06/04/2010

Svegliati, o tu che dormi!

Chiesa, svegliati e testimonia Gesù Cristo come ragione del vivere, e lascia stare le prediche «politically correct» che tanto ti fanno avere il plauso (colmo di disprezzo, comunque) dei «benpensanti»!
Sembra ch
e questa invocazione, tratta dalla antica liturgia (Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà”) oggi debba essere rivolta alla Chiesa, almeno ad alcuni suoi pastori. (leggi tutto - editoriale SamizdatOnLine)

01/04/2010

C'é qualcosa di radicalmente più grande del peccato?

ChagallFigliolProdigo.jpgAccanto a tutti i limiti e dentro l’umanità ferita della Chiesa c’è o no qualcosa di più grande del peccato? Di radicalmente più grande del peccato? C’è qualcosa che può spaccare la misura inesorabile del nostro male? Qualcosa che, come scrive il Pontefice, «ha il potere di perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali»? «Ecco dunque il punto: Dio si è commosso per il nostro niente».

BUONA PASQUA da SamizdatOnLine

05/02/2010

I sedicenti cattolici

 

A proposito delle recenti accuse alla Chiesa
È facile unirsi al coro dei denigratori della chiesa, l’armamentario è già pronto, dai tempi gloriosi dell’Illuminismo si ripetono con tenacia e puntualità “certosina”. Galileo, le crociate, l’Inquisizione. Poi si aggiunge, per i più colti, il falso della Donazione di Costantino. Ora si sta preparando la storia di Ipazia, affinché diventi luogo comune nell’immaginario collettivo (e così la scienza e le donne sono sistemate!).
È certo facile unirsi al coro, e soprattutto è “indolore”, anzi, genera e raccoglie applausi e consensi.

Così anche il teologo che, per farsi conoscere e accreditarsi presso il grande pubblico, ha avuto bisogno della prefazione di Martini per un libro che, altrimenti, sarebbe rimasto impolverato negli scaffali delle librerie, si è sbizzarrito nel solito ritornello: «Cristo sì, Chiesa no». Applicandolo nello specifico alle vicende del caso Boffo, Bertone, Bagnasco.
E purtroppo gli argomenti sembrano costruiti e posti per una tesi già precostituita e indiscutibile, più che per un aiuto a rendere ragione della fede e della chiesa.

L’esempio più evidente sta nella citazione di un pensiero di s. Ignazio, secondo cui «per essere certi in tutto dobbiamo sempre tenere questo criterio: quello che io vedo bianco lo credo nero, se lo stabilisce la chiesa gerarchica». Ecco dimostrato, secondo il sedicente teologo cattolico, che il credente che vuole essere appunto cattolico deve rinunciare alla libertà di pensiero, alla ragione critica… diventando così strumento di ogni più bieco progetto ecclesiale, sia che si tratti di accendere il rogo all’eretico o di passare a chi di dovere carte false.
È pur vero che viene anche presentato il pensiero di Benedetto XVI a proposito della sporcizia nella Chiesa, e del carrierismo degli ecclesiastici, ma resta pur sempre vero che queste affermazioni restano solamente pie intenzioni e desideri di un Papa che non può mutare la realtà dei fatti, e quindi costituire un autentico progetto di chiesa, che resta quella «Ecclesia ab Abel», la comunità dei giusti, dove conta la purezza del cuore, e «non serve a nulla portare sulla testa curiosi copricapo tondeggianti, viola, rossi o bianche che siano».
Sulla citazione di s. Ignazio, poi, ricordo di avere appreso che un documento va sempre letto nel suo contesto storico e secondo quello che si chiama “genere letterario”. Ora credo che questo sia allora il significato proprio dell’affermazione: la chiesa non è il luogo dell’opinione del parere, ma della verità, che il Magistero vuole servire e garantire (forse nel linguaggio di oggi si condannerebbe il cosiddetto “relativismo”). E se nel linguaggio si usa l’iperbole, questa vuole essere un rafforzativo del significato, non l’invito a rinunciare a ragione, libertà e verità, per diventare servi della menzogna (altri avrebbe detto “strumenti ciechi di occhiuta rapina”).

Per quanto poi riguarda l’intera vicenda (quindi il caso Boffo, Bertone, Bagnasco…) penso proprio che qui si tratti del caso deplorato dal Papa nel Messaggio del 2008 sui mezzi di comunicazione sociale: «Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si costata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per “creare” gli eventi stessi.» e creare gli eventi significa anche porsi al servizio di quel progetto che intende ridurre (se non cancellare) la Chiesa ad una presenza insignificante.

