9 pensieri su “OFFESA – DIFESA

  1. Come al solito: mentre appaiono commenti razzisti e xenofobi indegni di un consesso civile senza che tu senta il bisogno di cancellarli o almeno replicare, nel tuo blog appaiono venticinque post nuovi al giorno. Bah! Non sarebbe meglio dedicare un po’ di tempo e di energie ad approfondire un tema o due, sviluppando un’idea tua, invece di dedicarsi al copincolla sistematico?? Vabbè, contenta tu…
    Per la cronaca, io nemmeno vedo l’immagine…

  2. @Caro Guido, evidente che ti è sguggito la mia risposta ai commenti nell’altro post; ho l’influenza e non sto affatto bene, perciò non ho risposto ai commenti. Non mi piace cancellare, ognuno si assume le proprie responsabilità. Una mia idea ce l’ho, eccome, ma ho la febbre alta e sto al pc giusto per leggere la posta e fare un breve post. Se non defungo scriverò di mio.

    @Cara Fiordicactus, non ho trovato nessun pvt, ho visto il neo-blog e sarei lieta di essere amica ma se non mi arriva l’invito ufficiale…che faccio? M’intrufolo lo stesso?

  3. Per me, se qualcuno scrive “non lasciamoci invadere dagli islamici, razza inferiore e bastarda”, non c’è influenza che tenga. Visto che nel frattempo hai avuto modo di intervenire almeno un paio di volte, con me compreso, e di postare diversi articoli nonostante l’influenza, la verità è probabilmente un’altra: che in fondo la pensi così anche tu, ma lasci che siano altri a dirlo in modo più diretto e becero. Non posso e non voglio fare processi alle intenzioni, ma vista la quantità di articoli che hai postato in cui l’Islam è dipinto come un pericolo mortale, certi sospetti mi paiono legittimi.

  4. Le immagini del post precedente (“Così vicini, così lontani”) sono state davvero impressionanti, le ho appena riguardate una seconda volta con mia moglie. E questa vignetta mi fa sentire ancora più urgente una domanda.

    I razzi che Hamas ha sparato dalla striscia di Gaza devono per forza essere arrivati dal confine meridionale con l’Egitto. Ognuno di quei razzi deve costare un bel po’, facciamo qualche centinaio di euro. E ne devono essere entrati un bel po’, di quei razzi, negli ultimi mesi!

    Ora mi chiedo: ma Hamas non poteva spendere quei soldi per far passare dentro Gaza pane e medicinali, invece che razzi con cui attaccare (per primo!) Israele e suscitare da lui una così sconsiderata reazione? E’ evidente da quelle foto che i palestinesi vivono in una situazione di maggiore povertà rispetto agli israeliani, ma pare che Hamas abbia i mezzi finanziari per fare qualcosa, eppure preferisca giocare alla guerra…

    Non mi piace quello che sta facendo Israele, ma è troppo comodo ora dire che la colpa stia da una sola parte. Sull’ultimo numero di Tempi c’è una bella immagine di una donna israeliana che mostra in strada un cartello: “free Palestinians from Hamas”. Se Israele riprendesse a dialogare con Abu Mazen e il mondo si decidesse a condannare in maniera compatta e senza distinguo Hamas, forse le condizioni per una pace laggiù si potrebbero iniziare a trovare.

  5. Le immagini del post precedente (“Così vicini, così lontani”) sono state davvero impressionanti, le ho appena riguardate una seconda volta con mia moglie. E questa vignetta mi fa sentire ancora più urgente una domanda.

    I razzi che Hamas ha sparato dalla striscia di Gaza devono per forza essere arrivati dal confine meridionale con l’Egitto. Ognuno di quei razzi deve costare un bel po’, facciamo qualche centinaio di euro. E ne devono essere entrati un bel po’, di quei razzi, negli ultimi mesi!

    Ora mi chiedo: ma Hamas non poteva spendere quei soldi per far passare dentro Gaza pane e medicinali, invece che razzi con cui attaccare (per primo!) Israele e suscitare da lui una così sconsiderata reazione? E’ evidente da quelle foto che i palestinesi vivono in una situazione di maggiore povertà rispetto agli israeliani, ma pare che Hamas abbia i mezzi finanziari per fare qualcosa, eppure preferisca giocare alla guerra…

    Non mi piace quello che sta facendo Israele, ma è troppo comodo ora dire che la colpa stia da una sola parte. Sull’ultimo numero di Tempi c’è una bella immagine di una donna israeliana che mostra in strada un cartello: “free Palestinians from Hamas”. Se Israele riprendesse a dialogare con Abu Mazen e il mondo si decidesse a condannare in maniera compatta e senza distinguo Hamas, forse le condizioni per una pace laggiù si potrebbero iniziare a trovare.

  6. L’ultimo numero di Tempi su Hamas è scandaloso. Hamas ha vinto le elezioni in Palestina, condannare Hamas “senza distinguo” vuol dire condannare i palestinesi. Free Palestinians from Hamas è uno slogan propagandistico, insensato, moralistico e fazioso.

  7. La verità è che voi ciellini vivete il cristianesimo unicamente come una forma di appartenenza, quindi come un’esperienza identitaria, quindi avete costantemente bisogno di una contrapposizione (l’identità si definisce sempre per contrapposizione). Negli ultimi anni i mass media vi hanno consegnato su un piatto d’argento il nemico perfetto: l’Islam. Così perfetto che persino quando, come i questo caso, il Vaticano si dissocia da Israele, voi fate fatica a prendere le difese dei musulmani. Ma si sa, nonostante l’obdedienza alla gerarchia ecclesiastica i ciellini pensano sempre di saperne più di tutti e di poter insegnare anche ai vescovi come si sta al mondo.

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