MADRE ANNALISA NAVA RICORDA ELUANA

//paginecorsare.myblog.it/media/01/02/429893124.jpgDopo un mese che Eluana Englaro è morta, l’eco degli avvenimenti che hanno preceduto e poi seguito tutta la vicenda immediatamente dopo la sua dipartita non si è ancora dissolto. Non foss’altro che è in corso una difficile discussione sul disegno di legge relativo al testamento biologico o fine vita come più semplicemente si vuole dire, allo scopo di mettere dei paletti giuridici affinchè un altro caso Eluana non ripeta più. Ma soprattutto dopo un mese è Madre Annalisa Nava superiora dell’Istituto Misericordine di Lecco, dove Eluana è stata accudita con grande amore e affetto in tutto e per tutto per ben diciasette anni, a ricordarla. Anche con discreta sofferenza e malinconia, ma come se Eluana fosse ancora tra noi. Anzi Eluana sarà per sempre con tutti noi che non l’abbiamo conosciuta ma che comunque ci ha scosso-paradossalmente e provvidenzialmente- coscienza, intelligenza e libertà personali.
“Dopo la morte di Eluana è stato chiesto un rispettoso silenzio: abbiamo sperato che questo potesse dare a ciascuno la possibilità di riflettere senza condizionamenti massmediatici. Purtroppo il silenzio è stato continuamente, e a volte brutalmente, infranto per dire falsità sulla stato di Eluana e per accusare di violenza e di disumanità chi per anni l’ha curata con l’affetto tenero e con la doverosa professionalità e si è reso disponibile a continuare a farlo nel silenzio e con semplicità”. Così inizia la lettera di Madre Annalisa, con un tono misto di amarezza e desiderio di ristabilire la verità di quello che è stato in questi anni nel rapporto con Eluana. “Affetto tenero e professionalità”. E’ il realismo cristiano di chi non vive sulle nuvole, non fa proclami astratti di massimi sistemi, che coniuga esperienza e responsabilità. Ricordando, poi, come anche per “Giuda il traditore”, era “uno spreco” il fatto che “una donna cospargesse i piedi di Gesù di olio profumato prima della sua crocifissione”, non è vero che sia spreco dare amore ad una “persona ritenuta morta”.
“Noi suore-continua la Madre Superiora-siamo state chiamate per vocazione a continuare la missione di versare l’olio sulle sofferenze dei fratelli, come ha fatto e insegnato Gesù durante tutta la sua vita”. Andando per città e villaggi, confortando e curando ogni infermità del popolo, Gesù “non ha mai detto a qualcuno ‘la tua vita non è degna di essere vissuta’ oppure ‘lasciatela morire’, anzi ha persino resuscitato i morti”. E poi un invito : “Forti di queste convinzioni i cristiani dovrebbero invadere la società di solidarietà per condividere situazioni simili a quelle della famiglia di Eluana, e questo dovrebbe essere visto come cosa buona”. Non manca un’altra amara considerazione ma chiara nei termini, che esprime preoccupazione perchè “si fa strada nell’opinione pubblica il capovolgimento dei valori e la falsità che presenta come ‘violenza disumana’ il prendersi cura delle persone più disagiate mentre chiama ‘eroi della libertà’ coloro che assistono una persona umana per condurla alla morte di fame, di sete e di solitudine, senza un minimo di pietà”.
Ma quello che interessa alle Suore Misericordine più di tutto è “continuare a prenderci cura delle persone in condizioni di gravi difficoltà che la società non ritiene sia utile mentenere in vita. Noi vogliamo sperare che nel protocollo della morte di Eluana sia stata prevista anche qualche carezza”.

Mi viene in mente  Giovanni Paolo II, qualche anno dopo la sua elezione ad un raduno di Comunione e Liberazione alla Certosa di Pavia ricordando San Benedetto, quando ad un certo punto espresse una frase rimasta scolpita nella memoria di tanti, e che calza alla perfezione per descrivere la bellezza dell’esperienza di queste suore: “Era necessario che l’eroico diventasse quotidiano e il quoditiano diventasse eroico”. Grazie Madre Annalisa, perchè avendo curato Eluana e raccontato la vostra sofferenza ma non priva di speranza, state continuando a curare “noi” che vi guardiamo con meraviglia e commozione.

Ringrazio il Quotidiano Nazionale, in particolare La Nazione di oggi dove è stata pubblicata la lettera di Suor Annamaria Nava
Grazie all’amico POLITICUS

MADRE ANNALISA NAVA RICORDA ELUANAultima modifica: 2009-03-08T13:06:57+01:00da ritina5
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3 pensieri su “MADRE ANNALISA NAVA RICORDA ELUANA

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  2. Carissimo Massimiliano, Eluana, per molti, è stata solo un “mezzo”, un’occasione ideologica per condurre la battaglia per introdurre l’eutanasia nel nostro ordinamento, niente di più, e l’hanno fatta passare per pietas e libertà. Mio caro, per una certa mentalità siamo solo mezzi di produzione e di ricambio, come macchine che dopo l’uso si rottamano. Che tristezza. Dobbiamo attrezzarci alla resistenza perchè non si fermeranno, è diabolico il loro piano di distruzione dell’umano, ma non prevarranno; la vita è più forte e più tenace della morte! Grazie di esserci!

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