19/09/2010

Manconi-Morresi a scuola

Dal verbale delle Regie Scuole Il Foglio, inizio d’anno scolastico 2010, classi speciali elementari per geni multitasking. In classe terza l’alunno Manconi s’è rifiutato come al solito di fare il compito di Bioetica Tecnologico- Razionale sul confronto (con dati) tra ricerca su staminali embrionali e staminali adulte. Appena la maestra ha dato il compito, ha sputazzato con una cerbottana fatta con la bic contro una compagna che subito l’ha aggredito spingendolo a terra: “Aaaahhh maeeeeeestra!!!! L’Assuntina m’ha dato una spintaaaaaa!!!!! E io non lo faccio il compito!” Maestra: “Assuntina va’ fuori!!! Manconi fai il compito!” Manconi: “No! sono indignato! E poi io so tutto, non ho bisogno di fare i compiti, non ho niente da mostrare.” Maestra: “Ma l’hai studiato il capitolo delle staminali o fai come sempre?” Assuntina (cantilenante): “Tanto non sa niente, Manconi non sa mai niente, Manconi non sa mai niente!” Maestra: “Assuntina va’ fuori t’ho detto! Dai Manconi, è un compito facile questo, è solo l’inizio anno… Non ti ricordi cos’è venuto fuori dalle ricerche? Dai è facile…” L’Assuntina (strillando trionfante): “…un cazzo di nulla!!!” Maestra: “Assuntina! Dal preside!” L’Assuntina: “No il preside no! mi fa paura il preside!” Manconi: “Ecco! brava maestra! Non si dicono le parolacce, brutt’Assuntina! (sottovoce) stronzina!” Assuntina: “Sei solo chiacchiere e distintivo, polletto, chiacchiere e distintivo!” Maestra: “Manconi, t’ho sentito! Anche tu dal preside! vi faccio sospendere tutt’e due!” Sono stati convocati immediatamente entrambi i genitori degli alunni dal preside Ferrara, che con la nuova riforma scolastica delibererà secondo coscienza ma solo dopo il viaggio di Benedetto XVI in Inghilterra, ma chiede a codesto ministero, tempestivamente e in conformità alla nuova riforma scolastica, indicazioni ulteriori sulle norme disciplinari inerenti alle scuole con classi speciali quale la scrivente. Corretti saluti.

Emmanuel Exitu, Roma

diavoletto

31/10/2009

Come può la scienza partorire come se fosse Dio le sue creature?

 

L’ultima scoperta annunciata nel campo della genetica è una vera diavoleria. Proprio in senso etimologico. Diavolo viene da “dia-ballein”, separare, dividere, spezzare. E che cosa c’è di più distruttivo, frantumante della natura umana che separare completamente il nascere di un bambino da qualsiasi padre o madre umani?

Questo è quanto annuncia il tabloid Mail citando la rivista Nature: la ricerca condotta alla Stanford University darebbe la possibilità di ottenere sperma e ovuli dalle cellule staminali. Insomma, questa scoperta implicherebbe la possibilità di generare bambini con macchina e alambicchi, cioè facendo a meno dei genitori. Naturalmente, per il momento, tutto questo è troppo scandaloso per essere digerito dall’uomo comune. Ed ecco allora all’opera, dopo il genio delle staminali, il genio del marketing. Si cerca di mostrare come tutto questo in fondo sia buono e giusto, perché - in attesa di arrivare a quell’esito favoloso (e orrendo) ma un pochino eticamente dubbio - intanto grazie a queste tecniche si può coadiuvare la terapia contro la sterilità.

I ricercatori avrebbero individuato il giusto mix di vitamine e componenti chimiche da far interagire con le cellule staminali per trasformarle in ovuli e sperma. Gli spermatozoi così ottenuti, dice la rivista, hanno la testa e la coda più piccola di quelli naturalì ma sembrano comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo.

