30/09/2010

La Bibbia rap

buddy.jpgBrani dell'Antico e Nuovo Testamento ora ascoltabili in versione rap


Famiglia cristiana ha lanciato la Bibbia Pocket al modico prezzo di 7,90 euro. La mini Bibbia (570 grammi) si trova anche nei supermercati, negli aeroporti, negli autogrill. Alcuni tra i più famosi brani dell’Antico e Nuovo Testamento si possono sentire anche con file audio via radio o internet in versione rap (il titolo dell’iniziativa è “Paroladidio” scritto tutto attaccato). Meravigliosa la versione rap del versetto «Io sono colui che sono/ Questo è il mio nome per sempre/ e questo è il mio ricordo/ di generazione in generazione».

Dj gesù Frotte di giovani che fino a ieri pensavano che la Chiesa fosse oscurantistacolpevoledell’inquisizioneiocredoinDiomanonnelPapa (scritto tutto attaccato, ma con le maiuscole), dopo l’iniziativa Paroladidio (scritto tutto attaccato e con la “d” minuscola), si sono convertiti alla parola di dj Gesù. La Messa sarà un po’ una Love Parade, il catechismo una versione dance della waka waka, il Vangelo l’ultima canzone di Jovanotti. E anche tu fratello/ con questa nuova evangelizzazione/ se della “compa” eri lo zimbello/ ora sei il più coglione.

31/10/2009

Come può la scienza partorire come se fosse Dio le sue creature?

 

L’ultima scoperta annunciata nel campo della genetica è una vera diavoleria. Proprio in senso etimologico. Diavolo viene da “dia-ballein”, separare, dividere, spezzare. E che cosa c’è di più distruttivo, frantumante della natura umana che separare completamente il nascere di un bambino da qualsiasi padre o madre umani?

Questo è quanto annuncia il tabloid Mail citando la rivista Nature: la ricerca condotta alla Stanford University darebbe la possibilità di ottenere sperma e ovuli dalle cellule staminali. Insomma, questa scoperta implicherebbe la possibilità di generare bambini con macchina e alambicchi, cioè facendo a meno dei genitori. Naturalmente, per il momento, tutto questo è troppo scandaloso per essere digerito dall’uomo comune. Ed ecco allora all’opera, dopo il genio delle staminali, il genio del marketing. Si cerca di mostrare come tutto questo in fondo sia buono e giusto, perché - in attesa di arrivare a quell’esito favoloso (e orrendo) ma un pochino eticamente dubbio - intanto grazie a queste tecniche si può coadiuvare la terapia contro la sterilità.

I ricercatori avrebbero individuato il giusto mix di vitamine e componenti chimiche da far interagire con le cellule staminali per trasformarle in ovuli e sperma. Gli spermatozoi così ottenuti, dice la rivista, hanno la testa e la coda più piccola di quelli naturalì ma sembrano comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo.

Interessante: per aiutare la lotta contro la sterilità si usano cellule da embrioni. Si ammazzano esseri umani sia pur microscopici per consentire a qualcuno che è sterile di sperare di generare lui embrioni che magari invece di vagire dopo nove mesi, saranno anch’essi fatti a polpette per la salute di un altro pirla di maschio.

Scusate il linguaggio aspro. Ma la realtà deve pur essere comunciata con parole abbastanza furenti. Qui siamo ben oltre la fecondazione artificiale. In quel caso la riproduzione è semplicemente scissa dall’atto d’amore, ma il seme e l’ovulo restano comunque di un maschio e di una femmina identificabili, con un nome e un cognome. Qui siamo alla scienza che partorisce come se fosse Dio le sue creature.

Nella cultura classica, ben prima cioè del cristianesimo, questa pretesa di sostituirsi a Dio, di rubargli il fuoco della creazione, era chiamata “ybris”: ossia l’empietà, la rinuncia alla pietà che nasce dal rapporto tra un padre e un figlio.
Noi lo sappiamo bene cosa diranno gli scienziati di questa avanguardia mostruosa.

Sosterranno che l’uomo ha non solo il diritto, ma anche il dovere di andare oltre le colonne d’Ercole del vecchio sapere. In realtà questo non è un “andare oltre”, bensì un “andare contro”. Significa annichilire il senso della dipendenza che chi nasce ha dal padre e dalla madre. L’uomo diventa esperimento di se stesso.

