatore della Banca centrale e il capo delle forze armate polacche. Sono state ritrovate anche le due scatole nere.(da Avvenire)
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21/09/2009
AI NOSTRI SOLDATI MORTI

Preghiera del Paracadutista
Eterno, Immenso Dio che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità, guarda benigno a noi, Paracadutisti d'Italia, che nell' adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli.
Manda l' Arcangelo S.Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo. Come nebbia al Sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.
La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.
Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.
Così sia.
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14/09/2009
Preghiera per un'amica
Stiamo lottando per Caterina

Ringrazio immensamente tutti coloro che in queste ore pregano per mia figlia, Caterina, 24 anni, che si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco.
C’è una cosa importantissima e preziosissima che si può fare: pregare! Far celebrare messe e recitare rosari per la sua guarigione è, in questo momento, la speranza più grande. Noi e gli amici lo stiamo facendo instancabilmente, anche con la recita della preghiera per ottenere l’intercessione di don Giussani (ve la copio qua sotto).
Io e tutta le mia famiglia ve ne siamo grati.
Che Dio vi benedica.
Antonio Socci
Signore Gesù, tu che ci hai donato don Giussani come padre e ci hai insegnato, attraverso di lui, la gioia di riconoscere la nostra esistenza come offerta a te gradita, concedici per sua intercessione la grazia della guarigione di Caterina. Te lo chiediamo per la sua glorificazione e per la nostra consolazione. Amen.
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06/05/2009
SALVE REGINA
di Massimo Camisasca 06/05/2009
Salve Regina
La preghiera inizia con un indirizzo di saluto, come l’Ave Maria. Mentre l’angelo non aveva bisogno di catturare la benevolenza di Maria, noi sì. Perciò lui dice: “Ave Maria”, noi: “Ave Regina”. È una comprensibilissima ricerca di benevolenza. E poi Maria è contenta di sentirsi chiamare Regina, perché tutto ciò le ricorda la regalità di suo Figlio.
Quando ascolto le litanie lauretane musicate da Mozart, mi par di sentire in quel “Regina”, che è un’esplosione ferma e dolcissima assieme, supplicante, le voci degli uomini e delle donne che ricorrono a Lei, perché lei può tutto. La sua regalità le deriva dalla regalità del Figlio, che ora siede alla destra di Dio.
La regalità di Maria è celebrata nel bellissimo mosaico di Santa Maria in Trastevere. Gesù incorona e abbraccia Maria. Siedono l’uno accanto all’altra sullo stesso trono. Maria partecipa della regalità di Gesù. Nello stesso tempo è una madre, ha il cuore segnato dalla compassione per i suoi figli, che è la stessa compassione che ha avuto per suo Figlio. Vuole che i suoi figli partecipino della stessa gloria che avvolge suo Figlio.
madre di misericordia
Poi la invochiamo come madre. È il nome più importante da collocare accanto a Maria, più importante ancora di quello di Vergine, di Immacolata, di Regina, di Assunta. Tutto ciò è in vista o in ragione della sua divina maternità.
Madre di Dio, per questo è madre di misericordia. Dio è misericordia e ha mandato suo Figlio per rivelarlo a tutto il mondo, a tutti gli uomini. Ella dunque è la madre di Colui che è misericordia (“Il nome della misericordia è Gesù”, ha scritto Giovanni Paolo II nella Dives in misericordia), è Lei che ci ottiene il perdono dei peccati e le grazie necessarie.
vita, dolcezza, speranza nostra
Dobbiamo pensare a Maria come madre di Gesù, come colei che ci ha donato e ci dona continuamente Gesù.
Ella è dunque la vita perché ha portato in grembo Colui che è la vita e lo ha donato a tutti noi. È la dolcezza perché Gesù è la dolcezza: “Iesu dulcis memoria… sed super mel et omnia… nihil cogitatur dulcius”.
