14/11/2010
SALVIAMO ASIA BIBI!
Salviamo Asia Bibi. TV2000 lancia una campagna di solidarietà
Da questa sera tutte le edizioni dei telegiornali di TV2000 saranno contrassegnate da un logo con la foto di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia. La donna, com’è noto, aveva respinto le pressioni delle sue colleghe di lavoro perché si convertisse all’Islam e aveva difeso con forza le ragioni della propria fede. Picchiata e poi rinchiusa in carcere per oltre un anno, recentemente è stata condannata alla pena capitale da un tribunale del Punjab. In vista del passaggio del caso all’Alta Corte è necessaria una grande mobilitazione internazionale in nome della libertà religiosa, con l’obiettivo di salvare la vita e restituire la libertà a questa donna così coraggiosa e di accendere i riflettori dell’opinione pubblica sulle persecuzioni di cui sono vittime in tutto il mondo tanti cristiani a causa della loro fede.
Chi volesse aderire alla campagna può scrivere un messaggio via sms al numero 331 2933554 o all’indirizzo di posta elettronica salviamoasiabibi@tv2000.it. Ma naturalmente l’auspicio è che la campagna si allarghi e che tanti soggetti si mobilitino utilizzando ogni canale utile.
19:31 Scritto da: ritina5 in persecuzioni | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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28/07/2010
Notti brave: ognuno si prenda le proprie responsabilità
Chiediamo a chi condivide il nostro giudizio di sottoscriverlo. Lo faremo arrivare ai giornali. Se volete potete diffonderlo anche voi.
Ci sarà – anzi, certo c’è – del vero nell’inchiesta di Panorama sulle «notti brave dei preti gay». E lasciamo tutta la responsabilità agli autori del servizio, come anche all’Editore, nel pubblicizzare questa sporcizia, questa nefandezza, questo disgustoso spettacolo (a volte pare che cresca il gusto “macabro” di comunicare il male, con un compiacimento che ha, forse, del patologico).
Ma c’è un disgusto – e un’ira – nei confronti di quei soggetti che vivono quelle situazioni. Non è in gioco la misericordia: questo è affare di Dio, e della coscienza di quei disgraziati.
È che non se ne può più di questi tipi che usano la Chiesa per nascondere le loro fragilità, che vivono di quel “carrierismo” denunciato da Benedetto XVI, senza alcuno scrupolo morale.
Non se ne può più di quel “marcio” che vive nella Chiesa e che la infanga, senza poi che chi lo compie ne paghi le conseguenze. Quelle le paghiamo noi, sacerdoti e laici, che cerchiamo di vivere la missione nei vari ambienti in cui operiamo. Quelli non vanno certo a scuola o nei luoghi di lavoro a difendere la Chiesa da quelle ferite e offese che l’hanno infangata. Noi sì!
Noi siamo fieri di quella Chiesa di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, e siamo stanchi di sopportare chi «rema contro», in un gioco al massacro che distrugge sempre più la speranza negli uomini (e nei giovani, in particolare. Ricordiamo il detto terribile di Gesù a proposito di chi «scandalizza uno di questi miei fratelli più piccoli»).
Siamo stanchi della derisione – provocata da quei comportamenti – che si ritorce non sui colpevoli, che comunque sono disprezzati (come gli «utili idioti») ma su coloro che sono fedeli.
Abbiamo già detto più volte che la soluzione sta nel riconoscere e dare spazio alle tante esperienze di Chiesa vera che mostrano ancora oggi il fascino del cristianesimo vissuto, e che sono presenti in tanta parte del nostro popolo italiano. La nostra appartenenza ecclesiale non è un affare privato, una questione insignificante: il Papa continuamente ci ricorda che è la ragione di una speranza che continuamente si rinnova.
Gesù diceva di «vincere il male col bene»: la vittoria su quello squallore umano (prima ancora che cristiano) sarà nel rifiorire di autentiche esperienze ecclesiali dove una carità vissuta nel quotidiano e una fede amica della ragione si uniranno per mostrare la convenienza vera del cristianesimo.