Si sosterrà anche che poi resta comunque la libertà o meno di fruire di questi metodi, non sono mica obbligatori. Peccato che chi da questi strumenti eventualmente dovesse venire al mondo non l’avrà scelto. Nascerà non secondo natura, ma sulla base di protocolli di qualche imbecille gonfio di premi Nobel, e grazie a questi tizi diabolici gli sarà imposto un peso psicologico ed esistenziale che nessuno mai nella storia umana ha avuto. Ci sono stati molti casi infatti di bambini che non hanno conosciuto padre e madre, molti sono stati uccisi dal padre o dalla madre, oppure abbandonati. Non era mai successo che la fonte paterna e materna fosse occlusa in origine.

Resta un fatto però, quand’anche leggi assurde lo consentissero, o comunque qualcuno mettesse in pratica questi marchingegni diabolici per “fare un bambino”; resta il fatto che chi dovesse nascere anche in questa maniera abominevole sarebbe “fatto”, non costruito da sé, ma dipendente, bisognoso d’amore. Non un mostro ma pienamente uomo. E da uomo distruggerà quelle macchine che volevano sostituirsi al suo desiderio di essere figlio di una donna e di un uomo.

D Il Sussidiario

14:11 Scritto da: ritina5 in Biologilandia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bioetica, embrioni, scienza, follie | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

24/10/2009

Sesso, droga e rock’ n’roll

 

http://www.savethedate.it/pictures/20090914/msiex_1.jpeg

Ma cosa sta succedendo nel nostro Bel Paese? A leggere i giornali sembra che siamo tutti affetti da un terribile morbo: il Prurito Guardonesco. Gli occhi si sono strabuzzati a furia di sbirciare dal buco delle serrature. Le orecchie appuntite come Spock, per cogliere il più tenue sospiro godereccio. Le dita anchilosate sulla tastierina dei cellulari, per carpire foto e filmini, tutti rigorosamente a luci del color del sangue.

Ci abbiamo pure il Garante della privatezza, ma se ti scappa una puzzetta diventa immediatamente di dominio pubblico e l’inchiostro scorre a fiumi dalle penne sbavaveleno di Repubblica & Company. Ormai si gioca sporco, senza pudore e senza responsabilità. Vogliono la libertà di stampa come oo7 voleva la licenza di uccidere; perché ne uccide più la penna che la spada.

Siamo subissati dai moralisti che, da dietro le loro spaziose e costose scrivanie, pianificano la Calunnia, sguizzagliando i loro cani da tartufo ovunque. Persino nei cessi li trovi. Si nascondono anche nella merda pur di fare uno scoop.

Ricatti, ricattati, escort – che una volta si chiamavano puttane o, se si voleva essere gentili, donnine allegre – luci rosse, auto blu, polvere bianca… un arcobaleno! Mutande, canottiere, reggipetti, calzini – coi legittimi proprietari – innalzati come un gran pavese sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi; neanche la Benemerita è restata immune; è caduto il mito di Don Matteo e del Maresciallo Rocca…

I moralizzatori della Cosa Pubblica hanno dimenticato che l’uomo è fatto così; desidera, aspira all’infinito e si nutre, si accontenta della merda.

Abbiamo avuto, nel nostro Parlamento, amanti di capi comunisti, suffragette femministe, digiunatori che di notte si abbuffavano del più pregiato pesce, spogliarelliste e porno-star, terroristi e bombaroli, zoccole, ricchioni, lesbiche e mafiosi; una fiera delle vanità da far rabbrividire, ma si rispettava la privacy. Si sapeva ma non si diceva, o si accennava a malappena… Ora si usa a chi morde più a fondo, a chi procura ferite più dilanianti.

Siamo tutti dei poveracci, tutti bisognosi di essere salvati dalla nostra natura ferita e bacata; chi è senza peccato scagli la prima pietra…

Non si puo’, non si puo’ continuare così! Ci stiamo aprendo un baratro sotto i piedi.

Mi meraviglio che, proprio chi pretende un sistema, una società così perfetta da non aver più bisogno di essere buoni (Eliot), ci affligga di continuo con pubblicità a sfondo erotico, che anche per venderti un biberon per neonati ti sbattono sotto gli occhi le zinne della madre. Lo fanno per ingolosire e incitare all’acquisto; e quando un poveraccio compra sia il biberon che le zinne, si grida allo scandalo, ci si straccia le vesti e si distrugge impunemente la reputazione del “nemico”.

