Cari africani; “arrangiatevi…”!

«Dovete rinunciare a tirannia e corruzione, i conflitti locali sono la pietra al collo dell’Africa».«Il futuro dell’Africa dipende dagli africani anche se è facile imputare i propri problemi agli altri, se è vero che l’Occidente ha avuto spesso un approccio da padrone non è responsabile della distruzione dell’economia dello Zimbabwe, delle guerre coi bambini-soldati, della corruzione o del tribalismo».

Evviva! Dobbiamo ringraziare con il cuore in mano il presidente Obama

per aver detto ciò che molti missionari cattolici dicevano da decenni, a volte nell’indifferenza generale, più spesso attirandosi feroci critiche. E già. Perché non a tutti è concesso di fare certe affermazioni “politicamente scorrette” .
Provate a immaginare cosa sarebbe successo se le stesse parole le avesse pronunciate il predecessore di Obama, o l’attuale Presidente del Consiglio italiano.  Apriti Cielo! da ogni parte sarebbero piovute accuse di “cinismo”, “crudeltà”, “razzismo”, “violazione dei diritti umani”, ecc. ecc.
Anche Benedetto XVI nel suo recente viaggio aveva espresso concetti molto simili, richiamando alle proprie responsabilità i regimi corrotti, ma in quel caso tutto era stato coperto dalle polemiche (create ad arte) su una frase relativa all’uso dei preservativi.
Se lo dice Obama invece non fa una piega.

Meglio così. Grazie Barack! … volendo potevi anche ricordare che molti degli africani ridotti in schiavitù e trasportati in America erano stati catturati e venduti agli europei (oltre che ai nordafricani e agli arabi) da altri africani. Ad esempio: “Il regno Ashanti (1570-1900), localizzato in Africa in una regione del Ghana, prosperò grazie all’oro presente nella zona e successivamente tramite il commercio degli schiavi: catturavano persone negli stati circostanti per rivenderli come schiavi agli europei.”
Ma va bene così. Forse adesso si potrà parlare serenamente di come calibrare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo in modo che siano davvero efficaci, e non vadano in gran parte ad ingrassare qualche governo africano corrotto, gli apparati di agenzie Onu, o peggio ancora a sostenere qualche gruppo di guerriglieri assetati di sangue.

Forse si comincerà a capire che – per usare le parole dell’economista zambiana Dambisa Moyo – “il sostegno pubblico internazionale «distrugge ogni slancio alle riforme, allo sviluppo, alla capacità di creare ricchezza nazionale e di esportarla. Alimenta la corruzione e i conflitti interni e favorisce il mantenimento di regimi pluriennali». Dello stesso parere è un altro economista africano, il kenyano James Shikwati: gli aiuti finanziano enormi burocrazie, contribuiscono a rendere dilagante la corruzione, soffocano la libera iniziativa, permettono ai leader politici di ignorare i bisogni dei loro connazionali. Ovunque hanno creato una mentalità pigra e hanno abituato gli africani a essere dipendenti e mendicanti. Tra gli esempi più clamorosi Shikwati cita la Nigeria e la Repubblica Democratica del Congo che, malgrado le loro immense ricchezze, non hanno fatto nulla per ridurre la povertà e premono per essere classificate tra le nazioni più bisognose per poter ricevere ulteriori aiuti.
Proprio questo è il paradosso africano: più aumentano le risorse, più la povertà cresce. In Nigeria, per decenni primo produttore di petrolio dell’Africa subsahariana (nel 2008 scavalcato dall’Angola), il 70 per cento della popolazione tuttora vive con meno di un dollaro al giorno e il 92,8 per cento con meno di due.” (Tempi, 21/07/2009).

Tutto ciò non solleva i paesi industrializzati dall’obbligo di guardare in faccia la realtà e assumersi la responsabilità di aiutare gli africani condividendo uno sviluppo a tutto campo: unica strada verso una reale autonomia.

Gino – socio  SamizdatOnLine

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Cari africani; “arrangiatevi…”!ultima modifica: 2009-07-29T14:01:56+02:00da ritina5
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3 pensieri su “Cari africani; “arrangiatevi…”!

  1. Sparare sul Presidente del Consiglio (purché si chiami Silvio Berlusconi) è lo sport nazionale. Aveva ragione Enzo Ferrari, “ti si può perdonare tutto tranne il successo”. Parole sante. Ma Obama l’ha acclamato la sinistra come il salvatore dell’umanità; dargli contro le creerebbe qualche attacco confusionale. deve riflettere su come fare; a costruire menzogne ci vuole tempo. Mica facile.

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