A questo, ogni credente vuole rispondere con la testimonianza, come ha ricordato il Papa a Verona, di una fede amica dell’intelligenza e di una carità che abbracci ogni uomo.
Questa è la Chiesa, e questa Chiesa vogliamo servire. E testimoniare.

Cultura Cattolica socio di  SamizdatOnLine

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09/01/2010

Il futuro dell'umanità passa per la famiglia cristiana

 

La capitale spagnola è stata scenario, domenica 27 dicembre 2009, di un evento di imponenti proporzioni. Un evento talmente importante che nei siti web e nei grandi media non ve n'è traccia!
Sull'incontro intitolato "Il futuro passa per la famiglia" è calato il silenzio di un'immeritata indifferenza da parte dei mezzi di comunicazione. Forse la famiglia non fa più "trend", forse certi valori ora danno fastidio, ma è certo che, in occasione della festa della Santa Famiglia, famiglie d’ogni angolo d’Europa si sono riunite nello spazio adiacente alla Chiesa ed alla "Plaza de Lima".

Nella stessa piazza dove ventisette anni prima Giovanni Paolo II celebrò la messa per le famiglie pronunciando la sua frase "Il futuro dell'umanità passa per la famiglia cristiana" che è stata ripetuta continuamente ed era visibile nei manifesti appesi ovunque.

Il freddo intenso e la neve non sono stati un ostacolo per le migliaia di famiglie confluite a Madrid in questa occasione. Proprio nella capitale di quella Spagna che oggi è fanalino di coda della demografia europea e laboratorio di numerosi strappi legislativi in direzione opposta alla famiglia tradizionale. Gli organizzatori lo avevano ripetuto: non è una manifestazione contro, è una pura testimonianza, innanzi tutto per la Chiesa e poi per l'Europa che sta abbandonando la fonte della della vita e uccidendo la famiglia.
È stato un momento di incontro e preghiera per ringraziare Dio e chiedergli di aiutare le famiglie, l’Europa e la Spagna; una giornata di grande festa per promuovere una società degna per la persona umana, che rispetti la vita e l’amore dei coniugi.

Fondamentale e molto sentito il collegamento video, da Piazza San Pietro a Roma, con il Pontefice Benedetto XVI che ha salutato i partecipanti spiegando che “Dio, essendo venuto al mondo nel seno di una famiglia, mostra che questa istituzione è un cammino sicuro per incontrarlo e conoscerlo ... ”
Quindi – ha continuato il Papa - uno dei più importanti servizi che noi cristiani possiamo rendere agli altri è offrire la nostra testimonianza, serena e ferma, della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, salvaguardandolo e promuovendolo, essendo tale istituzione di somma importanza per il presente e il futuro dell’umanità”.
In effetti - ha commentato il Vescovo di Roma -, la famiglia è la migliore scuola nella quale si impara a vivere quei valori che danno dignità alla persona e fanno grandi i popoli. In essa, si condividono i dolori e le gioie, sentendosi tutti avvolti dall’amore che regna in casa per il solo fatto di essere membri della stessa famiglia”.

Sul numero dei presenti i dati sono incerti: si va da un milione a cinquantamila, con tanto di riprese aeree e mappature statistiche. Hanno partecipato quattordici Cardinali e Arcivescovi europei, quaranta presuli spagnoli, decine di altri Vescovi provenienti da Regno Unito, d'Irlanda, Portogallo, Belgio, Scandinavia, Olanda, Francia, famiglie provenienti oltre che da Spagna e Italia da Croazia, Slovenia, Serbia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Albania, Malta, Ungheria, Germania, accompagnate da sacerdoti e religiosi e religiose, è stata organizzata dalla Arcidiocesi di Madrid insieme al Cammino neocatecumenale.
Ma fare il conto delle singole teste non è l'aspetto fondamentale di ciò che è avvenuto a Madrid. L'aspetto saliente di quanto è avvenuto, al di là del silenzio, dell'apparente irrilevanza mondana, mediatica e politica, è la notte splendida che presagisce il miracolo più umile e fecondo, il segno dato a noi tutti. A Betlemme fu un bimbo adagiato in una mangiatoia, e Maria e Giuseppe, una famiglia riparata in una grotta a donare al mondo la Vita e l'amore che non muoiono. A Madrid, Dio ha rinnovato lo stesso segno: queste famiglie e i loro bambini hanno affermato la Verità accaduta nella propria vita che si è fatta incontro.

Seraphim socio di  SamizdatOnLine

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