Non una formula ci salverà, - ci ha ricordato Giovanni Paolo II - ma una Presenza, e la certezza che essa ci infonde: «Io sono con voi!» Non si tratta, allora, di inventare un «nuovo programma». Il programma c’è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in lui la vita trinitaria, e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste. Quello stesso Gesù che vive nella sua Chiesa, testimoniato dal grande magistero pontificio.
E chi non condivide questo magistero farebbe bene a togliersi di mezzo. E chi lo condivide e lo sostiene trovi il coraggio e la fierezza di comunicarlo.
Quanto a noi, condividiamo il giudizio del Vicariato di Roma, e chiediamo di ripartire da qui. Non lo scandalo costruisce, ma una novità di vita, qui e ora.
Se condividi, sottoscrivi, indicando il tuo nome e cognome, con la tua mail QUI
12:16 Scritto da: ritina5 in APPELLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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08/07/2010
Minacciata di lapidazione!
Ho ricevuto questo drammatico appello che prontamente pubblico, invitando gli amici ad aderire!
la mia amica Marina Nemat, esule Iraniana che vive in Canada (scrittrice del libro “Prigioniera di Teheran” – www.marinanemat.com ), con la quale sono in contatto da alcuni mesi, mi scrive.
Una sua conoscente, Sakineh Mohammadie Ashtiani, accusata di adulterio in Iran, sta per essere uccisa mediante lapidazione.
Marina invita ad aderire ad un appello al seguente link, per chiedere che Sakineh sia risparmiata: http://freesakineh.org/
Vi prego di considerare la fonte come ASSOLUTAMENTE attendibile, e di dare la massima diffusione possibile a questo messaggio, coinvolgendo anche giornalisti, personalità, politici che conoscete."
Grazie!
Paolo Fava
19:25 Scritto da: ritina5 in APPELLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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21/04/2010
Il 16 maggio in Piazza San Pietro per il Regina Coeli
Il 16 maggio
in Piazza San Pietro
per il Regina Coeli
INSIEME AL PAPA
Domenica 16 maggio 2010 vogliamo stringerci visibilmente
intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di portare
un poco del peso che la situazione attuale carica sulle sue spalle.
Vogliamo pregare con lui e pregare per lui. È il gesto più semplice
e più vero che possiamo compiere per esprimere la vicinanza al
Santo Padre, alla Chiesa, a chi ha sofferto per il male subito.
Vogliamo testimoniare, nella penitenza e nell’unità con il Papa,
che l’esperienza cristiana è esperienza di bellezza, di pienezza, di
misericordia capace di abbracciare tutti gli uomini.
Il desiderio della giustizia, ferita dal male dell’uomo, incontra
Cristo crocifisso e risorto, speranza più forte della morte.
INVITIAMO TUTTI
ad aderire alla proposta della Consulta Nazionale
delle Aggregazioni Laicali,
partecipando in Piazza San Pietro,
alle ore 12 del 16 maggio,
alla preghiera di tutto il popolo cristiano
Comunione e Liberazione
12:19 Scritto da: ritina5 | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
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20/04/2010
Dolore e speranza come di «naufragio»
Però non c’è, in quella sofferenza trapelata a Malta, solo il dolore del male, né solo senso di sconfitta. In volo verso l’isola dove Paolo fece naufragio, il Papa ha detto ai giornalisti: «Penso che il motivo del naufragio parli per noi. Dal naufragio, per Malta è nata la fortuna di avere la fede. Così anche noi possiamo pensare che i naufragi della vita possono fare il progetto di Dio e possono essere utili per nuovi inizi nella nostra vita». Singolare, straordinaria cristiana lettura di ciò che, normalmente, gli uomini chiamano semplicemente disgrazia, o colpa, ma in ogni caso identificano in un puro male, come il rivoltarsi di un avverso destino. I marinai della nave di Paolo, in balia del Mediterraneo, alla deriva in un orizzonte senza approdi, maledivano probabilmente il giorno in cui erano partiti – il giorno in cui un Caso maligno li aveva arruolati in quella impresa. Paolo invece, lo ha ricordato il Papa, era certo: «Ci dovremo imbattere in un’isola». Spezzata la rotta per Roma, pure non dubitava che anche quel naufragio fosse disegno di Dio.