Invito la gente normale, la gente-gente, quella come me che si nutre di ben altro che di quello ammannitoci dai media gossippari, di non comprare e non leggere più i giornali. Così loro se la dicano e loro se la cantino. Cambino mestiere che la terra è pronta per essere vangata, dopo le abbondanti piogge autunnali!

28/09/2009

Lo sapevate? Un vero matematico non può essere credente. L’attacco di Odifreddi a Israel


Possibile che un uomo astuto come Piergiorgio Odifreddi, rotto a tutte le matematiche del successo, inciampi così rovinosamente in un caso palese di odio personale, ma in fondo anche mistico, anche – Dio ci scusi – di razzismo religioso. Non scrivo antisemita perché poi mi fulminano, ma il sospetto ce l’ho…

Il fatto è questo. Anzi l’antefatto. Il professor Giorgio Israel, insigne matematico, nonché collaboratore del ministro Mariastella Gelmini, viene accusato in maniera ignobile e anonima, proprio per il contributo dato alla riforma delle scuole superiori. Il nome non inganna: Israel è ebreo, e per di più non è di sinistra, dà una mano (istituzionalmente) al governo Berlusconi.

Bersaglio perfetto delle classiche accuse sugli ebrei da far fuori. Sui blog viene anonimamente preso di mira con queste parole studiatamente infami: “Dicono sia lui il vero autore della riforma Gelmini. Non ti è venuto il prurito a leggerne il cognome?”. E via così. A questo punto Odifreddi interviene a difendere il matematico, docente alla Sapienza, solidarizza contro questo assalto antisemita.

Si capisce però che la cosa non gli va, gli sta qui. Israel porta questo nome con cognizione di fede, non se lo trascina come un attributo secondario, è la sua essenza di uomo.

Odifreddi al contrario è un militante dell’ateismo. Ce l’ha a morte con la Bibbia (in particolare con il cattolicesimo, ma anche con Abramo e i suoi primi seguaci nonché fratelli maggiori dei cristiani, non scherza). Ed allora esplode.

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Da Il Sussidiario

17/09/2009

Dieci cose Dieci

http://www.thinkcreative.it/wp-content/uploads/2008/11/spam.jpg

L’amico Maturin mi ha segnalato per una “catena” virtuale;

dire dieci cose che mi caratterizzano. Non è facile; come “ridurmi” a dieci cose? Ognuno di noi meriterebbe un romanzo a puntate oppure una soap-opera, con l’Ego spropositato che ci affligge! Bho, mo’ ce provo…

1) Mi nutro di gelato al cioccolato e di libri. Ne leggo almeno tre in contemporanea e non perdo neanche il filo!

2) Sono una simpatica rompipalle (dicono); comprensiva, non tengo il broncio, mi piace ascoltare… ma rompo le palle. Non mi piace dare consigli ne riceverne; odio le “istruzioni per l’uso”; preferisco adottare il metodo che mi viene suggerito dalla circostanza che accade. Non mi sento “programmata per…”

3) Amo la solitudine, ma resta un pio desiderio; tanti, tanti, tanti amici. Amici vicini e amici lontani, reali e virtuali; vecchi e nuovi, in poca o molta sintonia, ma sempre amici.

4) L’occupazione che preferisco e pensare (ma non mi faccio venire il mal di testa); il massimo della goduria? Un cestino di frutta secca, un buon bicchiere di vino rosso (ma buono, eh!), le mie sigarette e il caminetto acceso, con sottofondo musicale di Lucio Battisti o guardando il mio Milan che vince la Champion!

5) Mi piace cucinare, strimpellare con la chitarra, scrivere poesie, racconti… e cantare. Quando mi piace cantare! Mi piacerebbe anche danzare, oh, se mi piacerebbe!

6) Odio i film d’amore, i romanzi d’amore, le scene d’amore, le fiction; cioè odio tutto il romanticume. Il libro più bello sull’amore? Annuncio a Maria di Claudel.

7) Mi piacciono i films in bianco e nero, le foto in bianco e nero, ma la vita mi piace a colori.