E poi è la speranza perché porta a noi Colui che è la speranza. Giussani ha commentato stupendamente: tu sei la certezza della nostra speranza. “Il tuo amore per noi e per tuo Figlio ci rende certi che ci donerai sempre tuo Figlio e sempre ci strapperai al male.”
A te ricorriamo, esuli, figli di Eva
A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime
La sguardo della preghiera da Maria si rivolge ora agli uomini, a noi. E ci considera sotto due aspetti: figli di Eva ed esuli. Figli di Eva, cioè segnati dal peccato originale e quindi dai peccati. Siamo segnati da mille ferite, deboli, fiaccati, disorientati, come “pecore senza pastore”, lontani dal vero e dal bene, lontani dalla patria e perciò esuli. Il nostro male diventa grido, sospiro, invocazione. I nostri sospiri si mescolano alle lacrime e ai gemiti. Quanto è realistico questo passaggio della preghiera!
Valle di lacrime, così è chiamato questo mondo, questa vita, quasi un nome geografico e assieme spirituale. Bisogne-rebbe tradurre: valle delle lacrime, valle segnata dalle lacri-me. Le lacrime sono la caratteristica più emergente di questa vita: lacrime di angoscia, di paura, lacrime di chi è lasciato, maltrattato, deriso, colpito, violentato, lacrime di chi non ha più nessuno, di chi ha fame, di chi ha freddo, di chi ha subito ingiustizia. Le lacrime diventano invocazione di liberazione, di riscatto.
Si entra così nella realtà delle beatitudini: “Beati voi che piangete”.
Su dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi i tuoi occhi pieni di misericordia
La preghiera si rivolge poi a Maria chiamandola: avvocata. Anche lo Spirito Santo è chiamato avvocato nel vangelo di Giovanni. Avvocato di Gesù presso il Padre, nostro avvocato presso il Padre. Così Maria. Ella interviene in nostro favore per stornare, per allontanare da noi la giusta ira del Padre. Come in ogni buona famiglia, la mamma supplica il padre di non essere troppo duro con i figli. Tira fuori dal padre quel lato misericordioso che egli ha già dentro di sé, ma che l’affetto della madre per i figli fa risaltare.
Da queste parole si vede quanto Dante avesse meditato la Salve Regina.
Gli occhi di Maria, rivolti prima verso il Padre a supplicarlo, si rivolgono ora verso di noi, per darci la certezza dell’assistenza, del perdono, dell’affetto.
Come in Dante, è un triangolo di affetti al cui centro stanno gli occhi e il cuore di Maria.
Mostraci, dopo questo esilio, Gesù, frutto benedetto del tuo ventre,
O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.
C’è un punto a cui tende tutta la preghiera, come una freccia scoccata verso il suo obiettivo: mostrarci Gesù. La Salve Regina è come una invocazione a Maria affinché ci mostri Gesù. Maria da sempre è vista dal popolo come colei che porta a Gesù, che indica Gesù, che rivela Gesù.
Come lo ha generato un tempo, frutto benedetto del suo ventre, così ora lo genera in chi lo domanda, per farci uscire dal nostro esilio.
nell'immagine: Marko Rupnik, La Madre di Dio, Chiesa della Nostra Signora e Martiri Canadesi, Roma
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01/03/2009
PREGHIERA DI RESIDENZA
Tempo di Quaresima. Digiuno, Preghiera, Elemosina.
Ma tutto in perfetta letizia! La rinuncia, la penitenza sono per la purificazione, perché quando arriverà Lo Sposo Risorto ci trovi vestiti a festa, vigili e con la lampada accesa!
O Regina, ecco, dopo la lunga via,
Prima di riandare per quel cammino,
Il solo asilo nel cavo della vostra mano
E il giardino dove l'anima si schiude.
Ecco il pilastro e la volta che si alza;
E l'oblio di ieri, e l'oblio di domani
E l'inutilità dei calcoli umani;
E più che il peccato, la saggezza in rovina.