Il fondo della sventura, la nave sfasciata dalle onda e l’equipaggio miserabilmente approdato sugli scogli: eppure Paolo era convinto che non fosse la fine, ma un altro inizio. (Non è quasi mai così, fra gli uomini. Di fronte a una dura sconfitta molti si isteriliscono nella rabbia. I più si rassegnano, amari. Qualcuno si ribella fino a voler morire. Non è cosa del mondo, questo modo di guardare a un naufragio: come al germogliare di un seme selvatico, non seminato, e che tuttavia spunta in un giardino). Già almeno una volta Benedetto XVI ha usato questa espressione, naufragio. «Senza un morire – ha scritto nel 'Gesù di Nazaret' – senza il naufragio di ciò che è solo nostro, non c’è comunione con Dio, non c’è redenzione». Dicendoci che il nostro progetto, anche il migliore, non è necessariamente quello di Dio, che strappò le vele alla nave di Paolo, a Malta. Dicendo che il fallimento accettato nella conversione può essere fertile di vita nuova. Che non ci salviamo da noi, ma veniamo salvati da Cristo. Che sguardo 'altro', e che altra prospettiva, mentre ancora i titoli dei giornali stanano e inseguono accaniti vicende di preti colpevoli – quasi soddisfatti che anche gli uomini di Dio siano a volte miserabili come gli altri. «Il Papa ha pianto», ha detto un ex bambino violato a Malta. Lo ha detto meravigliato e commosso; perché ha visto in faccia al Papa vero dolore. Eppure, insieme, una assoluta, ferrea certezza di un bene, tuttavia, perfino di quel male più grande.
Marina Corradi
Da Avvenire
11:03 Scritto da: ritina5 in CHIESA CATTOLICA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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12/04/2010
Tutti in piazza: noi stiamo con il Papa!
Allora, finalmente, pare che fra poco si andrà tutti in piazza San Pietro per dire al Papa che siamo con lui: secondo Repubblica, dovrebbe essere il prossimo 16 maggio.
ERA ORA! CI VOLEVA TANTO?
Quando hanno impedito al Papa di andare a parlare alla Sapienza, non ci abbiamo pensato due volte, iL Card. Ruini ha invitato tutti pubblicamente – è bastata una frase! – e la domenica dopo eravamo tutti all’Angelus, a pregare con Benedetto XVI. Adesso ci si è pensato pure troppo. SVEGLIA!!!!!! E cominciamo a mettere i puntini sulle i.
Sono cresciuta fra preti e suore. In parrocchia, in comunità, io e la mia famiglia, che è numerosa: fosse un fenomeno tanto diffuso, almeno statisticamente, in 46 anni, avrei dovuto sentirne parlare. Ma a me non è mai capitato neppure di sentirlo come storia lontana. Invece adesso fra i luoghi comuni c’è pure quello del prete pedofilo: è diventato anche un crimine da telefilm (ieri, su Criminal Minds, per esempio). Ma come si permettono?
Vogliamo veramente combattere la pedofilia? Allora, cominciamo a fare nomi e cognomi di quelli che vanno con le minorenni che battono i marciapiedi, quelle dall’est, ma anche le giovanissime africane. Che sono, quelli, benefattori? Oppure: avanti, facciamo una bella indagine fra le agenzie da viaggio, e vediamo chi va in Thailandia, e a fare cosa. Vediamo di fare qualche bella inchiesta sul turismo sessuale – d’altra parte, non ci sarà mica solo il turismo procreativo, no? – e però voglio pubblicati nomi, cognomi e professioni, accanto alle foto di chi va in cerca di minori. E poi voglio un’indagine nelle discoteche: quanti anni hanno le cubiste? E ancora: andiamo a leggere i libri di Mario Mieli, intellettuale di riferimento del mondo omosessuale, c’è un circolo a Roma che lo ricorda, e anche wikipedia riferisce che “Nel processo politico di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia” . INSOMMA, COSA SI VUOLE VERAMENTE ABBATTERE: LA PEDOFILIA O LA CHIESA?