8) Da giovanissima sognavo di essere un grande medico alla “E le stelle stanno a guardare”, un grande pugile come Cassius Clay, un caw-boy alla Tex Willer, una grande missionaria come Francesca Cabrini… Niente di tutto ciò si è realizzato. Che dite, è preoccupante che sognavo di essere un maschio?

9) Amo i fiori, le piante… ma non possiedo il pollice, e neppure il mignolo verde; si seccano subito. Solo il basilico resiste imperterrito!

10) Non ho paura di niente, neanche delle malattie; ma una fobia ce l’ho: I PENNUTI!!!

11) Tutto qui? Nooooo, c’è di tutto e di più!


Ora passiamo ai blog a cui consegnare il “testimone” (spero non mi maledicano…).

A tempo di Blog

Un luogo virtuale in cui si viene contagiati dalla serenità.

La Verità vi farà liberi

Un Amicus intelligente, colto, ironico. Di grande spessore, colmo di musica bella!

Alza Lo Sguardo

Una possibilità di viaggiare nel Paese dell’Anima.

Ciellino

Mi piace, mi piace, mi piace. E’ un po’ il mio pane quotidiano!

Cogitor

La saggezza della fede che da forma alle cose quotiane.

Diario Fenomenologico

Uno spazio in cui ci si sente “a casa”, dove l’umano non è mortificato.

La Roccia Splendente


E’ la mia “enciclopedia”; la Bellezza fatta scrittura.
Sivan

Un giudizio cristiano sulla realtà; “politicamente scorretto”ma dice il vero!

StellaNuova

Dolcissima amica, giovane e battagliera come Giovanna D’Arco.

Racconti Quotidiani

La bellezza e la profondità delle piccole cose che nutrono il cuore.

Tutto è compiuto; ho sudato le proverbiali sette camice ma ho assolto il mio compito. Non importa l’esito, importa … l’Obbedienza!


Ciao Maturin, grazie!


03/05/2009

"QUESTI FANTASMI"!

http://www.paranormale.com/foto/040807_chiesa.jpg

Ho letto su Il Giornale
di stamattina, questo gustoso articolo di Stefano Lorenzetto, che racconta di "comunicazioni paranormali" del mito dei giornalisti: Intro Montanelli.
Mah, che vi devo dì?... Finchè c'è fede c'è speranza!

"Alle 16.35 del 22 aprile, giorno in cui avrebbe compiuto 100 anni, Indro Montanelli ha detto: «Sono molto felice di essere così amato e pensato. Io so tutto quello che state facendo. Mi piacerebbe parlare martedì in diretta per telefono perché devo dire quattro parole a Lorenzetto. Così non avrà più dubbi». Lo ha detto a un suo ex redattore, Nicola Fudoli, originario di Ciminà (Reggio Calabria), sposato, due figlie, che abita a Milano e che di anni ne ha compiuti 76 lo scorso gennaio. Due giorni prima, il 20 aprile, il caro estinto aveva detto allo stesso Fudoli: «Sono felice che finalmente si siano decisi a fare il lavoro giusto. Verrà un bell’articolo». Parlava di Mario Giordano, il direttore seduto da 19 mesi al posto che fu suo qui al Giornale, e del sottoscritto. Secondo me si sbagliava. Siamo tanto indecisi, non so se sia il lavoro giusto e temo che alla fine non verrà fuori un bell’articolo. Ma in qualche modo glielo dovevamo. Al Fondatore, intendo. Dall’aldilà ci teneva a far sapere questo a voi, i suoi inconsolabili lettori: «Io sto benissimo, sono alla luce e splendo di luce perpetua. Qui tutto è una meraviglia». Potevamo tenercelo per noi? Ci abbiamo meditato a lungo. Ma dài, ma no, ma ti pare. Alla fine ci siamo buttati. I tipi italiani sono così da 450 settimane: prendere o lasciare.
Tutto comincia un mese fa, quando mi telefona Adele Perego, che non sentivo da anni. Dalla fondazione del Giornale fino al 2002 è stata la segretaria di tutti gli amministratori delegati di questo quotidiano. Mi parla di Fudoli, che io non ho mai conosciuto: «Vorrebbe esporle una vicenda molto delicata, della quale anch’io sono stata testimone. Ma teme d’essere frainteso, ha persino paura a telefonarle». Tranquillizzi Fudoli, le rispondo, e gli dica di chiamarmi quando vuole.
L’anziano collega si fa vivo dopo qualche giorno. Passiamo subito al tu, il pronome personale d’ordinanza fra giornalisti. A fatica riesco a strappargli l’oggetto dell’ipotetica conversazione che dovremmo avere: «C’è di mezzo Montanelli». In che senso? «Mi parla dal paradiso». Questo qui è suonato, penso fra me. Però penso anche che in Italia abbiamo dato la prima pagina a un presidente del Consiglio persuaso d’aver individuato durante una seduta spiritica il luogo dove le Brigate rosse tenevano prigioniero Aldo Moro. Perché Romano Prodi sì e Nicola Fudoli no? «Non si tratta assolutamente di sedute spiritiche», s’inalbera il mio interlocutore. «Né medium, né piattini, né tavolini a tre gambe. Tutto avviene nella grazia di Dio, dopo aver fatto il segno di croce e recitato un Pater, un’Ave e un Gloria».
Prendo informazioni su Fudoli da coloro che hanno lavorato al Giornale prima che ci arrivassi io. Nessuno è a conoscenza di turbe psichiche attuali o pregresse. Curriculum rispettabile: giornalista dal 1953, esordio alla Gazzetta del Sud di Messina, parentesi alla Tribuna del Mezzogiorno, quindi all’Ora di Palermo; poi nel 1970, con i soldi dell’armatore repubblicano Amedeo Matacena, fondatore e direttore di Nuovo Sud, il quotidiano della rivolta popolare in difesa di Reggio Calabria capoluogo; trasloco all’Arena di Verona, da dove - su raccomandazione dello scrittore Cesare Marchi, grande amico di Montanelli - emigra a Milano, al