Ecco il luogo ove tutto diviene facile,
II rimpianto, la partenza e anche l'evento,
E l'addio temporaneo e la separazione,
II solo angolo della terra ove tutto si fa docile.
E questo vecchio cuore che faceva il ribelle;
E questa vecchia testa e i suoi ragionamenti
E queste due braccia temprate nelle caserme
E questa giovinetta che si faceva bella.
Ecco il luogo del mondo ove tutto è riconosciuto;
E questa vecchia testa e la fonte delle lacrime:
E queste due braccia temprate dalle armi;
Il solo angolo della terra ove tutto è contenuto.
Ecco il luogo del mondo e il solo ritiro,
E il solo riesame e il raccoglimento,
E la foglia e il frutto e lo sfogliamento,
E i rami colti per quest'unica festa.
Ecco il luogo del mondo ove tutto rientra e tace,
E il silenzio e l'ombra e la carnale assenza
E l'inizio dell'eterna presenza,
Il solo rifugio ove l'anima è quel ch'era un tempo.
Ecco il luogo del mondo ove la tentazione
Si rovescia e si dispone all'inverso,
Perché qui ciò che tenta è la sottomissione;
Ed è l'oscurarsi nell'immenso universo
E la dimissione è qui ciò che tenta
E ciò che viene spontaneo è l'abdicazione,
E ciò che viene spontaneo
Qui non è che grandezza e donazione
(Charles Pèguy – preghiere nella Cattedrale di Chartres)
16:35 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
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04/02/2009
SOLO IL SILENZIO
Per i dolorosi avvenimenti di questi tempi offro preghiere e digiuno, anche dal web.
parole e musica di Claudio Chieffo
Rimane talvolta solo il silenzio, rimane soltanto un grande vuoto
e non puoi fare altro che pregare,
che chiedere a Lui che ti ha dato tutto
la forza di continuare.
La morte di un uomo e le sue mani, il tempo passato ed il domani
e non puoi fare altro che pregare,
che chiedere a Lui che ti ha dato tutto
la forza di continuare.
Rimani con Dio a faccia a faccia, sei povero e solo davanti a Lui
e non puoi fare altro che pregare,
che chiedere a Lui che ti ha dato tutto
la forza di continuare.
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30/11/2008
IN ATTESA DEL SUO RITORNO
Libro di Isaia 63,16-17.19.
Perché tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si ricorda di noi. Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità. Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti.
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07/10/2008
L'ULTIMO RICORSO
«La Madonna mi ha salvato dalla disperazione. Era il pericolo più grave: le persone come noi hanno sempre fede e carità quanto è necessario. Ma è la speranza che può mancare…
Per diciotto mesi non ho potuto dire il Padre Nostro… Non potevo dire: "Sia fatta la tua volontà". Non potevo proprio. Comprendete? Non si trattava di dire le preghiere in un modo qualsiasi. Si trattava di dire con verità quello che dicevo. E non potevo dire con verità: "Sia fatta la tua volontà".
Allora ho pregato Maria. Le preghiere a Maria sono le preghiere di riserva... Non ce n'è una in tutta la liturgia, una, capite, una che il peggiore dei peccatori non possa dire con verità. Nel meccanismo della salvezza, l'Ave Maria è l'ultimo soccorso. Con essa non si può essere perduti. »
Charles Pèguy - Lettera del 1909
Grazie a Giacabi e a Cuore di Pizza
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29/09/2008
PER MADDY DELFINO

O Madre di Dio e madre nostra
in terra, per i mortali, tu sei fontana inesauribile di speranza.
Signora, sei tanto grande e potente
che chi desidera la grazia divina e non si rivolge a te ,
è come colui che vuole volare senza avere le ali.
In te è la misericordia,
in te la pietà, in te magnificenza,
in te si concentra tutta quanta la bontà del creato.