Interessante: per aiutare la lotta contro la sterilità si usano cellule da embrioni. Si ammazzano esseri umani sia pur microscopici per consentire a qualcuno che è sterile di sperare di generare lui embrioni che magari invece di vagire dopo nove mesi, saranno anch’essi fatti a polpette per la salute di un altro pirla di maschio.

Scusate il linguaggio aspro. Ma la realtà deve pur essere comunciata con parole abbastanza furenti. Qui siamo ben oltre la fecondazione artificiale. In quel caso la riproduzione è semplicemente scissa dall’atto d’amore, ma il seme e l’ovulo restano comunque di un maschio e di una femmina identificabili, con un nome e un cognome. Qui siamo alla scienza che partorisce come se fosse Dio le sue creature.

Nella cultura classica, ben prima cioè del cristianesimo, questa pretesa di sostituirsi a Dio, di rubargli il fuoco della creazione, era chiamata “ybris”: ossia l’empietà, la rinuncia alla pietà che nasce dal rapporto tra un padre e un figlio.
Noi lo sappiamo bene cosa diranno gli scienziati di questa avanguardia mostruosa.

Sosterranno che l’uomo ha non solo il diritto, ma anche il dovere di andare oltre le colonne d’Ercole del vecchio sapere. In realtà questo non è un “andare oltre”, bensì un “andare contro”. Significa annichilire il senso della dipendenza che chi nasce ha dal padre e dalla madre. L’uomo diventa esperimento di se stesso.

Si sosterrà anche che poi resta comunque la libertà o meno di fruire di questi metodi, non sono mica obbligatori. Peccato che chi da questi strumenti eventualmente dovesse venire al mondo non l’avrà scelto. Nascerà non secondo natura, ma sulla base di protocolli di qualche imbecille gonfio di premi Nobel, e grazie a questi tizi diabolici gli sarà imposto un peso psicologico ed esistenziale che nessuno mai nella storia umana ha avuto. Ci sono stati molti casi infatti di bambini che non hanno conosciuto padre e madre, molti sono stati uccisi dal padre o dalla madre, oppure abbandonati. Non era mai successo che la fonte paterna e materna fosse occlusa in origine.

Resta un fatto però, quand’anche leggi assurde lo consentissero, o comunque qualcuno mettesse in pratica questi marchingegni diabolici per “fare un bambino”; resta il fatto che chi dovesse nascere anche in questa maniera abominevole sarebbe “fatto”, non costruito da sé, ma dipendente, bisognoso d’amore. Non un mostro ma pienamente uomo. E da uomo distruggerà quelle macchine che volevano sostituirsi al suo desiderio di essere figlio di una donna e di un uomo.

D Il Sussidiario

14:11 Scritto da: ritina5 in Biologilandia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bioetica, embrioni, scienza, follie | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

03/04/2009

COME PEZZI DI RICAMBIO

Semplicemente allucinante!