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22/01/2009

NAIN CANEM IN CHIESAM!

http://farm2.static.flickr.com/1421/1397950734_a2a0a715cf.jpg?v=0

Forse qualcuno ricorda i grandi Totò e Vittorio De Sica nel film I due Marescialli.

C’è una scena in cui i nazi-fascisti tentano di catturare un gruppetto di dissidenti; una ragazza ebrea col fidanzatino rivoluzionario, un soldato americano sperso, un paio di antifascisti nostrani, un povero parroco che li nasconde in chiesa, Totò, ladruncolo vestito da maresciallo, De Sica, maresciallo vestito da prete.

Soldati tedeschi e camicie nere italiane sguinzagliano i cani da fiuto per stanarli; Totò, disperato, tenta di dissuadere la milizia dicendo- con un latino tutto decurtisiano- quanto sia disdicevole che dei cani entrino in chiesa; “Nain canem in chiesam!”, urla; ma gli inseguitori se ne impipano e proseguono…

Stamattina nella trasmissione di Canale Cinque, Forum, se ne sono dette e sentite di tutto e di più.

In una delle cause in discussione una donna chiedeva di poter partecipare alla Santa Messa in compagnia del proprio cane; la Perpetua della chiesa frequentata dall’amante dell’animale si opponeva. Ne è seguita una discussione illuminante.

“I bambini danno più fastidio dei cani, quando scorrazzano per le navate; tenerli lontano dai luoghi di culto, please!

Qualcuno è allergico ai preti e va in chiesa quando è vuota. Gli esseri umani- soprattutto i preti- sono così fastidiosi!

Scandaloso il prete che tiene fuori i cani dalla chiesa; forse il cane è l’unica compagnia per qualche fedele; L’animalista San Francesco, se vedesse cacciati fuori questi “fratelli,” si rivolterebbe nella tomba!

Nella Torino all’avanguardia e moderna i cani possono assistere alla Messa, ne hanno tutto il diritto, anche loro hanno l’anima, lo dice la Bibbia (mi chiedo come mai nostro Signore non si sia incarnato “cane”; avrebbe avuto sorte migliore, con tutti ‘stì amanti paladini gli avrebbero dato la cittadinanza onoraria e avrebbe tenuto Lectio Magistralis alla Sapienza…)!

La Rita Dalla Chiesa (che cognome…), che ama più le bestie che gli esseri umani, dice di fare battaglie per i cani in chiesa e la Comunione ai divorziati, che essendo, i divorziati, gente perbene, morale e corretta ne hanno più diritto di quegli ipocriti che hanno “tre amanti nell’armadio”!

