16/03/2009
DARWIN E DARWINISTI

Girando per i blog che mi piacciono - trovo sempre notizie fresche e stimolanti - ho letto questa curiosa chicca di Rino Cammilleri
. Mi sono chiesta; ma chi sbandiera Darwin a destra e a manca? Non sono forse quelli che, a destra e a manca, negano che ci sia un Creatore? Ed emettono proclami di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza... Fanno anche passare per cretini chi si rifiuta di credere di avere delle scimmie come genitori. Alla faccia dell'evoluzione e dell'antirazzismo! Leggete, leggete... Ne scoprirete delle belle!
"Il giornalista Antonio Gaspari (ragionpolitica.it, 2.3.09), visto che è il centenario della nascita di Darwin e il 150° del suo Origine delle specie, è andato a rileggersi l’altra grande opera darwiniana, Origine dell’uomo (Editori Riuniti 1983) e vi ha trovato un capitolo intitolato «Selezione naturale operante nelle nazioni civili», dove sta scritto: « Fra i selvaggi i deboli di corpo e di mente vengono presto eliminati; (…) D’altra parte, noi uomini civili cerchiamo con ogni mezzo di ostacolare il processo di eliminazione; costruiamo ricoveri per gli incapaci, per gli storpi e per i malati; facciamo leggi per i poveri; e i nostri medici usano la loro massima abilità per salvare la vita di chiunque fino all’ultimo momento. (…) Così i membri deboli della società civile si riproducono. Chiunque sia interessato dell’allevamento di animali domestici non dubiterà che questo fatto sia molto dannoso alla razza umana (…) ma, eccettuato il caso dell’uomo stesso, difficilmente qualcuno è tanto ignorante da far riprodurre i propri animali peggiori» (pag. 176). Più avanti: «Eppure l’uomo potrebbe mediante la selezione fare qualcosa non solo per la costituzione somatica dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio, quando sono deboli di mente e di corpo» (pag. 255). E, nella pagina seguente: «quelli che non possono evitare una grande povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio»; tuttavia è anche vero che «se i prudenti si astengono dal matrimonio, mentre gli avventati si sposano, i membri inferiori della società tenderanno a soppiantare i migliori». "
12:23 Scritto da: ritina5 in Pregiudizi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/12/2008
CHIESA, LA STRANIERA DERISA

Il fatto, di per sé, non è sorprendente. Ma merita comunque di essere guardato bene in faccia. E il fatto è che si assiste al rinnovarsi insistente di attacchi contro la Chiesa, la sua storia, il suo insegnamento, il suo supremo pastore.
Qualche esempio. Il presidente della Camera sostiene che la Chiesa cattolica non si è sufficientemente opposta alle leggi razziali del fascismo; gli storici definiscono il suo discorso come «sconcertante», ma intanto il sasso è lanciato. Andando ad alimentare la valanga che da mesi tenta di travolgere la memoria dei due pontefici che hanno fronteggiato fascismo e nazismo: Pio XI e il successore Pio XII.
Sempre per restare alla storia, in una trasmissione radiofonica serale si accusa la Chiesa di aver distrutto quella stupenda organizzazione di libertà e democrazia che era l’impero romano. Sembra che non ci sia malefatta da duemila anni a questa parte in cui la Chiesa non possa essere chiamata in causa come imputata.
Per quanto riguarda l’attualità, basta leggere alcuni commenti al messaggio di Benedetto XVI per la prossima giornata mondiale della pace del primo gennaio 2009. Dall’ampia analisi che il Papa propone si estrae la frase - del resto sacrosanta - sulla questione della regolazione delle nascite imposta da organizzazioni internazionali ai paesi in via di sviluppo e il giochetto è fatto: la Chiesa, che vuole impicciarsi di tutto, in realtà è astratta e l’unica cosa che veramente le interessa è porre i suoi sempiterni vincoli nella sfera sessuale. E puntualmente esce l’inchiesta su «tutti i no del Vaticano»: cosa starebbe facendo il Papa se non innalzare continui steccati e divieti, replicare ossessivamente una dottrina fuori dal tempo, ripetere la sfilza dei suoi «no»?
Di fronte a queste sortite persino il direttore de L’Osservatore Romano si è sentito in dovere di replicare con un articolo di fondo, nel quale mette in evidenza che gli allarmi che la Chiesa ripropone sono dovuti al suo amore per la persona e il suo destino. Ed essa continuerà a parlare, anche se viene ridicolizzata come quel clown che, già vestito per lo spettacolo, corre al villaggio per avvisare che è scoppiato un incendio. Tutti lo deridono, pensando che stia recitando. Finché le case non vengono travolte dalle fiamme.
Dicevo all’inizio che di questa pervicace e a volte disonesta incomprensione della Chiesa non c’è da sorprendersi. È da duemila anni, infatti, che quando la Chiesa parla con parole vive e non con quelle della mentalità comune (tentazione sempre ricorrente) i vati di quella mentalità le si rivoltano contro. Essa è, per dirla con Eliot, la Straniera e sa che «in tempo di prosperità il popolo dimenticherà il Tempio, e in tempo di avversità gli sarà contro».
Questa consapevolezza non fa certo concludere per una disincantata inattività. Il grande Charles Péguy aveva capito chiaramente, già oltre un secolo fa, che ci troviamo in una epoca «incristiana», la prima in cui la mentalità comune non è più cristiana dopo l’avvento del cristianesimo. E diceva che la risposta non è la lamentela sterile, né l’astio risentito. La risposta è sempre quella dell’inizio, quella del Natale che celebreremo settimana prossima: «Ma Gesù venne. Egli non perse i suoi anni a gemere e a interpellare la cattiveria dei tempi. Egli taglia corto. In un modo molto semplice. Facendo il cristianesimo. Egli non si mise a incriminare, ad accusare qualcuno. Egli salvò. Non incriminò il mondo. Egli salvò il mond
Pigi Colognesi - Il Sussidiario
15:45 Scritto da: ritina5 in Pregiudizi | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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25/11/2008
NANO NANO
Consiglio di vedere questo video per far crollare tanti pregiudizi sui "diversi". Già, perché nel mondo della perfezione non si concepisce più che uno "diverso" sia contento o triste proprio come gli altri (infatti per la mens comune tutti i disabili chiederebbero di morire). Ed è anche interessante domandarsi perché di "diversi " come questo signore non se ne vedono più in giro (vi aiuto: in realtà vengono concepiti, ma...).
PS: tutti coloro che pensano di fare satira contro i politici bassi chiamandoli "nani" non si rendono conto che così facendo perpetuano i pregiudizi contro le persone di bassa statura, facendo assimilare il termine "nano" ad un insulto e la bassa statura ad uno stato di inferiorità.
Grazie a: Carlo Bellieni
18:05 Scritto da: ritina5 in Pregiudizi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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