E dopo il crocifisso…?

A Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell’uomo alla fine ha sentenziato: la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del “diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.
La sentenza fa seguito ad un ricorso presentato da una donna italiana in causa dal 2002.
Radioformigoni

LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO:

«L’insegnamento dell’italiano» nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di cultura degli alunni». Così la Corte Europea dei diritti dell’uomo nell’ultima sentenza. L’Italia ha ora tre mesi di tempo per adeguarsi.

Questo pronunciamento arriva dopo la sentenza sul crocefisso nelle aule, sul divieto di cartine geografiche sui muri delle stesse “che potrebbero offendere profondamente le sensibilità degli alunni di diversa nazionalità”, sulla proibizione di mostrare “opere cosiddette artistiche che urtano la fede o la mancanza della tale” (escluso dall’insegnamento ogni dipinto di soggetto religioso), il discusso comma sulla “non specificazione di genere” che ha bandito ogni riferimento al sesso delle persone in qualsiasi contesto storico o geografico, l’atto sulla “difformità storica” che proibisce l’insegnamento di una specifica circostanza che non sia “approvata in via preventiva come antirazzista, non eurocentrica e non in conflitto con qualsivoglia impostazione culturale”, e il comma sull’educazione civica vista come “non vincolante e oppressiva per gli appartenenti a diversa cultura”.

In conformità a queste direttive i bambini rigorosamente anonimi e in grembiulini unisex grigi – per via della discriminazione e della privacy – in mancanza di altre materie di studio possibili venivano istruiti solo in matematica e, fino ad oggi, in italiano.
Molti commentatori pensano che, poichè l’italiano è bandito, l’unica possibilità rimasta sia l’apprendimento della matematica tramite video dei teletubbies.
Una persona che potrebbe essere un funzionario del ministero della pubblica Istruzione – il burqa ha reso impossibile verificarne l’identità – ha riferito che si starebbero valutando strade alternative, come far dichiarare gli italiani minoranza protetta e quindi sfruttare gli appositi canali comunitari per insegnarlo almeno come lingua straniera. In fondo, precisa la presunta fonte ministeriale, vista la crisi delle nascite e l’obbligo comunitario della presenza di distributori di droghe, profilattici e pillole abortive fin nella scuola materna, il problema entro qualche anno si risolverà da solo.

Berlicche socio di  SamizdatOnLine

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E dopo il crocifisso…?ultima modifica: 2009-11-03T22:41:25+01:00da ritina5
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