Chicca finale della Dalla Chiesa; “Fuori la gente dalla chiesa e dentro gli animali che sono migliori degli uomini e dunque più degni di starci!”

Il popolo di Forum più che un popolo di animalisti è un popolo di animali! Questo lo dico io…

13/01/2009

AH, QUESTI ATEI NOSTRANI...

Di solito si sente dire che i cattolici non rispettano le idee altrui, che impongono con forza il proprio modo di pensare indottrinando le masse, che limitano la libertà altrui, etc...
Invece, se c'è qualcuno che sta facendo propaganda guidato solamente all'odio, questi sono i fanatici dell'UAAR.
In tempi come questi, dove creatività ed ingegno sono bestie quasi estinte, l'unione degli atei ha deciso di copiare una campagna "made in UK"[1], successivamente copiata dagli spagnoli, che prevede l'affissione sui mezzi pubblici di trasporto di uno slogan per l'ateismo.
In inghilterra lo slogan mostrato sugli autobus era:

 

There's probably no God. Now stop worrying and enjoy your life
(Probabilmente non c'è nessun Dio. Smetti di preoccuparti e goditi la vita)

Che nonostante correlasse, a torto, il "preoccuparsi" con l'esistenza di Dio, lasciava spazio alla possibilità che invece Dio possa esistere.
Gli atei nostrani, nel pieno di una crisi creativa, hanno dato fondo a tutte le loro facoltà mentali per generare lo slogan[2]:

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno

Che stavolta è un asserto privo di dubbio, quindi sono pronti a presentare la prova definitiva e schiacciante della non esistenza di Dio. Wow! Nemmeno Eegon Spencler dei "Ghostbuster" con il suo "squinternometro" poteva riuscire in una tale impresa...
Inutile dire che, ancora una volta, gli adepti della setta "UAAR" sono scaduti nel ridicolo.
Ovviamente il loro motivo è nobile ed altruistico: «La nostra sfida al card. Bagnasco nella sua città». Dunque, non lo fanno perché per loro è una verità, non lo fanno perché pensano che la gente vivrebbe realmente "meglio" leggendo quello slogan; vogliono vendicarsi del "Cardinale Cattivo" che gli ha fatto la bua!
Fanno tenerezza.
Non sempre però questi "slogan" sortiscono l'effetto desiderato...
Mi hanno raccontato:

Da un sacerdote arriva furente un futuro sposo che inizia a dirgli: Guardi che mi sposo in chiesa solo per accontentare la famiglia di lei, ma io non credo e perché la Chiesa... - e inizia la tiritera anticlericale.
Il sacerdote gli dice di calmarsi, e gli chiede un favore: per un mese, ogni sera prima di addormentarsi dica: "Dio non esiste, il Paradiso e l'Inferno li hanno inventati i preti". Lui si stupisce di questa richiesta, e comunque la esegue....
Dopo qualche settimana il prete se lo vede ritornare pieno di dubbi... ed alla fine si è convertito!!!

Il fatto è che non basta uno slogan o un discorsetto da cinque minuti per "sedare" l'irrequietezza dell'animo umano. Fosse stato così semplice saremmo stati, fin dall'età della pietra, tutti atei e privi di dubbi. Invece c'è chi si interroga tutta la vita e, riflettendo, osserva che Qualcosa di diverso dalla mera dimensione tangibile c'è.

 


Grazie all'amico Seraphim per l'ironico e intelligente contributo.

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12:23 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (29) | Trackback (0) | Segnala | Tag: atei, chiesa cattolica, follie, ironia | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

18/12/2008

CHIESA, LA STRANIERA DERISA

 http://www.meteo-net.it/Graphics/SanPietro.jpg

Il fatto, di per sé, non è sorprendente. Ma merita comunque di essere guardato bene in faccia. E il fatto è che si assiste al rinnovarsi insistente di attacchi contro la Chiesa, la sua storia, il suo insegnamento, il suo supremo pastore.