Io non mi faccio fare lezioni sulla moralità della Chiesa da chi pensa che l’aborto sia un diritto e dai Mario Mieli di turno.
C’è la fila di gente che vuole mandare i propri figli nelle scuole cattoliche (e qui ho esperienza personale diretta), specie se la propria famiglia è disastrata, valanghe di persone spingono i propri figli ad andare in parrocchia, durante la settimana e anche durante le vacanze. Anche non credenti. Sfido chiunque a dire che preferisce sapere i propri figli adolescenti in vacanza in campeggi o villaggi turistici qualsiasi, o a spasso per il mondo, rispetto che frequentare una qualsiasi comunità cattolica. SFIDO CHIUNQUE, ripeto. Ma venitemelo a dire in faccia, please. E poi rispondete: tutti incoscienti ad affidare i propri figli a dei pedofili incalliti?
Date le premesse di cui sopra, entriamo nel merito delle denunce. Si accusa Benedetto XVI di aver coperto pedofili. E si sta cercando di arrivare anche a Papa Giovanni Paolo II: calunnia,calunnia, qualcosa rimane! Nessuno nega il fatto che ci siano stati fatti gravissimi, di pedofilia, per colpa di qualche prete. E probabilmente in diversi casi si è intervenuti tardi, e male, e tutto questo è gravissimo, e non deve succedere!!!! La Chiesa ha chiesto scusa e preso i suoi provvedimenti da tempo, e Ratzinger è stato fra i più decisi (chi altro l’ha fatto, scusate?) Ma da qui a dire che la pedofilia è diffusa nella Chiesa, e soprattutto da qui ad accusare il Papa, questo Papa, di aver coperto dei crimini, ce ne passa!!!!!! Per quel che riguarda le accuse specifiche, quelle vergognose fatte dal New York Times, basta leggere Avvenire – MA BISOGNA LEGGERLO!!!! – per vedere che ad ognuna è stato risposto puntualmente, ribaltando i fatti. L’ultima, per esempio, è quella della lettera firmata da Ratzinger nel 1985, accusato di aver aspettato due anni prima di sospendere dal sacerdozio Padre Stephen Miller Kiesle: un prete colpevole di abusi sessuali già condannato dallo stato della California, prima della sua richiesta di spretarsi. Mi pare abbastanza evidente che, dopo una condanna di un tribunale civile, il Vaticano non avesse niente da nascondere, lo scandalo c’era già stato! L’attesa di due anni per la riduzione allo stato laicale era dovuta alle nuove regole di Woityla, per le quali, di prassi, non si prendevano in considerazione le domande di spretarsi, prima dei 40 anni, una prassi che cercava di rimediare al lassismo post-sessantottino. Al momento della domanda, il prete suddetto aveva 38 anni: al compimento dei 40 è stato ridotto allo stato laicale, e nel frattempo non aveva compiuto nessun altro crimine.
Per sapere le notizie nel dettaglio, comunque, leggete avvenire, i siti di Massimo Introvigne (che spiega l’ennesima bufala) e Sandro Magister. LEGGETELI!
Non praevalebunt. Lo sappiamo. E la folla di pellegrini di questi giorni alla Sindone è lì a dimostrarcelo. Ma visto che lo stillicidio di documenti ignobili continuerà, è bene cominciare protestare tutti ad alta voce: non si permettano! Giù le mani dal Papa!