Davvero la vita finisce quando ha “perso significato”, come affermano certi politici e mass-media? E cosa fare di questa vita che “finisce” e ciononostante continua? Un’allarmante risposta indiretta viene dalla letteratura medica: un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM), spiega come stia entrando nell’uso per i trapianti l’asportazione di organi nei pazienti con gravissimi danni neurologici dopo il solo arresto cardiaco. “Nei protocolli per questo tipo di donazione di organi” spiega l’editoriale del NEJM “i pazienti che non sono in morte cerebrale ma su cui è in corso una sospensione dei trattamenti di supporto vitale, vengono monitorizzati per cogliere l’insorgenza di arresto cardiaco” e “sono dichiarati morti dopo 2-5 minuti dall’arresto cardiaco e gli organi vengono rimossi”. Continua così l’editoriale: ”Sebbene tutti concordino che molti pazienti possano essere ancora rianimati dopo 2-5 minuti di arresto cardiaco, i sostenitori di questi protocolli dicono che possono essere considerati morti perché è stata presa la decisione di non rianimarli”. Per i neonati, avverte James Bernat, sempre sul NEJM, il periodo scenderebbe a 75 secondi. Addirittura, si scrive, esistono protocolli in cui una volta dichiarata la morte cardiaca, viene garantita l’ossigenazione artificiale solo agli organi addominali da trapiantare occludendo l’aorta che porterebbe sangue a cuore e cervello, cosicché non si infici la dichiarazione di morte.  D’altronde, lasciando passare del tempo dopo l’arresto cardiaco, gli organi iniziano a deteriorarsi ed essere inservibili per un trapianto e inoltre qui si parla di persone con danni cerebrali gravissimi; ciononostante, dei problemi etici sono presenti. “Molti obietteranno che non si dovrebbero togliere gli organi e provocare così la morte.” Ma, si risponde, “nelle moderne rianimazioni le decisioni etiche sono già la causa terminale di morte”. E “sia che la morte avvenga come risultato di sospensione della ventilazione o di espianto di organi, la condizione perché sia etica è il consenso valido del paziente o del tutore. Col consenso non c’è danno o errore nel togliere gli organi prima della morte, sempre che si somministri anestesia. Con le giuste garanzie, per l’asportazione di organi non morirà nessuno che non sarebbe morto come risultato della sospensione delle cure vitali”.

E’ bene rileggere con calma queste parole, per vedere dove arriva la distanza tra la realtà clinica e quella dettata dalle condizioni di un’etica “utilitarista” oggi molto diffusa. D’altronde, sul sito Practical Ethics dell’Università di Oxford, eminenti filosofi così descrivono la situazione-trapianti: “C’è un altro modo più radicale per aumentare la raccolta di organi. Potremmo abbandonare il principio del donatore-morto. Potremmo per esempio permettere che gli organi vengano presi da persone che non sono in morte cerebrale, ma che hanno un danno cerebrale talmente grave che resteranno permanentemente incoscienti, come Terry Schiavo, che sarebbe stata lasciata comunque morire rimuovendo il trattamento medico”. Ecco allora che arriviamo al nocciolo della questione: l’utilitarismo etico che ingaggia la lotta col rispetto dell’integrità della persona. E ritornano in ballo i casi di Terry Schiavo e simili, su cui non ci si attarda a domandare le prove di una morte cerebrale, che vengono considerati socialmente morti quando morti non sono ancora; il tutto, magari per il bene di terzi.

Carlo Bellieni 

01:52 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bioetica, medicina, testamento biologico | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

19/12/2008

APPELLO PER LA VITA

r

Sacconi, un ministro coraggioso  

Ci vuole del sano coraggio, in tempi bui come questo, nel prendere posizioni controcorrente ..! E di tali ministri ha bisogno il popolo italiano.

Appezziamo la direttiva di carattere generale del ministro Sacconi - che ha risvolti anche sulla triste vicenda di Eluana Englaro - ed è un atto di indirizzo per garantire una uniformità di comportamento sul territorio nazionale. Si rivolge alle strutture sanitarie, nel pieno esercizio di una competenza che il ministro ha e giustamente esercita.

Anche il sottosegretario Roccella ha sottolineato fortemente la connotazione di politica sociale del provvedimento:"Si tratta dell’idea che la vita di Eluana e delle persone che vivono nella sua stessa condizione sia una vita di “serie B”, e quindi non degna di essere vissuta. Ma questo è un concetto umanamente e socialmente inaccettabile".

Condividiamo questo giudizio, e ci sentiamo totalmene a fianco di tutte le persone responsabili, politici, giornalisti o uomini comuni, che non abbiano timore nel chiamare le cose con il proprio nome ed agiscano di conseguenza; qualcuno sta cercando, consapevolmente o meno (!?) di strumentalizzare la vita di Eluana Englaro per porre in essere l'eutanasia.

Sosteniamo con forza l'operato del ministro Sacconi, chiedendo a tutti di far sentire la propria voce in merito.

