28/04/2009
GAFFE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Due interessanti articoli segnalati da RadioFormigoni.
Una gaffe che ha fatto trasalire le associazioni delle famiglie interessate, che chiedono ora chiarimenti.
Abbiamo chiesto a Maria Grazia Colombo, presidente nazionale di Agesc di illustrarci meglio il caso
- Educatori, non evasori
Abbiamo approfondito i perchè di questa iniziativa con il prof.Roberto Pellegatta, presidente di Disal,
associazione apripista, insieme ad altre realtà associative di operatori del mondo della scuola.
- La solidarietà concreta non ti chiede l'etichetta
GUARDA IL DOCUMENTO DI PRESENTAZIONE DELL'INIZIATIVA
16:58 Scritto da: ritina5 in Money | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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09/10/2008
MONEY

Forse non sto tanto bene...Da qualche giorno mi frulla in testa una vecchia canzone, che fa "Ma cosè questa crisi? paraparapappappà..."
Nei vari Tg, nazionali e privati, sento di continuo che si sono bruciati migliaia di centinaia di miliardi di soldi. Mi figuro che sia un bel malloppo! Peserà anche molto...Chissà quanti operai ci sono voluti per l’impresa...Bhè, almeno diminuisce la disoccupazione.
Che mezzi avranno usato per il trasporto? Per le banconote il problema è minimo, ne avranno fatte delle balle; ma le monetine? ...azzo, se pesano!
Quanti dilemmi titillano la mia mente...
Ma poi, di chi erano tutti questi soldi? Al proprietario gli sarà venuto un infarto...Almeno un po’ di magone sì, dai...
Ma soprattutto: dove avranno fatto la pira di “Quell’orrendo foco”? Li avranno bruciati nell’Etna? Nel Vesuvio no, è disattivato...
Secondo me li avranno distrutti insieme ai rifiuti della Campania!
Ma un sottile, satanico dubbio mi dice che li avranno sparati nello spazio!
Quando le acque si saranno calmate si potranno sempre recuperare, no?
Bhè, certo ci potrà essere qualche guerriglia, nel recupero, ma insomma...Heeee, così va il mondo! Transit gloria mundi...
12:08 Scritto da: ritina5 in Money | Link permanente | Commenti (7) | Trackback (0) | Segnala
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03/10/2008
L'ODISSEA DEI RISPARMIATORI

In mezzo alla bufera che sta investendo il grande mattatoio finanziario, vorrei semplicemente raccontare la mia piccola storia. Così, anche solo per alzare il ditino e ricordare che esisto ancora, con le mie tensioni e le mie paure, le mie ansie e le mie preoccupazioni. Soprattutto perché in questi ultimi giorni guardo mia moglie e i miei figli chiedendomi se davvero, nel tempo, ho sempre fatto la cosa giusta per loro. Ci sono momenti della vita in cui, oltre ad avvertire un senso di naufragio, bisogna pure caricarsi un subdolo senso di colpa.
Fisserei l'inizio di questa mia storia con l'avvento dei Fondi comuni d'investimento, nella seconda metà degli anni Ottanta. È un momento particolare, per me: sono colpito dal fascino di un'idea veramente suggestiva. E cioè l'idea di unire i miei quattro soldi, una insulsa e inutile goccia nel mare dei mercati finanziari, a tante altre gocce uguali, facendole diventare tutte assieme un grande mare niente affatto insulso e niente affatto inutile, realizzando vantaggi per noi e anche per il mondo delle aziende in cui si va ad investire. Lo ricordo con tanta nostalgia: è un periodo bellissimo. In questa stagione realizzo interessi anche del venti per cento. È vero, pure l'inflazione è molto più alta dell'attuale, ma vedere il mio piccolo capitale crescere continuamente mi dà quasi euforia. In famiglia si diffonde un clima particolare, ci permettiamo degli sfizi che mai avremmo pensato: una televisione in più, una lavatrice cambiata prima dell'allagamento fatale, un albergo a tre stelle dopo tanti anni di pensione Mariangela.
