GAZA, LA GUERRA

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Gaza era un pegno di pace, Hamas ne ha fatto una macchina da guerra

In MO non si può ragionare come ai tempi della guerra fredda, in termini di equilibri politici tra potenze. Oggi la scena regionale è dominata  dall’espansionismo atomico dell’Iran che muove il braccio armato di Hamas per la distruzione di Israele.

GAZA, LA GUERRAultima modifica: 2009-01-12T13:02:54+01:00da ritina5
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14 pensieri su “GAZA, LA GUERRA

  1. Un sfida: se io ti girassi un po’ di materiale che dimostra la falsità della tesi secondo cui è Hamas che ha rotto la tregua e secondo cui la colpa del massacro dei palestinesi * è di Hamas, tu avresti il coraggio di pubblicarli? Magari per confutarli, magari per dimostrare a tutti come siamo ciechi e sordi noi che difendiamo Hamas e che razza di assurdità di prove adduciamo per sostenere le nostre tesi. Lo faresti?

    * Sarai d’accordo almeno sul fatto che sono i palestinesi ad essere massacrati e non viceversa, spero.

  2. La pace a tutti i costi mi sembra irrealistica, come mi sembra irrealistica la guerra a tutti i costi. Credo sia necessaria una grande apertura di Israele per lo sviluppo dei territori. Maggiore sviluppo e ricchezza sottrarranno materiale umano ad Hamas. Non sono utili le demonizzazioni o gli estremismi (anche qui in euopa). Dialogo serve dialogo.
    Bartel

  3. Non sono certo di capire cosa vuoi dire, anche se mi è chiara l’invocazione del dialogo. Purtroppo si tratta di una petizione di principio, sono le condizioni materiali a indirizzare il dialogo e non viceversa.

    Finché Israele non toglie l’assedio a Gaza la questione è la mera sopravvivenza dei Palestinesi, ai quali non resta che la politica della sottomissione totale o quella della o la va o la spacca. A Isreaele vanno bene entrambe.

    Ancora una volta: Hamas ha vinto libere elezioni, cosa vuol dire sottrarre materiale umano ad Hamas? E’ con Hamas che bisogna trattare e di fatto Hamas è l’unico interlocutore palestinese veramete legittimato a trattare con Israele. Altro che Hamas terrorista! E’ solo una scusa per avere un interlocutore prono e pronto a umiliarsi! Forse che generali israeliani come Sharon, Olmert o Barak non sono criminali e terroristi?

  4. Se non si riconosce Hamas come terroristi, e non da oggi, non credo che ci sia qualcosa da dire. La questione non è “tifare” per l’uno o per l’altro, la violenza e la guerra sono atroci e il sangue è sangue e la morte è morte da ambo le parti. Secondo il mio modestissimo parere alcuni popoli non vivono bene se non sono in guerra, infatti si addestrano da piccoli. La questione mediorientale è troppo complessa per affrontarla con qualche commento. Tutti hanno diritto alla libertà ma tale conquista costa e, purtroppo, a pagare il prezzo maggiore sono gli indifesi e i piccoli. Per me siamo di fronte a una situazione “metafisica” e non finirà molto presto. Si invoca il dialogo da molte parti, e sarebbe utile e doveroso, ma personalmente non ci credo che un sedersi attorno a un tavolo porti frutti; è gente che capisce solo la forza.

  5. Se non si riconosce Hamas come terroristi, e non da oggi, non credo che ci sia qualcosa da dire. La questione non è “tifare” per l’uno o per l’altro, la violenza e la guerra sono atroci e il sangue è sangue e la morte è morte da ambo le parti. Secondo il mio modestissimo parere alcuni popoli non vivono bene se non sono in guerra, infatti si addestrano da piccoli. La questione mediorientale è troppo complessa per affrontarla con qualche commento. Tutti hanno diritto alla libertà ma tale conquista costa e, purtroppo, a pagare il prezzo maggiore sono gli indifesi e i piccoli. Per me siamo di fronte a una situazione “metafisica” e non finirà molto presto. Si invoca il dialogo da molte parti, e sarebbe utile e doveroso, ma personalmente non ci credo che un sedersi attorno a un tavolo porti frutti; è gente che capisce solo la forza.

