BAKHITA, LA SANTA MORETTA

Fatou Kine Boye (Bakhita) e Fabio Sartor.
“La nostra Madre Moreta”. Così in Veneto è conosciuta suor Giuseppina Bakhita, la canossiana canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000. Nata nel 1869 in un villaggio del Darfur, in Sudan, Bakhita a nove anni è stata rapita da trafficanti di schiavi. Picchiata e rivenduta cinque volte (il nome stesso, che significa “Fortunata”, le è stato imposto per scherno dai primi padroni), a Khartum è finita al servizio del console italiano, dove per la prima volta non era trattata come un oggetto. Perciò, quando questa famiglia è rientrata in Italia, ha voluto seguirla. Arrivando così a Zianigo, nell’entroterra veneziano, come bambinaia della figlia di uno spregiudicato commerciante. Qui, incontrando le suore canossiane di Venezia, ha conosciuto il cristianesimo. Scoprendosi amata dal vero padrone di tutte le cose (“el Paròn”, come Bakhita l’avrebbe chiamato per tutta la vita). Per servirlo, nel 1893 ha chiesto di entrare in convento.
Da questa straordinaria storia di speranza, non a caso indicata anche da Benedetto XVI nella Spe salvi, è stata tratta una fiction per la regia di Giacomo Campiotti, in onda su Raiuno il 5 e 6 aprile. Un progetto da quattro milioni di euro, inseguito per dieci anni dalla produttrice Ida Di Benedetto («in un’epoca di sentimenti superficiali, c’è bisogno di storie come queste per riflettere»). Fabio Sartor, che sullo schermo è Federico Marin, il padrone italiano di Bakhita, ha presentato a Tracce.it questo lavoro. Continua…

BAKHITA, LA SANTA MORETTAultima modifica: 2009-04-06T14:33:15+02:00da ritina5
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4 pensieri su “BAKHITA, LA SANTA MORETTA

  1. Ieri ho visto la prima parte ed è stata una delusione. Perchè ne conoscevo la storia struggente di P. Antonio Sicari letta qualche anno e le poche ed efficaci parole della “Spe salvi” di BXVI.
    Mi è sembrato più che altro un tributo all’antirazzismo politicamente corretto e i personaggi erano completamente privi di quella profondità che una vicenda simile meritava. A parte la bambina.
    Vediamo cosa ci riserva la seconda puntata questa sera.
    Ciao!

  2. Io non ho visto la partita, ma l’ho registrata, mo’ vediamo… Di solito le fiction sui santi sono una delusione, non emerge quasi mai la santità ma solo quello che interessa all’autore, se pririginoso meglio ancora; con la scusa di “umanizzare” il santo di turno, come se amare, seguire e obbedire a Dio fosse disumano. Stasera vediamo come prosegue, altrimenti… cancellazione di cassetta! Ciao carissima!

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