30/09/2010
La Bibbia rap
Brani dell'Antico e Nuovo Testamento ora ascoltabili in versione rap
Famiglia cristiana ha lanciato la Bibbia Pocket al modico prezzo di 7,90 euro. La mini Bibbia (570 grammi) si trova anche nei supermercati, negli aeroporti, negli autogrill. Alcuni tra i più famosi brani dell’Antico e Nuovo Testamento si possono sentire anche con file audio via radio o internet in versione rap (il titolo dell’iniziativa è “Paroladidio” scritto tutto attaccato). Meravigliosa la versione rap del versetto «Io sono colui che sono/ Questo è il mio nome per sempre/ e questo è il mio ricordo/ di generazione in generazione».
Dj gesù Frotte di giovani che fino a ieri pensavano che la Chiesa fosse oscurantistacolpevoledell’inquisizioneiocredoinDiomanonnelPapa (scritto tutto attaccato, ma con le maiuscole), dopo l’iniziativa Paroladidio (scritto tutto attaccato e con la “d” minuscola), si sono convertiti alla parola di dj Gesù. La Messa sarà un po’ una Love Parade, il catechismo una versione dance della waka waka, il Vangelo l’ultima canzone di Jovanotti. E anche tu fratello/ con questa nuova evangelizzazione/ se della “compa” eri lo zimbello/ ora sei il più coglione.
12:04 Scritto da: ritina5 in follie | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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26/07/2010
Il preteso scoop sui sacerdoti gay
Ma non ci ruberanno la fiducia nei nostri preti
Mettiamo per ipotesi che tutto ciò che racconta Panorama sia oro colato. Che alcuni sacerdoti a Roma vivano una doppia vita. È un fatto che provoca dolore e sconcerto in un credente. Ma quella inchiesta accanita, quelle compiaciute immagini di mani maschili con le unghie laccate che sgranano una corona di Rosario, a cosa tendono davvero? Mettiamo che sia proprio tutto vero, la doppia vita, le feste e il resto. Quanto pesa la indegnità di alcuni di fronte della vita di 336 parrocchie romane, dove oltre 1300 preti – con una vita sola – si affannano ogni giorno a dir messa, a stare accanto agli esclusi, a educare ragazzi? La mole di una quotidiana oscura fatica annientata da quell’indice puntato sullo scandalo. Scandalo spiato, pedinato, zelantemente fotografato; a dire a chi legge, vedete, tutto è falso, bugia – tutto, in fondo, fango.
Tra l’esercizio di questo compiaciuto nichilismo e la realtà però c’è una distonia netta, che chi frequenta chiese e oratori non può non vedere. I preti, a Roma e altrove, sono altra cosa da quei poveri commedianti raccontati da Panorama. Sono uomini che si spezzano la schiena tra i ragazzi, in oratori di periferia; sono i missionari che passano la vita intera in posti in cui noi non resteremmo tre giorni; sono quelli che ai vecchi e agli sconfitti testimoniano che non è tutto finito.
È un esercizio mediatico di moda, oggi, gettare melma sui preti. Come, al di là dei loro peccati veri o presunti, in una sorda ostilità; nel bisogno di dimostrare quanto è assurdo promettere fedeltà, assoluta e per sempre, a un Dio. (Fedeltà? Ma via, guardate questi, in tonaca la mattina e al pub dei gay la sera). L’indice puntato sullo scandalo però lascia nel buio la parte più grande della realtà – la parte buona, che milioni di credenti ben sanno. Occorre guardarsi, dal riflettore che illumina una sola parte di ciò che è. Perché pretende di annientare, per la colpa di alcuni, un bene molto più grande. Tende a annichilire la nostra fiducia in mille altre facce. Facce di poveri uomini, che però ogni giorno testimoniano un’altra certezza, e una speranza infinitamente più grande.
Squallida, se è vera, la storia dei preti che passano dai festini all’altare. Dei poveracci. Come, in forme meno vistose ed eclatanti, siamo in fondo quasi tutti noi: un poco bugiardi, infedeli, furbi. Guardateli, dice la grande inchiesta, i vostri preti, che cosa sono in realtà. Davvero, è la domanda, potete credere in simili uomini? Non esiste nessuno che meriti fiducia. Ministri di Cristo? Ma via, leggete qui dove vanno, la sera.
Così un tarlo cerca di rodere la nostra speranza. Usando il male per dire che il bene non esiste. E che l’unica cosa vera, attorno a noi, è il nulla. Però, guardatevi intorno: quel prete che sta accompagnando i vostri figli per i sentieri delle Dolomiti, quelli che camminano per i corridoi degli ospedali e delle carceri, o dicono messa ogni mattina in paesi dimenticati da tutti: nell’ombra, senza alcuna copertina, testimoni ostinati di speranza. Una speranza del tutto altra, e straniera a quelle millantate dai giornali.
13:01 Scritto da: ritina5 in CHIESA CATTOLICA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: preti, pedofilia, marina corradi, avvenire, giornalai | OKNOtizie |
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11/12/2008
I BUCHI SBAGLIATI
Viva il Dalai Lama, l'unico religioso che può parlare di sesso senza scandalizzare nessuno

Conversando con alcuni giornalisti durante una visita in Nigeria il Dalai Lama ha osservato che «è naturale, come esseri umani, provare qualche tipo di desiderio sessuale, ma poi devi usare l'intelligenza umana per comprendere che quelle relazioni sono sempre piene di guai». Coerentemente con la predicazione buddista che ammonisce gli uomini ad evitare le passioni terrene e carnali per raggiungere il Nirvana, il leader religioso tibetano ha asserito che «l'astinenza sessuale dà più indipendenza e più libertà». Ancor più pericoloso del sesso è il matrimonio, ha aggiunto, perché può portare «al suicidio o all'omicidio», e «il troppo attaccamento ai figli o al proprio partner è un ostacolo alla pace mentale». Si potrebbe discutere a lungo sulle affermazioni del leader religioso e dilungarsi in approfonditi excursus culturali sulle diversità tra l'Oriente e l'Occidentale cristiano, ma non è questa la sede. Rimane invece la non piccola curiosità di capire perché la nostra stampa quando i cattolici parlano di castità li taccia come retrogradi, mentre se parla il Dalai Lama persino l'ultimo bollettino di paese si prodiga in dotte spiegazioni sul come intendere correttamente gli insegnamenti del Buddha. Così, tanto per la cronaca, vorremmo capire come farebbero a giustificare quest'altra opinione del sant'uomo a proposito dei rapporti gay: «No assoluto. Senza sfumature. Una donna mi ha presentato un'altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell'uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato».
Facciamoci due risate, va', è superfluo commentare!
14:09 Scritto da: ritina5 in Per sorridere un po' | Link permanente | Commenti (9) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: buddità, gay, giornalai, comicità | OKNOtizie |
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