SamizdatOnLine

Manda una mail copiando il testo sopraindicato, o scrivendone uno personale, ai seguenti indirizzi:

ufficiostampa@sanita.it
affariregionali@palazzochigi.it
lettere@avvenire.it
lettori@ilgiornale.it
lettere@ilfoglio.it
direttore@ilriformista.it
ed anche a: (con un semplice copia-incolla)
redazione.web@governo.it
urpminsalute@sanita.it
segreteriaufficiostampa@interno.it
lettere@corriere.it
rubrica.lettere@repubblica.it
lettere@lastampa.it
info@lucacoscioni.it
rubrica.lettere@europaquotidiano.it
lettere@altoadige.it
redazione@corrierecomo.it
cega@corriereromagna.it
lettere@ildomenicale.it
redazioneweb@eco.bg.it
info@gazzettadelsud.it
redazione.mn@gazzettadimantova.it
redazione.mo@gazzettadimodena.it
redazione.re@gazzettadireggio.it
lettere@bresciaoggi.it
ced@iltempo.it
lettere.al.direttore@gazzettino.it
bassano@gazzettino.it
politica@gazzettino.it
cronache@gazzettino.it
feltre@gazzettino.it
conegliano@gazzettino.it
padova@gazzettino.it
pordenone@gazzettino.it
roma@gazzettino.it
rovigo@gazzettino.it
treviso@gazzettino.it
udine@gazzettino.it
vicenza@gazzettino.it
andrea.tornielli@ilgiornale.it
redazione@giornale.it
redazione.web@ilgiornale.it
giornalecaserta@libero.it
segreteria@ilgiornaledelpiemonte.com
redazione@giornaletoscana.it
redazione@giornaledellumbria.it
redazione@giornaledibrescia.it
redazione@giornaledicalabria.net
segreteria@ilroma.net
segreteria.direzione@gds.it
gds@gds.it
red.bassano@ilgiornaledivicenza.it
redazione@Ilgiorno.it
redazione@ladige.it
legnostorto.com@libero.it
lettere@libero-news.eu
posta.lettori@messaggeroveneto.it
redazione@messaggeroveneto.it
lettere.fe@lanuovaferrara.it
nuova@nuovavenezia.it
lapadania@lapadania.net
ilpiave2@interfree.it
piccolo@ilpiccolo.it
segreteria.redazione@ilpiccolo.it
segreteria@ilrestodelcarlino.it
segreteria@ilsecoloxix.it
redazione@ilsecoloxix.it
redazione@romagnaoggi.it
news@infoverona.it
vita@vita.it
gveneta@pop.gpnet.it
redazione@gvonline.it
a.popolo@diocesi.it
direttore@lazione.it
ladifesa@diweb.it
ladifesa@pd.nettuno.it
lasettimana@lasettimana.ro.it
lavitacattolica@lavitacattolica.it
lasettimana@lasettimana.ro.it
lavocedeiberici@lavocedeiberici.it
direttore@lavitadelpopolo.it
vrfedele@tin.it
vitatrentina@vitatrentina.it

TV:
redazione@antenna3.it
striscia@mediaset.it
la7@la7.tv
mediasetonline@mediaset.it
redazionetg4@mediaset.it
redazionetg5@mediaset.it
canale5@mediaset.it
italia1@rti.it
ufficiostampa@rai.it
inforaiuno@rai.it
tgronline@rai.it
tg.telenova@stpauls.it
direttore@telepace.it

02:05 Scritto da: ritina5 in APPELLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cultura, bioetica, persone, società, politica | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

16/12/2008

UN LIBRO PER NATALE

 http://www.mclink.it/personal/MC2113/corso-ip1/libri.gif

Natale, nelle migliori intenzioni, dovrebbe essere un momento di tranquillità in cui gioire della vita che ci è stata donata. Magari allungando le gambe, seduti su una poltrona, al caldo, con tè, biscotti ed un buon libro.
Sappiamo tutti quanto questo spesso sia lontano dalla realtà. Ansie e preoccupazioni, crisi e influenze troppo spesso ci assillano e ci privano anche di questi momenti. Tuttavia, anche in mancanza di una poltrona, del tè e dei biscotti rimane sempre il buon libro. Quelli che seguono sono alcuni di quelli che soci di SamizdatOnLine hanno letto e ci raccomandano per esperienza diretta. Un consiglio può essere un dono piccolo, ma è fatto di cuore.
Ascoltatelo, e ci ringrazierete