Qualche esempio. Il presidente della Camera sostiene che la Chiesa cattolica non si è sufficientemente opposta alle leggi razziali del fascismo; gli storici definiscono il suo discorso come «sconcertante», ma intanto il sasso è lanciato. Andando ad alimentare la valanga che da mesi tenta di travolgere la memoria dei due pontefici che hanno fronteggiato fascismo e nazismo: Pio XI e il successore Pio XII.

Sempre per restare alla storia, in una trasmissione radiofonica serale si accusa la Chiesa di aver distrutto quella stupenda organizzazione di libertà e democrazia che era l’impero romano. Sembra che non ci sia malefatta da duemila anni a questa parte in cui la Chiesa non possa essere chiamata in causa come imputata.

Per quanto riguarda l’attualità, basta leggere alcuni commenti al messaggio di Benedetto XVI per la prossima giornata mondiale della pace del primo gennaio 2009. Dall’ampia analisi che il Papa propone si estrae la frase - del resto sacrosanta - sulla questione della regolazione delle nascite imposta da organizzazioni internazionali ai paesi in via di sviluppo e il giochetto è fatto: la Chiesa, che vuole impicciarsi di tutto, in realtà è astratta e l’unica cosa che veramente le interessa è porre i suoi sempiterni vincoli nella sfera sessuale. E puntualmente esce l’inchiesta su «tutti i no del Vaticano»: cosa starebbe facendo il Papa se non innalzare continui steccati e divieti, replicare ossessivamente una dottrina fuori dal tempo, ripetere la sfilza dei suoi «no»?

Di fronte a queste sortite persino il direttore de L’Osservatore Romano si è sentito in dovere di replicare con un articolo di fondo, nel quale mette in evidenza che gli allarmi che la Chiesa ripropone sono dovuti al suo amore per la persona e il suo destino. Ed essa continuerà a parlare, anche se viene ridicolizzata come quel clown che, già vestito per lo spettacolo, corre al villaggio per avvisare che è scoppiato un incendio. Tutti lo deridono, pensando che stia recitando. Finché le case non vengono travolte dalle fiamme.

Dicevo all’inizio che di questa pervicace e a volte disonesta incomprensione della Chiesa non c’è da sorprendersi. È da duemila anni, infatti, che quando la Chiesa parla con parole vive e non con quelle della mentalità comune (tentazione sempre ricorrente) i vati di quella mentalità le si rivoltano contro. Essa è, per dirla con Eliot, la Straniera e sa che «in tempo di prosperità il popolo dimenticherà il Tempio, e in tempo di avversità gli sarà contro».

Questa consapevolezza non fa certo concludere per una disincantata inattività. Il grande Charles Péguy aveva capito chiaramente, già oltre un secolo fa, che ci troviamo in una epoca «incristiana», la prima in cui la mentalità comune non è più cristiana dopo l’avvento del cristianesimo. E diceva che la risposta non è la lamentela sterile, né l’astio risentito. La risposta è sempre quella dell’inizio, quella del Natale che celebreremo settimana prossima: «Ma Gesù venne. Egli non perse i suoi anni a gemere e a interpellare la cattiveria dei tempi. Egli taglia corto. In un modo molto semplice. Facendo il cristianesimo. Egli non si mise a incriminare, ad accusare qualcuno. Egli salvò. Non incriminò il mondo. Egli salvò il mond


Pigi Colognesi - Il Sussidiario

GALOPPINI OPPORTUNISTI

http://www.corriere.it/Media/Foto/2002/01_Gennaio/26/giannelli.gif

Sui giornali, pagine di esegesi sulle parole a vanvera dell'ex galoppino del fucilatore e rastrellatore razzista Giorgio Almirante, e nemmeno una riga circa "Indagine su Gesù", cinquantamila copie vendute in pochi giorni, dedicate da Antonio Socci a colui che introdusse nel mondo l'idea, prima inesistente e inconcepibile, dell'uguaglianza di tutti gli uomini. I giornalisti non ricordano più nemmeno le regole-base del loro mestiere: un cane che morde, un asino che raglia, un politico che ignora la storia non sono notizie; cinquantamila persone che pagano 18 euri e 50 per conoscere la spoglia verità, quando una griffatissima menzogna è disponibile gratis su tutti gli schermi, magari sì.

di Camillo Langone - Il Foglio

 

11:35 Scritto da: ritina5 in Bugie | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: chiesa, società, cultura, persecuzioni, follie | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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