Lo ammetto: è in questa fase che le sirene della finanza cominciano a suonare così amabilmente. Avevo sempre pensato che i soldi si facessero con i calli alle mani, improvvisamente apprendo che si possono moltiplicare con delle semplici firme. A questo gioco prendo gusto. Così, nel tempo, le mie aspirazioni e le mie pretese aumentano. Ad un certo punto, decido persino di mettermi in proprio: è il momento della mia entrata in Borsa. Compro e vendo in prima persona, affidandomi soprattutto ai sagaci consigli degli scafatissimi consulenti bancari. Abituato a leggere la Gazzetta dello sport sul bancone del bar, improvvisamente mi scopro a comprare spesso anche il Sole-24 ore. Tengo d'occhio le quotazioni, conteggio con la calcolatrice gli incrementi della mia personalissima scommessa. Siamo negli anni Novanta, in giro per il mondo tutti quanti fanno soldi. La Borsa è un Toro, che non è un modo di dire: sulle mie dispense ho imparato il significato tecnico di questa metafora. Sulla groppa del Toro, chi mi ferma. Addio alla mestizia dei titoli pubblici, a questi tassi d'interesse penosi e meschini. Ci chiamavano Bot-people, con chiara venatura spregiativa. Ma adesso non più. Siamo in piena new economy, la facile economia dei servizi e del virtuale. Le copertine dei mensili patinati mi fanno conoscere il genio dei nuovi demiurghi, capaci con due uffici e quattro computer di decuplicare, centuplicare, moltiplicare mostruosamente le quotazioni delle mie azioni. In certi momenti mi chiedo se tutto ciò sia umano, ma loro mi rassicurano: tranquilli, avanti così, non c'è limite a questa nuova Provvidenza, la new economy è il futuro.
Cristiano Gatti - Il Giornale 3.9.08
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01/10/2008
E' CRISI FINANZIARIA?
Da ormai alcuni giorni, l'informazione continua a focalizzarsi sulla crisi finanziaria che sta investendo, a partire dal mercato americano, l'economia mondiale. E' difficile capire fino in fondo quello che sta accadendo, quali le cause e, soprattutto, quali i possibili rimedi.
SamizdatOnLine fornisce una serie di link di interventi presenti nella rete, che permettono di cominciare a capire quanto sta accadendo, per giudicarlo.
Prima di tutto:
IlSussidiario.net ha creato uno "speciale" che raccoglie quotidianamente contributi di esperti, che permettono di crearsi un giudizio su quella che per tutti ormai è la più grossa crisi finanziaria del capitalismo mondiale. A questo link si può trovare l'archivio con tutti gli articoli, in sequenza cronologica.
Ne segnaliamo due fra i più recenti:
* Borsa e valore di Giorgio Vittadini (da Il Riformista 30/9/2008)
(...) In questo quadro il punto non è mettere in discussione il mercato, né il mercato a struttura capitalistica che contiene un valore in sé da salvaguardare. O, peggio ancora, non è certo auspicabile il ritorno a un regime statalista, figlio di una cultura estrema dall’altra parte (garantismo, indebitamento pubblico…)…
Il punto è ammettere che questa non è una crisi solo economica: è una crisi antropologica che mette in discussione un’idea di razionalità umana ridotta, tesa com’è alla massimizzazione del profitto nel breve periodo, ma disattenta ai presupposti necessari a creare una ricchezza reale e duratura e perciò destinata ad astrarsi dalla realtà e a costruire un mondo virtuale destinato a crollare. (segue)
* La politica torna a dividere e affossa le borse. Ma un cauto ottimismo è legittimo di Carlo Pelanda (30/9/2008)
Il caso peggiore e per questo improbabile si è realizzato: il piano di salvataggio del sistema bancario statunitense è stato bocciato alla Camera. Nei momenti critici il sistema politico statunitense è sempre riuscito ad anteporre l’interesse generale a quello partitico, ideologico o particolare. Ieri molti deputati democratici e repubblicani hanno espresso un voto o ideologico oppure legato al loro interesse di non deludere i loro specifici elettori nel collegio. L’elettorato democratico è convinto che il piano salvi solo Wall Street, non vede la connessione tra crisi del credito e recessione in “Main Street”, e non vuole dare i soldi ai “ricchi”. L’elettorato repubblicano è convinto che il mercato non ha bisogno di salvataggi governativi e rifiuta un piano percepito come “socialismo finanziario”. (segue)
Altri articoli di interesse:
da L'Occidentale:
* L'Europa può aiutare gli Usa a uscire dalla crisi? di Margherita Boniver
* Economia, la crisi finanziaria ha radici che vanno cercate indietro negli anni di Flavio Felici
da Il Sole24ore:
* È ora di ricostruire l'architettura finanziaria globale di Dominique Strauss-Kahn (22/9/2008)
* I dieci perché dello scossone sui mercati finanziari di Fabrizio Galimberti (22/9/2008)
* Le 10 tappe del crack delle authority americane di Morya Longo (28/9/2008)
Ed infine, dal sito americano Real Clear Politics i principali video delle dichiarazioni dei leader politici americani, prima e dopo la bocciatura del piano Bush-Paulson (29/9/2008)
Un altro punto di vista interessante di "destra liberale" classica,
in particolare: Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato
e Ma la casta dei manager non paga mai, anzi…
Questa è una splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: “Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti”. La signora commenta: “Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali“. (...)
11:44 Scritto da: ritina5 in Money | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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