* VITA E DESTINO Vasilij Grossman Biblioteca Adelphi pp. 827 euro 34
Leggerlo è salire un sentiero di montagna: faticoso e bello. La montagna è quella che hai dentro di te, e chiami coscienza del bene e del male. - da Vino e Mirra

* IL CANTO DELLE PIETRE Fernand Puillon Edizioni Lindau pp. 240 euro 19
Il romanzo tratta della costruzione dell'abbazia cistercense di Thoronet, ed è tutto incentrato sulla lotta che il monaco protagonista ingaggia con gli altri monaci, con la natura e con se stesso, diventando poi un viaggio dentro di sè e vagliante il rapporto uomo-Dio. - da Kukulcan

* LA SCHIENA DI PARKER Flannery O'Connor Edizioni BUR pp. 396 euro 10,80
C'è una grande apertura al Mistero - sempre imprevedibile e inatteso - dell'esistenza. Come le certezze acquisite traballino, e la necessità dell'attesa e dell'attenzione alle circostanze sia l'unica chance per cogliere il senso della vita. Profondamente realista! - da Graziella

* LIBERI Storie e testimonianze dalla Russia Parravicini Giovanna ed. BUR Collana dello Spirito Cristiano pp. 176 eur 9 Forse, il segreto desiderio della vita di ogni uomo è di assistere ad un miracolo, più profondamente è di essere partecipi di questo 'miracolo', della manifestazione del Mistero nella vita. In questo libro, Giovanna Parravicini ci racconta il 'miracolo' di libertà di alcune delle personalità più significative del dissenso in Unione Sovietica, che ha conosciuto, incontrato, con alcune delle quali ha allacciato rapporti profondi e sta costruendo ora un nuovo pezzo di storia. - da Secolo XX e dintorni

* UN VARCO NEL MURO Ester Capucciati Ares pp. 152 eur 12
Sono rimasta incantata dalla passione che l'autrice mette nell'educare, dalla passione nel trasmettere la propria fede ai ragazzi, dal suo coraggioso tentativo di far percepire loro quella grande domanda del senso della vita che ogni uomo ha dentro e di cui invece i giovani ignorano addirittura l'esistenza. - da Quid est veritas

* MI MANCANO SOLO LE HAWAII Maurizio Riro Maniscalco Ed. SEF pp. 174 eur 10
L'inserirsi del protagonista con curiosità nella realtà americana, lo porta a scoperte importanti, sopra ogni immaginazione. E' interessante vedere come il cristiano guarda alla realtà tutta, senza censurare nulla, con un giudizio. - da Sguardoleale

* STO REGISTRANDO TUTTO PER L'ETERNITA' Lettere Graziano Grazzini Itaca pp. 72 eur 10
Smuove le corde del cuore e ci interroga sul senso e il Mistero della vita e della morte, dominati paradossalmente dalla speranza e dal fatto che niente è a caso e che tutto si trova in buone mani e che il tempo farà capire il senso delle cose e avvenimenti, se si è aperti con una domanda leale perchè la vita sia grande. - da Politicus

* ALIAS AGENTE BETULLA - Storia di uno 007 italiano Renato Farina Ed. Piemme pp. 223 eur 14,50
L'autore é sincero e racconta i guai del nostro Paese in maniera disincantata e addolorata, guardando alla bontà di ogni singola persona incontrata (Giussani e Piccinini, e poi Feltri e un amico di Al Jazeera). Per chi voglia capire di più i retroscena della guerra in Iraq, in Kosovo e la posizione di certa magistratura, certo mondo giornalistico e politico che ci circonda. - da Aqua

