Beati voi che siete nella tristezza, avrete gioia grande!

Colomba.jpgEra malata, Belvinda. Aveva una strana malattia ai piedi, che fasciava con pezze strappate da vecchie lenzuola. Mai portato scarpe, solo d’inverno usava ricoprire le pezze con delle pelli di capra. Abitava in un vecchio casolare mezzo sgarrupato, con una sorella, Assuntina.

Belvinda era gentile quanto Assuntina era bisbetica, stavano sempre a litigare e Assuntina la vinceva sempre. Noi ragazzini credevamo fossero due streghe, specialmente Belvinda, che aveva i piedi tondi come il diavolo!

Con la naturale crudeltà dei bambini la prendevamo in giro, gli buttavamo pietre e facevamo versacci, quando la vedevamo comparire dal ritorno dalla campagna.

Io ne ero affascinata; camminava lentamente, dondolando, portando sulla testa un cesto con gli ortaggi raccolti e la colazione e chissà cos’altro ancora, era sempre coperto con un telo scuro e sporco. A un braccio portava legata una fune lunghissima a cui era attaccata una capretta, la quale, visto la lunghezza della corda, ne approfittava per brucare l’erba ai margini della strada, durante le frequenti soste della padrona.

Intanto, Belvinda sferruzzava per non perdere tempo…mormorando sottovoce il Rosario. La sorella lanciava maledizioni a chi le prendeva in giro; tuoni, saette, cancheri…mai andate a segno!

Una notte s’incendiò la loro stamberga; dissero le brave persone che era stato un corto circuito, ma le malelingue dicevano che il padrone di casa voleva sloggiarle…

La morte si prese  Assuntina e Belvinda s’immalinconì, non aveva più con chi litigare. Dopo poco tempo, il suo cuore solitario, cessò di battere e giusto quattro donne l’accompagnarono al camposanto.

Durante la Messa una colombina bianca, venuta da chissà dove, mai vista prima, volteggiò sull’Altare per tutta la durata della funzione sacra.

Eravamo così pieni di stupore che nessuno osava dire una parola, anche il prete ammutolì. Ci  guardavamo in faccia  cercando una risposta a una domanda non posta.

La colombina sparì subito dopo la benedizione della morta; nessuno l’ha mai più rivista…


Beati voi che siete nella tristezza, avrete gioia grande!ultima modifica: 2010-02-21T13:14:37+01:00da ritina5
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