Ora la nostra amica Maddy Delfino giace ammalata
e fa fatica a nuotare nell'oceano della vita.
Noi popolo dei blog, suoi amici, ti preghiamo:
vieni in suo soccorso, aiutala, strappala dal male implacabile!
Non guardare ai nostri meriti, Madre potentissima,
ma al nostro cuore, alle briciole di bontà che ci sono
nella nostra povera vita:
te le offriamo per la nostra Maddy!
Aiutala Vergine potente:
noi, per lei, accendiamo questa piccola luce nei nostri blog!
Ave o Maria ........
don luciano e tutti gli amici dei blog
Da Teocon
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02/06/2008
AVE MARIA

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen
14:29 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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DESIDERIO DI ROSARIO
MARINA CORRADI
Un amico racconta di sua nonna e del suoandare, nelle sere di maggio, a dire il Rosario in cortile con le vicine, dieci donne sedute su una fila di sedie davanti alla cucina.
«Quanto tempo fa ?», domandi tu, immaginando un ricordo vecchio di lustri. Ma no, risponde l’amico, il Rosario mia nonna lo dice nel cortile della sua casa a Lambrate,in queste sere di maggio.Lambrate è quella periferia di Milano sotto la verticale degli aerei che decollano da Linate.
Ogni tre minuti sopra la testa la prua di un jet che si alza rombando. Accanto, le sei corsie della Tangenziale gonfie di traffico incolonnato; sotto, le acque livide del Lambro. Quel quartiere, a vederlo, sembra l’icona grigia di una modernità senza memoria. E che invece – ancora, o di nuovo – ci si dica il Rosario nei cortili, ti stupisce. È finito ieri maggio, e, al di là della celebrazione del Papa a San Pietro, sui giornali di mesemariano non hai letto. Eppure, tuttavia, bastava entrare in una chiesa qualunque d’Italia in questi giorni per trovare la sera decine e decine di persone che recitavano l’Ave Maria. Oppure sgranavano quell’antica catena a casa loro, e nei conventi, negli ospedali, a bassa voce, con parole da secoli uguali. Il Rosario continua a essere detto, pianamente, senza clamore, da una massa non piccola, ma mediaticamente invisibile. I dotti, gli intellettuali guardano con educato compatimento a chi è fedele alla preghiera più umile, a quel ripetere semplice e monotono. Già al pregare, di questi tempi, si guarda come a qualcosa di infantile – non è da uomini moderni inginocchiarsi, e domandare. Ma, poi, la preghiera delle donne e dei vecchi, quel ridire le stesse parole in una cadenza regolare scorrendo lenta fra le mani la corona, pare a molti un gesto desueto in giorni in cuile nostre dita fanno agilmente zapping, mandano sms, digitano email. («Il Rosario – scrisse Romano Guardini – appartiene al popolo credente come il lavoro e il pane, ma appena l’uomo cade nell’inquietudine del ragionamento o della vita moderna, ne perde l’abitudine»).
E però l’abitudine non è perduta.
Vive e si trasmette ancora, e non a pochi, benché sia pubblicamente 'invisibile'. È un filo tenace quasi la corona cui per secoli le nostre donne si sono aggrappate come a una fune per non precipitare – quando il marito era al fronte, quando un figlio era malato. Molti di noi ricordano ancora queste donne col Rosario in mano, simbolo di un affetto silenzioso e paziente, senza bisogno di troppe ragioni o parole. Come aderendo, nella preghiera a quella donna in cui Cristo si fece carne – a quella donna fattasi terra perché Dio si facesse uomo – a un modello diverso dal principio maschileche ci domina: diverso da quel 'fare, produrre, pianificare il mondo e semmai fabbricarlo da sé, senza dover niente a nessuno', come ha scritto Joseph Ratzinger. A cosa serve, sorridono i sapienti, quel mormorare parole neanche proprie, neanche 'spontanee', ma ricalcare invece i Misteri della vita di Cristo e l’Ave Maria, e invocare 'Regina della Pace', e 'Stella del mattino', in una litania che all’estraneo sembra una automatica nenia?