* INDAGINE SU GESU' Antonio Socci Ed. Rizzoli pp. 352 eur 18,50
Socci affronta il più grande mistero di Gesù: la sua resurrezione. La scoperta delle prove antiche e di quelle attuali è un’avventura sorprendente. Un caso unico nella storia che non ha spiegazione umana. - da Il Fromboliere

* IL PROTAGONISTA DELLA STORIA Josè Garcia BUR pp. 456 eur 11
l libro è l'antidoto indispensabile a danbrownismi, explorerismi e alle altre baggianate massmediatiche con cui pseudostorici improvvisati e ideologi vari cercano di imbottirci. Quello che ci viene restituita è la certezza stupita di un avvenimento che ha bisecato il tempo. Un avvenimento, un uomo storico, un Dio da amare; e tutto il resto viene di conseguenza. - da Berlicche

* COME NASCE E VIVE UNA COMUNITA' CRISTIANA Angelo Scola Ed. Marcianum Press pp. 164 eur 10
Un agile libretto che raccoglie le riflessioni del Patriarca di Venezia durante la "Scuola di Metodo" tenuta per la sua diocesi. E' un libro che contiene riflessioni profonde ma anche molto esistenziali, e quindi un dialogo su temi che sono l'essenza del cristianesimo. Si legge in un attimo, ma poi viene voglia di riprendere diversi brani per approfondirli. - da Yellow and White

* PECORE E PASTORI Riflessioni sul gregge di Cristo Giacomo Biffi Ed Cantagalli pp. 256 eur 13,80
E’ in atto oggi una violenta e sistematica aggressione alla Chiesa, che si esprime e si rifinisce quotidianamente in qualche nuovo atto di ostilità; ed è stupefacente che la cristianità (..) non mostra di rendersene conto in misura adeguata. - da Anerella

* SUNSET LIMITED McCarthy Cormac Einaudi pp. 120 eur 10
Quella mattina Bianco ha tentato di uccidersi, Nero l'ha salvato prima che si gettasse sotto la metro. Ora i due uomini sono in un piccolo appartamento di New York, seduti intorno al tavolo. Sul tavolo una Bibbia. Un confronto serrato, alla fine ognuno avrà quello che vuole chi la certezza della vita, chi il dubbio della morte, rimarrà la libertà senza rapporto. - da Factum

* IL NEMICO M.D. O' Brien Ed. San Paolo pp. 552 eur 19,50
Un libro denso di dialoghi ben scritti e senza fronzoli che fa riflettere su quale sia davvero il nocciolo nudo e crudo di Gesù Cristo. Ovvero è un libro che fa porre continuamente la domanda: "Ma, io, oggi, da che cosa lo riconoscerei davvero? Come farei ad accorgermi invece della menzogna detta in Suo nome?" - da Pepe

* EVERYMAN Philip Roth Einaudi pp. 124 eur 13,50
- da Censurarossa

* ECCO, IO VEDO I CIELI APERTI Raffaele Talmelli Edizioni OCD pp. 264 eur 12
il libro tratta del discernimento, tramite Magistero e medicina (fides et ratio) dei fenomeni mistici e diabolici - da Sindrome post aborto

06/12/2008

IL BIG BANG DELLA VITA

http://media.focus.it/allegati/182574.JPG

Forse quella foto al microscopio del concepimento
è come un'istantanea dello sguardo di Dio su di noi