10:41 Scritto da: ritina5 in CHIESA CATTOLICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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28/04/2009
Abruzzo/ Papa: Dio ascolti il grido di dolore di questa gente

La preghiera del Pontefice scritta appositamente per la visita
Onna (L'Aquila), 28 apr. (Apcom)
Dio ascolti "il grido di dolore e di speranza che si leva da questa comunità duramente provata dal terremoto", il "grido silenzioso del sangue di madri, di padri, di giovani e anche di piccoli innocenti che sale da questa terra". A chiederlo a gran voce è il Papa, nella preghiera scritta appositamente per il popolo abruzzese vittima del terremoto del 6 aprile. Benedetto XVI è a Onna, in visita alla tendopoli, prima tappa della sua visita 'lampo' di circa 3 ore, nei luoghi del terremoto. Questo il testo integrale della preghiera di Ratzinger: "Affidiamo questi nostri cari a Te, Signore, sapendo che ai tuoi fedeli Tu non togli la vita ma la trasformi, e nel momento stesso in cui viene distrutta la dimora di questo nostro esilio sulla terra, Ti preoccupi di prepararne una eterna ed immortale in Paradiso. Padre Santo, Signore del cielo e della terra, ascolta il grido di dolore e di speranza, che si leva da questa comunità duramente provata dal terremoto! E' il grido silenzioso del sangue di madri, di padri, di giovani e anche di piccoli innocenti che sale da questa terra. Sono stati strappati all'affetto dei loro cari, accoglili tutti nella tua pace, Signore, che sei il Dio-con-noi, l'Amore capace di donare la vita senza fine. Abbiamo bisogno di Te e della Tua forza, perchè ci sentiamo piccoli e fragili di fronte alla morte; Ti preghiamo, aiutaci, perchè soltanto il Tuo sostegno può farci rialzare e indurci a riprendere insieme, tenendoci fiduciosi l'un l'altro per mano, il cammino della vita. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Salvatore, in cui rifulge la speranza della beata risurrezione. Amen!".
11:50 Scritto da: ritina5 in Papa Benedetto xvi | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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09/04/2009
PASSIONE DELL'UOMO, PASSIONE DI CRISTO

Il volantino di giudizio preparato da Comunione e Liberazione in merito ai tragici eventi che hanno colpito l'Abruzzo in questi giorni.
Ancora una volta siamo stati feriti nell’intimo del nostro essere da un evento sconvolgente. Così sconvolgente che è difficile sottrarsi alla domanda circa il suo significato, talmente supera la nostra capacità di comprensione.
La questione è tanto radicale quanto scomoda. Non possiamo cercare di chiuderla in fretta, desiderando di voltare pagina quanto prima per dimenticare. Non è ragionevole restare prigionieri di una emotività che ci soffoca, tanto meno spostare l’attenzione su eventuali responsabili.
La carità sterminata, che si è documentata in questi giorni come moto spontaneo e che sarà necessaria soprattutto nei prossimi mesi quando ci sarà più bisogno di aiuto, indica che la dimenticanza non è l’unica strada. Eppure neanche questa mossa è in grado di esaurire l’urgenza della domanda, suscitata dall’esperienza della nostra impotenza di fronte al terremoto.
Eventi come questo ci mettono davanti al mistero dell’esistenza, provocando la nostra ragione e la nostra libertà di uomini. Sprecare l’occasione di guardarlo in faccia ci lascerebbe ancora più smarriti e scettici. Ma per stare davanti al mistero dell’esistenza abbiamo bisogno di qualcosa di più della nostra pur giusta solidarietà. Da soli non possiamo.
La compagnia di Cristo - che è all’origine dell’amore all’uomo proprio del nostro popolo - si rivela ancora una volta decisiva nella nostra storia: una compagnia che dà senso alla vita e alla morte, alle vittime, ai sopravvissuti e a noi stessi, e sostiene la speranza.
L’imminenza della Pasqua acquista, allora, una nuova luce. «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8,32).
Comunione e Liberazione
Aprile 2009
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Per gli amici di CL:
Abbiamo ritenuto di promuovere nell’ambito del Movimento una raccolta straordinaria di fondi per sovvenire, nella misura del possibile, alle tante necessità – che hanno colpito anche molti nostri amici – conseguenti al sisma del 6 aprile.
Alle più immediate urgenze provvederemo con il Fondo Comune della Fraternità.
Quanto raccoglierete andrà versato esclusivamente su:
c/c bancario intestato a: Fraternità di C.L. – Emergenza Terremoto
IBAN: IT 48 Z0351201614000000008561
presso il Credito Artigiano SpA Sede di Milano Stelline
(per versamenti dall’estero: BIC SWIFT ARTIITM2)
In seguito segnaleremo tempestivamente le ulteriori richieste di aiuto secondo le modalità che i nostri amici dell’Abruzzo – passati questi primi giorni di emergenza – individueranno e riterranno più utili ed opportune.
* * * * *
Compagnia delle Opere Abruzzo Molise, Compagnia delle Opere nazionale e Banco Alimentare, per far fronte alle emergenze emerse a causa del terremoto, hanno messo in atto una serie di inziative che trovate dettagliatamente descritte nei rispettivi siti Internet:
www.cdoabruzzomolise.it
www.cdo.it
www.bancoalimentare.org
* * * * *
Il punto di riferimento per ogni necessità e iniziativa è la Sede CdO Abruzzo Molise, V.le Abruzzo n° 1 – 65016 Montesilvano (PE), tel. (+39) 085 4491848 dalle h. 15.00 alle h. 19.00; fax (+39) 085 4459961; http://www.cdoabruzzomolise.it
10:53 Scritto da: ritina5 in Comunione e Liberazione | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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20/11/2008
PER ELUANA
Non ci stiamo. Ci sono fatti che non si possono ridurre ad una semplice contrapposizione tra chi ha fede e chi no.
Ci sono fatti che, nel momento in cui creano un limite tra un “prima” e un “dopo”, interrogano anzitutto la ragione: la sentenza del caso Englaro è uno di questi.
Un confine è stato oltrepassato in ciò che sta alla base dell’umana convivenza. L’introduzione dell’eutanasia nel nostro Paese (perché di questo si tratta) avrà ben presto le sue ricadute maligne sull’intera società. Il suo impatto sulla vita di un intero popolo sarà pesante, si pensi all’importante, quanto urgente, questione educativa; nel momento in cui si impedisce di esercitare gratuitamente la carità a chi, in tutti questi anni, si è preso cura di Eluana, di fatto si trasmette un’immagine distorta della realtà: con che coraggio si potrà chiedere ai giovani il rispetto della vita propria e di quella altrui quando una donna viene fatta morire di fame e di sete con l'avallo dello Stato?
Non ci rassegniamo, dunque. Soprattutto non vogliamo rimanere spettatori passivi di tanta barbarie e proprio per questo riteniamo estremamente condivisibili le riflessioni espresse dalla Cei: “Si fa più urgente riflettere sulla convenienza di una legge sulla fine della vita, dai contenuti inequivocabili nella salvaguardia della vita stessa, da elaborare con il più ampio consenso possibile da parte di tutti gli uomini di buona volontà”. Una legge che sia tanto chiara quanto semplice. Una legge che oltre a vietare espressamente l’eutanasia, entri nel merito delle “dichiarazioni anticipate” chiarendo, in modo incontrovertibile, come la nutrizione artificiale sia un sostegno vitale e non una terapia medica (e quindi non può essere inclusa nelle “dichiarazioni anticipate”), e che tali “dichiarazioni” non devono essere vincolanti per il medico, ma solo indicazioni di cui tenere conto.
In funzione di tali ragioni SamizdatOnLine aderisce alla “Petizione per la vita e la dignità dell'uomo” lanciata da: Movimento per la vita italiano, Scienza&vita, Forum delle associazioni familiari e dalle associazioni per la vita e la famiglia di quindici Paesi europei.
INVITIAMO tutti gli uomini e donne di buona volontà a fare altrettanto:
- sottoscrivendo la “Petizione” online,
- aderendo all’iniziativa proposta da CulturaCattolica.it "Una candela accesa per Eluana"
- inviando una mail personale al Presidente della Repubblica ed a vari giornali.
20/11/2008
22:27 Scritto da: ritina5 in APPELLI | Link permanente | Commenti (9) | Trackback (0) | Segnala
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