Non sanno, i dotti, ciò che è chiaro se ascolti i pellegrini a Lourdes, o i poveri che dicono il Rosario in una notte africana assediata da una guerra civile: quelle parole antiche sono insieme invocazione, contemplazione, speranza. Sono un restare, un riposare dentro il respiro di Dio. Come essere presi in braccio, bambini, dalla madre.
Stanchi, trovare misericordia. E poi abbracciati, confortati, riprendere a camminare.
Da Avvenire
14:27 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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22/05/2008
SEQUENZA

Loda, o Sion, il Salvatore, loda il duce ed il pastore con inni e canti.
Quanto puoi tanto ardisci, perché egli è superiore ad ogni lode e tu non basti a lodarlo.
Come tema di lode speciale, è il pane vivo e datore di vita che vien proposto oggi.
Quel pane che nella mensa della sacra cena, alla turba dei dodici fratelli, fu dato realmente.
La lode sia piena e sonora, sia gioconda e piena di decoro la gioia dello spirito.
Perché si celebra il giorno solenne, che di questa mensa ricorda la prima istituzione.
In questa mensa del nuovo Re, la novella Pasqua della nuova legge pone fine alla Pasqua antica.
Il nuovo fa cessar l'antico, la verità fa dileguare le ombre, la luce toglie la notte.
Cristo ciò che fece nella cena, comandò che si facesse in suo ricordo.
Ammaestrati dai sacri insegnamenti, noi consacriamo il pane e il vino, ostia di salute.
È un domma per i cristiani, che il pane si converte in carne, e il vino in sangue.
Ciò che non comprendi, ciò che non vedi, l'animosa fede l'assicura, trascendendo ogni ordine naturale.
Sotto diverse specie, che son parvenze e non sostanze, si nascondono cose sublimi.
La carne è cibo, il sangue è bevanda, ma Cristo rimane intero, sotto l'una e l'altra specie.
Da chi lo riceve non è fatto a pezzi, non è rotto, non è diviso: è ricevuto intero.
Lo riceve uno, lo ricevon mille, tanto questi che quelli, e, ricevuto, non si consuma.
Lo ricevono i buoni, lo ricevono i cattivi, ma con sorte diversa: di vita o di morte.
È morte per i cattivi, è vita per i buoni: guarda come la stessa comunione abbia effetti diversi.
Se il sacramento viene spezzato, non vacillare, ma ricordati che è tanto, in un frammento quanto in tutta l'ostia.
La divisione non è della sostanza, ma solo della specie: senza diminuzione dello stato o della grandezza di ciò che sotto le specie è nascosto.
Ecco il pane degli Angeli divenuto cibo dei pellegrini: è il vero pane dei figli, da non gettarsi ai cani.
Fu simboleggiato con figure nell’immolazione di Isacco, nel sacrificio dell'agnello pasquale, nella manna data ai padri.
Buon pastore, pane vero, o Gesù, abbi pietà di noi, nutriscici, difendici, facci vedere i beni nella terra dei viventi.
Tu, che sai tutto e tutto puoi, e ci nutrisci qui, mortali, rendici, lassù, tuoi commensali e coeredi e compagni dei santi cittadini. Amen. Alleluia.
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12/05/2008
AL DIO DELLE VETTE
PREGHIERA DELL'ALPINO
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
Tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi e in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.
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09/03/2008
SENZA DI TE AFFONDEREMO
o Signore,
non possiamo fare a meno di scuotere te,
Dio che stai in silenzio e dormi,
e gridarti:
svegliati, non vedi che affondiamo?
Destati,
non lasciar durare in eterno l’oscurità del Sabato santo,
lascia cadere un raggio di Pasqua anche sui nostri giorni,
accompàgnati a noi quando ci avviamo disperati verso Emmaus
perché il nostro cuore possa accendersi alla tua vicinanza.
Tu che hai guidato in maniera nascosta le vie di Israele
per essere finalmente uomo con gli uomini,
non ci lasciare nel buio,
non permettere che la tua parola si perda
nel gran sciupio di parole di questi tempi.
Signore, dacci il tuo aiuto,
perché senza di te affonderemo.
Amen. ( J. Ratzinger )
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07/03/2008
NICHILISMO
Libro della Sapienza 2,1.12-22.
Dicono fra loro sragionando: "La nostra vita è breve e triste; non c'è rimedio, quando l'uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi. Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita è diversa da quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Moneta falsa siam da lui considerati, schiva le nostre abitudini come immondezze. Proclama beata la fine dei giusti e si vanta di aver Dio per padre. Vediamo se le sue parole sono vere; proviamo ciò che gli accadrà alla fine. Se il giusto è figlio di Dio, egli l'assisterà, e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione. Condanniamolo a una morte infame, perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà". La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure.
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01/03/2008
SIAMO STATI FATTI COME UN PRODIGIO...
SCRUTAMI E CONOSCI IL MIO CUORE
Salmo 138,13-18.23-24
Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio; se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora.
Se Dio sopprimesse i peccatori! Allontanatevi da me, uomini sanguinari. Essi parlano contro di te con inganno: contro di te insorgono con frode.
Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano e non detesto i tuoi nemici? Li detesto con odio implacabile come se fossero miei nemici.
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri: vedi se percorro una via di menzogna e guidami sulla via della vita.
15:37 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/02/2008
Per tutto: grazie Signore
Preghiera di Santa Bernadette Soubirous
"Per l’indigenza di mamma e papà
per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza,
per le pecore rognose : grazie, mio Dio!
Bocca di troppo da sfamare che ero;
per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!
Grazie o mio Dio, per il Procuratore,
per il Commissario, per i Gendarmi,
per le dure parole di Peyremale.
Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria,
per quelli in cui non siete venuta,
non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.
Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi,
per coloro che mi hanno presa per pazza,
per coloro che mi hanno presa per bugiarda,
per coloro che mi hanno presa per interessata.
GRAZIE, MADONNA !
Per l’ortografia che non ho mai saputa,
per la memoria che non ho mai avuta,
per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie!
Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra
una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!
Per la mia madre morta lontano,
per la pena che ebbi quando mio padre,
invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette,
mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù!
Grazie per aver abbeverato di amarezza
Questo cuore troppo tenero che mi avete dato.
Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata:
"Buona a nulla".
GRAZIE!
Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura,
le sue ingiustizie, le sue ironie,
e per il pane della umiliazione, grazie!
Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa
Poteva dire :"Non me ne combinate mai abbastanza".
Grazie per essere stata quella privilegiata
dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano:
"Che fortuna non essere come Bernadette
Grazie di essere stata Bernadette,
minacciata di prigione perché vi avevo vista,
Vergine Santa !
Guardata dalla gente come bestia rara;
quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva:
"Non è che questa?!".
Per questo corpo miserando che mi avete dato,
per questa malattia di fuoco e di fumo,
per le mie carni in putrefazione,
per le mie ossa cariate, per i miei sudori,
per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti,
GRAZIE MIO DIO!
Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore,
per la vostra notte e per i vostri baleni,
per i vostri silenzi e i vostri fulmini;
per tutto,
per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!."