di Marina Corradi
Sfogliando il quotidiano francese La Croix ti imbatti distrattamente in una immagine al microscopio dell'istante di un concepimento. La guardi, giri la pagina, ti fermi, torni indietro. Nella foto ingrandita migliaia di volte l'ovulo femminile è una sfera porosa, rossastra, come un Marte ferrigno, attorno a cui uno sciame infinito di spermatozoi danza, ciascuno spasmodicamente teso alla conquista. (Sembrano meteoriti impazzite, scagliate il giorno della creazione addosso a un mondo che da quell'urto verrà generato). Uno, uno solo di quei milioni di candidi girini espugnerà la cellula, che fecondata si chiuderà come una fortezza alle pretese di altri invasori. Uno, uno solo dei pretendenti penetrerà nello sferico pianeta inerte, in attesa; un solo figlio nascerà, diverso da ogni altro e dai suoi stessi fratelli. Vertigine: nel buio, in una frazione di istante, inizia un uomo.
Non sei più distratta ora, quella immagine ti ha come risvegliato. Ti resta in mente come un sacro rito la danza frenetica dello stormo di semi bianchi dalle sottili code nervose. Che ansia di vita nel loro avventarsi sulla superficie calma della cellula femmina. Chi, tra i milioni, vincerà e uscirà dal nulla?
Vertigine. Un universo nascente in un decimo di millimetro si affaccia nella foto. Ignara anche la madre, in quell'istante; nessuno sa, e che silenzio nel buio del grembo, solo attraversato dal sordo eco del battito del cuore. Nessuno vede. Un attimo prima era soltanto un incrociarsi di pura materia: ossigeno, anidride carbonica, proteine. Un momento dopo lo zigote ha già scritta dentro l'eredità di suo padre e sua madre, e comincia i suoi nove mesi di cammino. Un momento prima non c'era nulla, ora c'è il preciso disegno di un uomo: maschio, biondo, gli occhi scuri, uguale a nessuno. Così è stato ogni volta, per miliardi di volte. Così siamo stati tutti. Eroi e assassini, santi, poeti, poveracci, criminali, e tuo padre e tua madre: tutti, un giorno, invisibili pianeti circondati da schiere ardenti di invasori. Vertigine: una frazione di secondo decide. Sarà. Quello e non un altro, e uguale a nessuno.
Ma, ancora, non è tutto. L'immagine del segreto individuale Big Bang non ti abbandona. Cosa ti meraviglia tanto? Di foto così con i moderni strumenti se ne fanno a milioni. È che ti viene in mente un verso dell'Antico Testamento: «Prima di formarti nelle viscere di tua madre, Io ti conoscevo». Il Dio del profeta Geremia parlava di questo stesso istante colto da un microscopio, nell'anno 2008.
Prima che tu prendessi forma, io ti avevo già visto, io ti sapevo. Quella foto potrebbe essere il modo in cui ci guarda Dio, nell'attimo del principio. Della vorace danza dei semi già sapendo l'esito, e guidando il destino. Sarà, vivrà, "questo" uomo – come lui, nessuno.  
Grazie a Tempi

14:28 Scritto da: ritina5 in Eventi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cultura, bioetica, persone, società, politica | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

01/12/2008

CHI E' "PERSONA" E CHI NON LO E'