  6. Sei talmente incapace di ragionare che dovrei risponderti con i tuoi stessi stupidissimi argomenti: biosognerebbe prenderti a mazzate, perché le cose ti entrano in testa solo con la forza. Ma il livello dei tuoi commenti è così ridicolmente basso che non vale nemmeno la pena fare lo sforzo.
    Evitadi però di sproloquiare di metafisica mentre muoino centinaia di innocenti in carne ed ossa!

  7. A proposito di memoria, ribadisco la domanda iniziale che hai deliberatamente ignorato: se io ti girassi un po’ di materiale che dimostra la falsità della tesi secondo cui è Hamas che ha rotto la tregua e secondo cui la colpa del massacro dei palestinesi è di Hamas, tu avresti il coraggio di pubblicarli? Magari per confutarli, magari per dimostrare a tutti come siamo ciechi e sordi noi che difendiamo Hamas e che razza di assurdità di prove adduciamo per sostenere le nostre tesi. Lo faresti?

  8. Cominciamo dalle basi:

    Eccoti un recentissimo articolo pubblicato da una fonte insospettabile, il New York Times, da Rashid Khalidi, professore di studi arabi alla Columbia, l’Università più prestigiosa del mondo. E’ un buon riassunto della situazione generale. Aggiungo solo un dettaglio: Hamas fu finanziata dalo stesso Israele per combattere Fatah (quello che oggi Capuozzo e altri celebrano come l’ala moderata e laica dei palestinesi: come al solito la storia è più comlicata di quel che sembra…).

    “Quello che non sapete su Gaza” – di Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)

    Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

    Il popolo di Gaza
    La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.

    L’occupazione
    Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).

    Il blocco
    Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).

    Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.

    Il cessate-il-fuoco
    Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

    Crimini di guerra
    Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 900 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.

    Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”

  9. Seconda puntata:

    “Nel 2002, il capo dell’esercito israeliano, Moshe Yaalon, dichiarò che “bisogna far capire ai palestinesi, nella parte più profonda della loro coscienza, che sono un popolo sconfitto”. Un obiettivo da realizzare tramite un’applicazione massiccia e costante di forza, fino all’apprendimento del messaggio. La stessa filosofia venne elaborata nel 2004 dal professor Arnon Soffer, uno degli architetti assieme all’ex-primo ministro israeliano Ariel Sharon, del “ritiro” del 2005 da Gaza.

    Soffer, grande sostenitore dell’idea di trasformare Gaza in un recinto ermeticamente chiuso per palestinesi indesiderati, spiegò che se i palestinesi avessero sparato un solo razzo oltre la recinzione verso Israele, “noi ne spareremo 10 in risposta. E donne e bambini saranno uccisi e saranno distrutte delle case. Dopo il quinto incidente di questo tipo, le madri palestinesi non permetteranno ai loro mariti di sparare i Qassam [razzi], perché sapranno cosa le aspetta”.

    Soffer predisse che tra pochi anni, “quando ci saranno 2,5 milioni di persone che vivono dentro una Gaza sigillata, sarà una catastrofe umana. Quella gente diventerà ancora più animalesca di quanto lo sia già, grazia a un folle Islam fondamentalista”. Con i palestinesi rinchiusi, “la pressione alla frontiera diventerà terribile”, predisse Soffer. “Sarà una guerra terribile. Perciò, se vogliamo vivere, dovremo uccidere e uccidere e uccidere. Tutti i giorni, ogni giorno”.

    Dobbiamo però riconoscere che Soffer ha anche un lato umano: “l’unica cosa che mi preoccupa è come garantire che i ragazzi e gli uomini che dovranno fare tutto quel lavoro di uccisione potranno ritornare a casa e alle loro famiglie e vivere da normali esseri umani”.

    (“It’s the demography, stupid,” The Jerusalem Post, 21 May 2004).”

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