(questo vuole essere il suo testamento spirituale)
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PREGHIERA A S. BRIGIDA
Dal blog "la compagnia dell'anello " Da recitare ogni giorno per un anno intero senza interruzione)
Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesu’ che le disse: “ figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 pater e ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe”
Promesse di Gesù
1. Libertà dal purgatorio di 15 anime della sua stirpe;
2. E 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia;
3. E 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno;
4. La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione;
5. E 15 giorni prima di morire riceverà il mio prezioso corpo, di modo che sarà liberata dalla fame eterna e berrà il mio Prezioso Sangue perché non abbia sete eternamente;
6. E 15 giorni prima di morire avrà una amara contrizione di tutti i suoi peccati e una perfetta conoscenza di essi;
7. Metterò il segno della mia croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici;
8. Prima della sua morte io verrò a lei con la mia amatissima e dilettissima Madre; 9. E riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne;
10. E conducendola fino là, le darò con singolare tratto a bere alla fonte della mia Deità, ciò che non farò con quelli che non hanno recitato queste orazioni;
11. Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato mortale se dirà devotamente queste orazioni;
12. E lo difenderò dalle tentazioni;
13. E gli conserverò i suoi cinque sensi;
14. E lo preserverò dalla morte improvvisa;
15. E salverò la sua anima dalle pene eterne;
16. E la persona otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria;
17. E se è vissuto, sempre secondo la sua volontà e se è dovuto morire l’indomani, la sua vita si prolungherà;
18. Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà indulgenze:
19. E sarà sicura di essere aggiunta al coro degli Angeli;
20. E chi insegnerà queste orazioni ad un altro, avrà gioia e merito senza fine che saranno stabili in terra e dureranno eternamente in Cielo;
21. Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la sua Grazia.
Prima orazione.
O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figlioli degli uomini“, essendoti fatto uomo per loro salvezza ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della tua incarnazione fino al salutifero tempo del tuo patire, ab aeterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ebbe l’anima tua, quando dicesti: “Mesta è l’anima mia fino alla morte“ quando nell’ultima cena che tu facesti coi tuoi discepoli, dando loro per vivanda il corpo e sangue tuoi, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell’angustia e dolore che sopportasti nel santissimo corpo, prima di andare sul patibolo della Croce, quando dopo l’avere tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, ti vedesti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni, iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua, tradito, burlato, spogliato dei tuoi vestiti, percosso nella faccia (con gli occhi bendati), legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Concedimi adunque, ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! Amen. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave.
00:47 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/01/2008
ATTO DI CONSACRAZIONE
consacrazione
ATTO DI CONSACRAZIONE
ATTO DI CONSACRAZIONE AL
CUORE IMMACOLATO DI MARIA
O Vergine di Fatima, Madre di Misericordia,
Regina del Cielo e della Terra,
rifugio dei peccatori,
io mi consacro al Tuo Cuore Immacolato.
Ti consacro il mio cuore, la mia famiglia,
tutte le mie cose.
E affinché questa consacrazione
sia veramente efficace e duratura,
rinnovo oggi le promesse del mio Battesimo
e della Cresima,
impegnandomi a vivere da buon cristiano,
fedele a Dio, alla Chiesa, al Papa.
Voglio recitare il Santo Rosario,
prendere parte all’Eucaristia,
dare importanza al primo sabato del mese
e operare per al conversione dei peccatori.
Ti prometto ancora, o Vergine Santissima,
di zelare il Tuo culto benedetto,
per affrettare con la mia consacrazione
al Tuo Cuore Immacolato
e mediante la Tua intercessione,
l’avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Amen.
13:26 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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13/01/2008
BISOGNOSI
Nostro Signore disse a Santa Geltrude la Grande
che la seguente preghiera libererebbe mille anime dal Purgatorio
ogni volta che venga detta con amore.
La preghiera è stata poi estesa anche ai peccatori viventi.
"Eterno Padre,
io offro il Preziosissimo Sangue del Tuo Divin Figlio,
Gesù,
in unione con le Messe dette in tutto il mondo, oggi,
per tutte le Anime sante del Purgatorio,
per i peccatori di ogni luogo,
per i peccatori della Chiesa universale,
quelli della mia casa e dentro la mia famiglia.
Amen".
10:55 Scritto da: ritina5 in preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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