http://www.dalco.it/img_dalco/persone.jpg
*di Carlo Valerio Bellieni

ROMA, domenica, 30 novembre 2008 (ZENIT.org).- Stiamo assistendo in Italia e all'estero al ritorno di un'antistorica divisione tra chi è "persona" e chi non lo è. A certe dichiarazioni di questo tenore rispondono sdegnati soprattutto le persone disabili che sentono sulla propria carne il peso della discriminazione e i genitori dei bambini prematuri che combattono giorno per giorno una lotta solitaria per far riconoscere il diritto alla piena assistenza ai loro piccoli.
In realtà indignarsi è giusto, stupirsi un po' meno, perché ormai da anni stiamo assistendo a questa erosione del "diritto di cittadinanza" tra gli esseri umani, iniziata con i bambini non ancora nati, seguita poi da tutti coloro che non hanno "capacità di autonomia", secondo certi filosofi.
Nel 1996 il prof. J. Maroteau, studioso di nanismo, pubblicava sulla rivista Archives de Pédiatrie un editoriale intitolato "J'accuse!", che aveva come sottotitolo: "La bassa statura ha ancora diritto di cittadinanza?". Si riferiva proprio agli aborti selettivi fatti in caso di nanismo. Era un primo segnale d'allarme.
Ma bisogna far chiarezza, perché spesso usiamo la parola "persona" senza essere ben coscienti delle implicazioni che questo genera.
Per gli antichi romani la parola persona esisteva, ma significava semplicemente "maschera", perché indicava la maschera che gli attori mettevano in faccia per amplificare, far risuonare (per-sonare) la loro voce nei teatri. Passò del tempo e il termine si colorò di significato filosofico per opera dei cristiani del Medioevo che Severino Boezio (476-525 d.C.) sintetizzò definendo la parola persona come "l'individuo appartenente a quel livello della natura che possiede razionalità" (Individua substantia naturae rationalis).
Questa definizione, spiega che per essere definito persona, un soggetto deve avere due caratteristiche: deve essere un individuo (e non una parte di un individuo), e deve avere natura razionale. Quest'ultima cosa significa semplicemente che la razionalità deve essere nella natura dell'individuo di cui si parla, ma non necessariamente egli (per l'età, per una malattia, magari perché sta dormendo) deve esprimerla adesso.
La prima conseguenza di questo fu che tutti, ma proprio tutti gli esseri umani si ritrovavano sullo stesso livello: non era mai successo nella storia della filosofia. Uomini e donne, schiavi e liberi, bambini, etnie diverse, malati tutti ricadevano nella stessa definizione: una delle più grandi rivoluzioni del pensiero occidentale: veniva reso in termini filosofici quanto era scritto nel Vangelo.
Da allora, tutte le persone sono divenute parimenti sacre, cioè con pari diritti e pari intangibilità degli stessi, tanto che per poter nuocere con la violenza ad un'etnia bisognava inventarsi una qualche forma per screditarla in modo così profondo (e inverosimile) da farle perdere il titolo di "persona". Ne abbiamo esempi tragici nella storia anche recente.
Ma oggi, non potendo negare che dal concepimento siamo di fronte ad un nuovo essere umano (è così chiara l'evidenza scientifica!), si fa passare l'idea che non tutti gli esseri umani sono uguali, ma certuni non meritano il titolo di "persona", stravolgendo l'idea originaria da cui questo termine era nato. Non più "tutti sono persone", ma "sono persone solo coloro che hanno autocoscienza" e non un'autocoscienza potenziale, ma solo coloro che l'esercitano di fatto, qui, ora. Chi non è persona, finisce con l'avere meno diritti degli altri, ed ecco i trattamenti scadenti del dolore, ecco la minor attenzione alla depressione (recentemente riportata dal Lancet e da Le Monde), alla sofferenza, e all'interpretazione dei bisogni di chi non si sa esprimere.
E' un vento che richiede un cambiamento di rotta, almeno pretendendo che in ogni discussione in cui si afferma che certi individui (spesso questo ragionamento viene fatto per gli embrioni e i feti) non sono persone, chi sostiene queste tesi spieghi chiaramente "chi" è persona per lui. E sarà facile che si assista a discorsi molto fragili che finiscono col colpire certe minoranze o certi tipi di malati, o anche certe età della vita, mostrando l'inconsistenza di un ragionamento "erosivo" del diritto di cittadinanza.
Come ho già spiegato, deve essere difeso dalla retta coscienza un semplice concetto: o tutti siamo una risorsa (cioè delle persone), o tutti siamo da buttar via, perché non esiste a livello ontologico e scientifico una bacchetta magica che faccia diventare "persona" chi non lo è.
Non fa fare questo salto l'aria che entra nei polmoni alla nascita, la luce che tocca gli occhi al momento di uscire dall'utero, l'etnia, ma neanche il livello di intelligenza o di autonomia.

*Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro Vita.
Fonte Zenit

14:31 Scritto da: ritina5 in Persone | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cultura, bioetica, persone, società, politica | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook